Bufera sulla Gilardoni cilindri

Gli operai hanno scioperato contro la cassa integrazione

LA CRISI si accanisce sempre di più su Mandello e dopo la grave situazione della Moto Guzzi, un’altra azienda è nell’occhio del ciclone. Si sta delineando infatti una situazione difficilissima per quello che riguarda la «Gilardoni cilindri» e i 350 lavoratori temono per il loro futuro. L’azienda a fine 2008 occupava 470 lavoratori, da allora sono stati tagliati 120 posti di lavoro relativi a contratti a termine e lavoratori interinali. La fabbrica attualmente lavora tre giorni alla settimana, mentre il giovedì e il venerdì tutti i dipendenti sono messi in cassa integrazione e al centralino risponde un messaggio registrato che comunica l’apertura degli uffici al lunedì.

LA PROBLEMATICA è in qualche modo restata all’interno della fabbrica fino ad ora, ma lunedì sono state indette due ore di sciopero sui due turni e i dipendenti insceneranno la loro protesta davanti ai cancelli. La decisione di scioperare, dopo una prima interruzione della produzione a luglio di mezz’ora, è stata giudicata indispensabile dalle Rsu per contestare le modalità di gestione aziendale della Gilardoni.
Durante l’assemblea dei lavoratori sono emerse una serie di preoccupazioni «per la gestione della cassa integrazione da parte della proprietà. Le rotazioni sono fatte senza un criterio di logica e non vengono in alcun modo seguite le indicazioni provenienti dai rappresentanti dei lavoratori», senza dimenticare che le Rsu e i sindacati da tempo chiedono un piano industriale che non viene presentato e sembra nemmeno essere stato elaborato dall’azienda.

SULLE PREOCCUPAZIONI manifestate dai lavoratori interviene Pierangelo Arnoldi della Fim-Cisl che spiega: «L’azienda sta attraversando un momento davvero difficile a causa della crisi del settore, anche a causa delle connessioni con Moto Guzzi ma non solo. C’è una situazione di cassa integrazione pesante e abbiamo cercato di mantenere la crisi all’interno dell’azienda stessa. Da ormai un anno e mezzo le trattative proseguono, i lavoratori stanno subendo scelte aziendali che non condividono e la gestione della cassa viene fatta senza ascoltare le indicazioni delle rappresentanze sindacali. Il protrarsi di questa situazione ha convinto i lavoratori delle necessità di portare fuori dai cancelli la protesta. La condivisione nella gestione aziendale è importante e i lavoratori fino ad ora hanno fatto di tutto per rispondere alle esigenze della proprietà».

Stefano Cassinelli

fonte:http://ilgiorno.ilsole24ore.com

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