Prime richieste di cassa sono a rischio 323 operai solo nel metalmeccanico

A rischio cassa integrazione 323 addetti del comparto metalmeccanico. È una delle novità del dopo Ferragosto con cui si trovano a fare i conti i sindacati di categoria. In vista della ripresa dell’attività produttiva sono già nove le aziende ad aver avanzato la richiesta di un accordo per la gestione della Cig a fronte di commesse e ordinativi che non arrivano. E in genere per periodi di 13 settimane, il massimo previsto dalla legge. A far rumore è soprattutto la conferma del grave stato di difficoltà della Smith International di Saline di Volterra che da sola vale 230 addetti dei 323 in odore di Cig. Ma spulciando la lista emerge il quadro di una crisi che non risparmia nessuna attività. C’è la Comes di Fornacette, 22 addetti per la produzione di macchine per il marmo. La richiesta è di 13 settimane per 10 operai, dopo un periodo di Cig già nella scorsa primavera. Stessa situazione per l’azienda di impiantistica Carte di Gello, 12 addetti. E poi ci sono le aziende di carpenteria come la Sigima di Montopoli, 18 addetti, e la vicina Tercomet, 5 dipendenti. Proseguono le difficoltà per la Meccanica 2000, 8 dipendenti, e la Ghiara Meccanica, che ha avanzato la richiesta di Cig per 25 dei suoi 35 addetti per 13 settimane. Un dato non da poco per un’azienda che gravita nell’indotto della Piaggio e che già a marzo aveva sperimentato un periodo di Cig per 16 lavoratori. L’elenco si completa con l’impresa artigiana Somepi di Lari, specializzata in meccanica di precisione, 8 addetti di cui 5 dovrebbero essere interessati dall’accordo di “cassa”. E la MEC di Bientina per 6 dei suoi 15 addetti. Alla ILT di Ponsacco, invece, che è specializzata nella produzione di gas tecnici, la richiesta è più pesante: mobilità per 5 lavoratori. Tra gli imprenditori le voci sono contrastanti ma non manca chi teme un autunno abbastanza freddo. Da inizio anno, sulla base delle rilevazioni della Fiom, sono stati 5.350 i lavoratori che hanno subito i contraccolpi della crisi, per un totale di 110 aziende. Ma il clima non è quello dell’arresa e il ricorso agli ammortizzatori sociali si propone di limitare il più possibile i danni.

Manolo Morandini

[Articolo il Tirreno — 27 agosto 2009]

fonte:http://iltirreno.gelocal.it/

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