La crisi sulla pelle dei precari

Ma la crisi economica è vera o si esagera? Bisogna essere ottimisti o pessimisti? Nella discussione tra i poli dello scacchiere politico s’inserisce il sindacalista Cremaschi (Fiom). Portando l’esempio della Piaggio, «dove i precari non hanno alcuna possibilità di essere confermati». “Krisis. Economia e società: capire i problemi e fornire le risposte”. Questo il titolo dell’intensa tavola rotonda alla Scuola Sant’Anna, promossa dalla sua associazione allievi. Sono intervenuti gli onorevoli Pierluigi Bersani (Pd), Benedetto Della Vedova (Pdl), Giorgio Cremaschi (segreteria nazionale Fiom), Federica Guidi (presidente giovani imprenditori di Confindustria), oltre al direttore della Scuola, Maria Chiara Carrozza. Coordinatore del dibattito il giornalista Marco Panara, curatore di “Affari e Finanza” di Repubblica. Il botta e risposta tra Bersani e Della Vedova è stato a distanza, scandito dalla scaletta dei rispettivi interventi, e soft nei toni. Ma nette le differenze emerse, come prevedibile. «Sì al decisivo intervento dello Stato», nel primo caso. «No perchè si aumenta il debito pubblico», nel secondo. Per Bersani il punto focale è essenzialmente uno: «Diminuire i divari di reddito. La crisi è l’occasione per capire che nessuno può stare bene da solo: e per nessuno s’intende l’individuo, una famiglia, un Paese. Si è chiesto alla politica di essere leggera, retorica e di fare buona comunicazione. Non è la politica che intendo io», e il riferimento al premier è diretto. Bersani, che del Pd è responsabile economico, ha dettato la sua ricetta: «Un buon meccanismo redistributivo dei redditi; una fiscalità equa; tavoli sociali; un welfare universalistico. In questo momento - ha aggiunto - si avverte una forte domanda di politica e di Stato per far fronte alle difficoltà». Per l’ex ministro il tutto ha un costo: 15 miliardi di euro, «un punto percentuale di Pil, denaro fresco per realizzare subito opere pubbliche. Servono cantieri locali, dedicati alle infrastrutture, per muovere l’economia». E poi un omaggio a Pisa: «L’altro aspetto essenziale è continuare ad investire in ricerca ed innovazione: qui siamo a Pisa, la capitale della conoscenza». Di diverso tenore il pensiero di Benedetto Della Vedova, già esponente di Forza Italia, ora onorevole del Popolo della Libertà. «Attenzione: fare di più molto spesso vuol dire spendere di più. E allora si rischia un aumento del debito pubblico. In trent’anni è stata creata e distribuita ricchezza. Non credo sia giusto buttare tutto a mare». Il polso della situazione, sul campo, descritto dal sindacalista Cremaschi: «Per qualcuno la crisi non c’è più. Ma io penso che il peggio debba ancora arrivare». L’esempio della Piaggio: «I precari non hanno alcuna possibilità di essere confermati. In più i contratti a termine sono destinati a passare da 6 a 3 mesi. Questo pensano le aziende delle loro prospettive. Non è questione di fare allarmismi, ma di pensare in questa ottica e adottare misure in linea». Il punto di vista, infine, degli imprenditori. Federica Guidi (direttore generale del gruppo Ducati Energia): «Occorre intervenire sulla pressione fiscale e la produttività per favorire le imprese e non schiacciarle in un mercato globale dove si lavora anche fino a 45 ore settimanali».

[Articolo del Tirreno del 19 maggio 2009]

fonte:http://iltirreno.gelocal.it/

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