Domani la Fiom replica lo sciopero della flessibilità in Piaggio. I numeri delle adesioni nel complesso non sfondano quota 10% ma per le Rsu dei metalmeccanici aderenti a Cgil il conto non dovrebbe considerare i precari che su quelle linee sono la maggioranza. Sul confronto che si è aperto sulla gestione dell’accordo integrativo a prendere la parola è la Rsu Fim: «Pensavamo che il voto referendario fosse stato chiarissimo». E aggiungono: «Se il nostro confronto continuerà a essere condizionato dalle appartenenze agli schieramenti della politica, e da questa ne derivano le decisioni e le iniziative, allora non ci siamo. I 1.496 sì hanno già trasferito il mandato al sindacato, non abbiamo bisogno di tornare da loro per discutere e confrontarci di nuovo dichiarando lo sciopero. Abbiamo noi il dovere di assumerci le responsabilità, non i lavoratori». Ma al di là delle divisioni la Fim rinnova dal canto suo l’appello all’unità: «Da solo nessuno può farcela. La Fiom persistendo nella divisione non farà altro che il gioco dell’azienda, e il risultato sarebbe un lento ma inesorabile declino del sindacato. Questo creerebbe un danno enorme e irreparabile per lo sviluppo futuro dell’azienda e del territorio. Per noi la controparte era, è e sarà sempre l’azienda. Sia chiaro, per quanto ci riguarda l’unità è solo una delle condizioni necessarie, l’altra è la disponibilità ai cambiamenti e all’innovazione delle forme e dei contenuti dell’azione sindacale e della contrattazione». Sull’integrativo la Rsu Fim propone di fare il punto: «È necessario fermare la macchina, ripartire dalle relazioni sindacali fondamentali per la gestione e sospendere la flessibilità in attesa dell’incontro ufficiale urgente».
M.M.
[Articolo del Tirreno del 22 Maggio 2009]
M.M.
[Articolo del Tirreno del 22 Maggio 2009]
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