Alle 18 sono state presentate le offerte di Fiat, di Magna e del fondo americano Ripplewood. Ma il termine è stato misteriosamente spostato alla mezzanotte. Forse un'altra offerta arriverà entro quell'ora.
Siamo alla svolta finale per la Opel. “Aspettiamo i piani delle parti interessate, cioè la Fiat , la Magna e altre” ha dichiarato il portavoce del Governo tedesco Ulrich Willhelm, ricordando che i piani dovranno essere presentati entro le diciotto di oggi. Essi, ha detto ancora il portavoce, saranno poi esaminati in modo spedito. Alla luce di queste valutazioni, ha concluso, ci saranno altri incontri e colloqui in seno al governo tedesco e con i governatori delle regioni che ospitano gli impianti della Opel in Germania. Si terranno anche “colloqui intensi” con il governo Usa, con i vertici della General Motors e uno “scambio di informazioni con i partner europei”. Il termine per le proposte di acquisto era stato fissato per le 18. La scadenza, però, è stata misteriosamente prorogata alla mezzanotte. In un primo tempo, si era sparsa la voce che fosse stata la Fiat stessa a chiedere una proroga. L'ipotesi è stata però smentita dal rispetto dell'orario concordato da parte del Lingotto. Ora si ritiene che sia in dirittura di arrivo un'altra proposta di acquisto, ma non si sa da dove.
Insomma, ore febbrili sia a Torino che a Berlino per il futuro della casa automobilistica tedesca e per la possibilità di creare un supergruppo che potrebbe diventare il protagonista in Europa.
Oggi Marchionne ha illustrato all’assemblea degli azionisti della “G.A. Agnelli Sapa” le scelte strategiche che hanno portato il Lingotto a formulare la sua offerta per la Chrysler e per la Opel. Poi, poco prima delle 15, l’elicottero ha lasciato il centro sperimentale del gruppo automobilistico di Balocco con a bordo Marchionne e Luca Cordero di Montezemolo. Ma l’amministratore delegato della Fiat non presenterà di persona la lettera di intenti per l’acquisizione della Opel. Saranno i legali di fiducia del gruppo torinese a presentarla formalmente entro le diciotto.
L’altro competitore della Fiat, cioè l’azienda austro-canadese di componentistica auto “Magna”, secondo il quotidiano “Handelsblatt”, illustrerà al consiglio di fabbrica tedesco il suo piano di acquisizione. Il quotidiano cita anche una lettera che lo stesso consiglio di fabbrica avrebbe indirizzato alla casa di Torino per invitarla a fare altrettanto.
Man mano che si sviluppa l’iniziativa concorrenziale di acquisizione della Opel, il Governo tedesco mostra di essere intenzionato a concedere un finanziamento ponte per aiutare la casa madre automobilistica controllata dalla General Motors, oramai sempre più in procinto di fallire. Il Governo federale e i Lander sono pronti a conferire un capitale pari a 1,5 miliardi di euro nell’ambito di un’eventuale amministrazione fiduciaria. Soltanto il governo federale del Nord Reno-Wesrfalia metterà 150 milioni, la Renania-Palatinato si è impegnata per altri 100 milioni, a condizione che siano mantenuti tutti i posti di lavoro a Kaiserslautern.
Secondo il ministro Scajola, intervenuto oggi alla trasmissione di Maurizio Belpietro su Canale 5, “il dovere dell'Italia, del Governo e anche degli italiani è quello di lasciare tranquilli i dirigenti della Fiat, l'ottimo Marchionne, in questa trattativa. Abbiamo già detto - ha aggiunto Scajola - e ripetiamo che appena si profilerà la conclusione in un senso e o nell'altro, io me l'auguro positiva, della trattativa con la Fiat, il Governo convocherà l'azienda, le forze sociali e anche le Regioni dove sono interessati gli stabilimenti”.
Ma i sindacati, soprattutto la Cgil, sono molto critici sul comportamento tenuto fino a questo momento dai vertici della Fiat, che non hanno mai pensato di coinvolgere, almeno in colloqui formali, i lavoratori, il capitale più importante. “Questa storia più si trascina, più è surreale” ha dichiarato oggi Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil al margine del XVI Congresso della Cisl, ed ha aggiunto: “speriamo si possa formalizzare tutto molto presto, in modo che ci consenta di capire cosa può avvenire negli stabilimenti italiani e per il gruppo. Al momento, “siamo nell'incertezza più assoluta. Il Governo non sa nulla. È una trattativa - ha proseguito Epifani - che Fiat fa con due Stati e il Paese non ne sa nulla”. Invece, a suo parere, “le conseguenze sui nostri stabilimenti e sul nostro indotto possono essere rilevanti. Anche la nuova società, qualora nascesse, sarà ovviamente diversa da quella che conosciamo”.
Più duro il giudizio di Giorgio Cremaschi, membro della segreteria della Fiom-Cgil: “Continuiamo a essere tenuti all'oscuro circa una situazione che può portare a esiti drammatici, come la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese e il drastico ridimensionamento di Pomigliano. In realtà non ne sappiamo nulla, perché Marchionne sta trattando con tutti tranne che con noi”.
Fulvio Lo Cicero
fonte:http://www.dazebao.org
Siamo alla svolta finale per la Opel. “Aspettiamo i piani delle parti interessate, cioè la Fiat , la Magna e altre” ha dichiarato il portavoce del Governo tedesco Ulrich Willhelm, ricordando che i piani dovranno essere presentati entro le diciotto di oggi. Essi, ha detto ancora il portavoce, saranno poi esaminati in modo spedito. Alla luce di queste valutazioni, ha concluso, ci saranno altri incontri e colloqui in seno al governo tedesco e con i governatori delle regioni che ospitano gli impianti della Opel in Germania. Si terranno anche “colloqui intensi” con il governo Usa, con i vertici della General Motors e uno “scambio di informazioni con i partner europei”. Il termine per le proposte di acquisto era stato fissato per le 18. La scadenza, però, è stata misteriosamente prorogata alla mezzanotte. In un primo tempo, si era sparsa la voce che fosse stata la Fiat stessa a chiedere una proroga. L'ipotesi è stata però smentita dal rispetto dell'orario concordato da parte del Lingotto. Ora si ritiene che sia in dirittura di arrivo un'altra proposta di acquisto, ma non si sa da dove.
Insomma, ore febbrili sia a Torino che a Berlino per il futuro della casa automobilistica tedesca e per la possibilità di creare un supergruppo che potrebbe diventare il protagonista in Europa.
Oggi Marchionne ha illustrato all’assemblea degli azionisti della “G.A. Agnelli Sapa” le scelte strategiche che hanno portato il Lingotto a formulare la sua offerta per la Chrysler e per la Opel. Poi, poco prima delle 15, l’elicottero ha lasciato il centro sperimentale del gruppo automobilistico di Balocco con a bordo Marchionne e Luca Cordero di Montezemolo. Ma l’amministratore delegato della Fiat non presenterà di persona la lettera di intenti per l’acquisizione della Opel. Saranno i legali di fiducia del gruppo torinese a presentarla formalmente entro le diciotto.
L’altro competitore della Fiat, cioè l’azienda austro-canadese di componentistica auto “Magna”, secondo il quotidiano “Handelsblatt”, illustrerà al consiglio di fabbrica tedesco il suo piano di acquisizione. Il quotidiano cita anche una lettera che lo stesso consiglio di fabbrica avrebbe indirizzato alla casa di Torino per invitarla a fare altrettanto.
Man mano che si sviluppa l’iniziativa concorrenziale di acquisizione della Opel, il Governo tedesco mostra di essere intenzionato a concedere un finanziamento ponte per aiutare la casa madre automobilistica controllata dalla General Motors, oramai sempre più in procinto di fallire. Il Governo federale e i Lander sono pronti a conferire un capitale pari a 1,5 miliardi di euro nell’ambito di un’eventuale amministrazione fiduciaria. Soltanto il governo federale del Nord Reno-Wesrfalia metterà 150 milioni, la Renania-Palatinato si è impegnata per altri 100 milioni, a condizione che siano mantenuti tutti i posti di lavoro a Kaiserslautern.
Secondo il ministro Scajola, intervenuto oggi alla trasmissione di Maurizio Belpietro su Canale 5, “il dovere dell'Italia, del Governo e anche degli italiani è quello di lasciare tranquilli i dirigenti della Fiat, l'ottimo Marchionne, in questa trattativa. Abbiamo già detto - ha aggiunto Scajola - e ripetiamo che appena si profilerà la conclusione in un senso e o nell'altro, io me l'auguro positiva, della trattativa con la Fiat, il Governo convocherà l'azienda, le forze sociali e anche le Regioni dove sono interessati gli stabilimenti”.
Ma i sindacati, soprattutto la Cgil, sono molto critici sul comportamento tenuto fino a questo momento dai vertici della Fiat, che non hanno mai pensato di coinvolgere, almeno in colloqui formali, i lavoratori, il capitale più importante. “Questa storia più si trascina, più è surreale” ha dichiarato oggi Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil al margine del XVI Congresso della Cisl, ed ha aggiunto: “speriamo si possa formalizzare tutto molto presto, in modo che ci consenta di capire cosa può avvenire negli stabilimenti italiani e per il gruppo. Al momento, “siamo nell'incertezza più assoluta. Il Governo non sa nulla. È una trattativa - ha proseguito Epifani - che Fiat fa con due Stati e il Paese non ne sa nulla”. Invece, a suo parere, “le conseguenze sui nostri stabilimenti e sul nostro indotto possono essere rilevanti. Anche la nuova società, qualora nascesse, sarà ovviamente diversa da quella che conosciamo”.
Più duro il giudizio di Giorgio Cremaschi, membro della segreteria della Fiom-Cgil: “Continuiamo a essere tenuti all'oscuro circa una situazione che può portare a esiti drammatici, come la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese e il drastico ridimensionamento di Pomigliano. In realtà non ne sappiamo nulla, perché Marchionne sta trattando con tutti tranne che con noi”.
Fulvio Lo Cicero
fonte:http://www.dazebao.org
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