“Irricevibile” per FILCEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILCEM-UIL il piano della multinazionale francese fatto solo di tagli, chiusure di stabilimento, licenziamenti
Centinaia i lavoratori dell'industria del vetro, provenienti dai tredici stabilimenti italiani della “Saint Gobain”, oggi manifestano tutta la loro rabbia a Parigi davanti alla sede della potente multinazionale francese del vetro che ha presentato in Italia un piano industriale fatto solo di tagli, chiusure di stabilimento, licenziamenti, e che i sindacati del settore FILCEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILCEM-UIL hanno bollato come “irricevibile”. Ad attenderli ci sono anche i loro colleghi francesi, belgi e spagnoli che hanno espresso loro la piena solidarietà.
La manifestazione di Parigi si è tenuta in concomitanza con la riunione del CAE (Comitato aziendale europeo) dove i rappresentanti italiani e degli altri paesi presenti sono stati ricevuti dai massimi dirigenti della Saint Gobain, per continuare la battaglia fino in fondo, ribadendo il loro “no” al piano di “Saint Gobain Glass Italia”. I vertici della società, dopo aver ascoltato le ragioni dei lavoratori hanno dato appuntamento al 28 maggio, data dell'incontro che si svolgerà presso il Ministero dello Sviluppo Economico, per una risposta a seguito di un'ulteriore riflessione.
Rimangono tuttavia vive le perplessità della FILCEM-CGIL, considerando che nemmeno il riuscitissimo sciopero del 29 aprile scorso (oltre il 90% la partecipazione dei lavoratori) ha fatto recedere la “Saint Gobain” da un piano “lacrime e sangue” che punta decisamente a ridimensionare la sua presenza e il suo impegno in Italia. La “linea dura” della multinazionale prevede:
1. chiusura dello stabilimento “Sekurit” di Savigliano, a Cuneo (coinvolti 225 lavoratori diretti e 73 dell'indotto);
2.ristrutturazione dell'impianto “Euroveder” di Cervasca, sempre in provincia di Cuneo, e taglio occupazionale di 143 lavoratori su 250;
3.fermata (almeno per un anno) del “float” (forno per produzione di vetro piano) dello storico stabilimento “Saint Gobain Glass” di Pisa, contestuale ristrutturazione e taglio per 70 addetti;
4. forti preoccupazioni per la continuità produttiva dello stabilimento “Flovetro” di San Salvo, a Chieti.
“Sorprendente – commenta Alberto Morselli, segretario generale Filcem-Cgil – la velocità con la quale si stringono accordi e si valorizzano le industrie francesi per riaprire il capitolo nucleare in Italia, mentre si è incapaci di difendere l'industria e i posti di lavoro in Italia che dipendono da altre società francesi. Serve – conclude il segretario – un ruolo più autorevole dello Stato nei confronti delle multinazionali: lo stiamo cercando … con il lanternino!”
fonte:http://www.cgil.it
Centinaia i lavoratori dell'industria del vetro, provenienti dai tredici stabilimenti italiani della “Saint Gobain”, oggi manifestano tutta la loro rabbia a Parigi davanti alla sede della potente multinazionale francese del vetro che ha presentato in Italia un piano industriale fatto solo di tagli, chiusure di stabilimento, licenziamenti, e che i sindacati del settore FILCEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILCEM-UIL hanno bollato come “irricevibile”. Ad attenderli ci sono anche i loro colleghi francesi, belgi e spagnoli che hanno espresso loro la piena solidarietà.
La manifestazione di Parigi si è tenuta in concomitanza con la riunione del CAE (Comitato aziendale europeo) dove i rappresentanti italiani e degli altri paesi presenti sono stati ricevuti dai massimi dirigenti della Saint Gobain, per continuare la battaglia fino in fondo, ribadendo il loro “no” al piano di “Saint Gobain Glass Italia”. I vertici della società, dopo aver ascoltato le ragioni dei lavoratori hanno dato appuntamento al 28 maggio, data dell'incontro che si svolgerà presso il Ministero dello Sviluppo Economico, per una risposta a seguito di un'ulteriore riflessione.
Rimangono tuttavia vive le perplessità della FILCEM-CGIL, considerando che nemmeno il riuscitissimo sciopero del 29 aprile scorso (oltre il 90% la partecipazione dei lavoratori) ha fatto recedere la “Saint Gobain” da un piano “lacrime e sangue” che punta decisamente a ridimensionare la sua presenza e il suo impegno in Italia. La “linea dura” della multinazionale prevede:
1. chiusura dello stabilimento “Sekurit” di Savigliano, a Cuneo (coinvolti 225 lavoratori diretti e 73 dell'indotto);
2.ristrutturazione dell'impianto “Euroveder” di Cervasca, sempre in provincia di Cuneo, e taglio occupazionale di 143 lavoratori su 250;
3.fermata (almeno per un anno) del “float” (forno per produzione di vetro piano) dello storico stabilimento “Saint Gobain Glass” di Pisa, contestuale ristrutturazione e taglio per 70 addetti;
4. forti preoccupazioni per la continuità produttiva dello stabilimento “Flovetro” di San Salvo, a Chieti.
“Sorprendente – commenta Alberto Morselli, segretario generale Filcem-Cgil – la velocità con la quale si stringono accordi e si valorizzano le industrie francesi per riaprire il capitolo nucleare in Italia, mentre si è incapaci di difendere l'industria e i posti di lavoro in Italia che dipendono da altre società francesi. Serve – conclude il segretario – un ruolo più autorevole dello Stato nei confronti delle multinazionali: lo stiamo cercando … con il lanternino!”
fonte:http://www.cgil.it
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