Fiat convince solo i sindacati esteri

Chrysler: dopo il sì di quelli canadesi, accordo sul taglio dei costi anche con gli americani. E in caso di acquisto di Opel, garantisce che non chiuderà le fabbriche tedesche. La preoccupazione della Fiom: "Ora decida cosa vuole fare anche in Italia"

E’ arrivato anche l’accordo con il sindacato americano. Nella giornata del 25 aprile Fiat, Chrysler e il governo Usa hanno raggiunto un’intesa con la Uaw, l’organizzazione dei lavoratori dell'industria automobilistica statunitense. Il testo accetta di tagliare il costo del lavoro in cambio delle concessioni e facilitazioni finanziarie previste dall'amministrazione Obama. In particolare, a quanto si apprende, vengono accolte le proposte dell’azienda sulla riduzione complessiva di 19 dollari orari e la ristrutturazione del fondo pensioni, che consentiranno di risparmiare circa 200 milioni di dollari l’anno. Un accordo “doloroso”, dice il sindacato in una nota, che però “consentirà di sfruttare una seconda chance per la sopravvivenza di Chrysler”. Il termine per ratificare l’intesa è mercoledì 29 aprile.

Nella notte del 25 aprile Fiat ha ottenuto il sì dei sindacati canadesi. Non ci sono tagli salariali, in questo caso, ma la Caw ha firmato la rinuncia a un pacchetto di benefits per un risparmio sui costi annuo stimato in 200 milioni di dollari Usa. In settimana dovrà essere approvato dagli 8.000 lavoratori dei tre stabilimenti in Canada. Ora il problema da risolvere è la ristrutturazione del debito di Chrylser con le banche, pari a 6,9 miliardi di dollari, in questo senso resta in piedi l'ipotesi di bancarotta pilotata all'esame del Tesoro americano.

Se compra Opel non chiude fabbriche tedesche
In caso di acquisto di Opel, il Lingotto non chiuderà nessuna fabbrica in Germania. E’ questa la novità di oggi, riportata dal sito del settimanale Der Spiegel. Alla controllata di General Motors “ci sono varie società interessate”, come ha detto venerdì un portavoce della cancelleria tedesca, ma intanto Fiat assicura il mantenimento dei livelli occupazionali. Inoltre, sempre secondo il giornale, avrebbe garantito che nell’eventuale fusione non erediterebbe l’indebitamento del gruppo.

Masini (Fiom), decida cosa fare in Italia
“Oggi la Fiat è un attore di prima grandezza a livello internazionale, ma deve decidere cosa vuole fare in Italia”. Così il coordinatore nazionale della Fiom per il settore auto, Enzo Masini, commenta la situazione del gruppo in un’intervista a rassegna.it. Analizza quindi gli accordi raggiunti all’estero: lo scenario in Usa non è paragonabile al nostro Paese, a suo giudizio, perché “lì il taglio del costo del lavoro si collega al nodo della protezione sociale, che è praticamente inesistente”. Più plausibile un raffronto con il Canada, che ha un sistema pensionistico e sanitario pubblico come il nostro. Qui, spiega Masini, vengono dimezzati i permessi retribuiti che passano da 80 a 40 ore, sono ridotti i benefits di sanità integrativa, i nuovi assunti entrano con il 70% delle buste paga attuali con il +5% annuo, quindi “ci metteranno 6 anni per arrivare al livello salariale degli altri”. In questa fase, per la Fiom, il gruppo si muove solo all’estero. “In Canada garantisce il mantenimento delle fabbriche, per la Opel fa lo stesso – secondo il sindacalista -, il rischio è che diventi più internazionale trascurando proprio l’Italia”. L’altro problema è “la latitanza del governo”: bisogna aprire subito un tavolo di confronto tra esecutivo, sindacati e azienda con lo scopo di salvaguardare la presenza italiana. “Non solo auto, Fiat ha quasi il monopolio anche di camion, trattori e altri prodotti – conclude -, se si ridimensiona, allora ridimensiona l’intero settore”.

Scajola, tavolo dopo negoziato con Chrysler
Il governo convocherà il tavolo con Fiat e sindacati, ma lo farà dopo il negoziato con Chrysler per "non turbare la trattativa in corso". Lo dice il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. "Di fronte a un consolidamento più significativo della ripresa del mercato dell'auto, che ci auguriamo potrà avvenire il mese prossimo - aggiunge - potrà essere matura una valutazione complessiva degli investimenti Fiat in Italia".


fonte:http://www.rassegna.it

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