Il conto alla rovescia. Tra due giorni aprono le urne e saranno i lavoratori Piaggio a prendere la parola. Una tappa che è destinata a segnare, nel bene o nel male, un punto di svolta sulla questione del contratto integrativo aziendale ma anche negli equilibri sindacali. Chiuso il giro delle assemblee a riaprire idealmente la partita del confronto è il segretario provinciale della Uilm Marcello Casati. «Domani (oggi per chi legge) sentirò i colleghi delle altre organizzazioni sindacali perché l’accordo sull’integrativo non riguarda solo chi oggi lavora in Piaggio ma anche tutta quella parte di precariato che rappresenta il bacino a cui il documento fa riferimento per la stabilizzazione nei prossimi anni -afferma Casati - In tutto sono 350 e ad oggi un’ottantina sono stati inseriti attraverso agenzie di lavoro interinale. La norma è chiara e dice che non hanno diritto al voto. E anche se riusciremo ad allestire un seggio a loro dedicato comunque non inciderebbe sull’esito finale dello scrutinio. Eppure, tra queste persone ci sono operai che lavorano per Piaggio da quattro o cinque anni. L’obiettivo non è di cambiare il risultato elettorale ma di evidenziare la portata di quest’accordo che riguarda anche loro». Sulla questione dell’accordo Fiom sottolinea la necessità di “un no responsabile per riaprire la trattativa sul salario e l’orario”. E aggiunge Marcello Franchi, segretario provinciale Fiom: «Ci rivolgiamo anche ai dipendenti che, assunti con part time verticale e con contratto a termine, sono rientrati al lavoro in questi giorni. Il percorso di stabilizzazione e il diritto di procedura nell’assumere in base all’anzianità lavorativa sono conquiste importanti ottenute, anche, con il contributo determinante di tutta la delegazione della Fiom da non mettere in discussione». Difficile fare proiezioni sull’esito delle urne. Il fronte del “sì”, Uilm, Fim e Ugl che hanno sottoscritto l’ipotesi d’accordo lo scorso 6 marzo, sulla carta può contare sul 51,43% dei voti, stando all’esito delle ultime elezioni delle rappresentanze sindacali. Nel 2007, infatti, Uilm raccolse 465 voti, 339 la Fiom e 135 l’Ugl. Sul fronte opposto c’è il principale sindacato, la Fiom: forte di 868 voti, pari al 48,57%. Ma i numeri in questa vicenda non lasciano dormire sonni tranquilli a nessuno. Non solo perché la geografia del 2007 disegnava una “Piaggio” divisa in due metà. Oggi, lo scenario di crisi consiglia di leggere quei numeri con la lente della prudenza.
Manolo Morandini
[Articolo del Tirreno del 21 Marzo 2009]
fonte: http://iltirreno.repubblica.it/
Manolo Morandini
[Articolo del Tirreno del 21 Marzo 2009]
fonte: http://iltirreno.repubblica.it/
Commenti