Con 1000 No, respingendo a maggioranza l’ accordo, gli operai hanno dato una grossa prova di forza e di lucidita’.
Hanno mostrato di aver avvertito con chiarezza che approvare accordi di tale genere significa rinunciare a rivendicare i propri interessi e a difendere le proprie condizioni di lavoro.
Straordinario anche il risultato del voto alla 2r, dove almeno l’ 80% degli operai stabili ha votato no.Globalmente, 2 operai stabili su tre, hanno respinto l’ accordo.
Alla Piaggio, che ha usato ogni forma di pressione e arma di ricatto, a Fim Uilm e Ugl, sempre disponibili ad ogni “starnuto” aziendale, che hanno chiesto ai lavoratori una dichiarazione di resa senza neanche iniziare a lottare, gli operai hanno risposto in modo deciso: non ci stiamo e Fim Uilm e Ugl non ci rappresentano.
Ed e’ evidente, aldila’ delle strumentalizzazioni, che questi sindacati non rappresentano neanche gli interessi dei precari, in quanto hanno sostenuto leggi che aumentano il precariato e che solo la Fiom ha contrastato.
Il voto degli impiegati ha deciso, ancora una volta, l’ esito del referendum.
Gli impiegati partecipano pochissimo alla vita e all’ attivita’ sindacale, ma si risvegliano sotto il pungolo della Piaggio e, al momento del referendum sugli accordi aziendali, vanno a votare in massa; da 15 anni costringono gli operai a subire accordi che peggiorano le loro condizioni di lavoro.
La rabbia degli operai per questo fatto e’ crescente e sicuramente il problema di chi vota e per cosa vota deve cominciare ad essere posto con forza. chi vota deve decidere sulle questioni che lo riguardano, non su quelle che riguardano altri.
Secondo noi la Rsu della Fiom dovrebbe anche formalmente riconoscere il significato di questo voto e, in rappresentanza della maggioranza degli operai, e sostenere tutte le iniziative di lotta contro questo accordo.
Ma un punto fermo da cui ripartire gli operai lo hanno definitivamente fissato.
Con il voto al referendum e con la massiccia partecipazione allo sciopero, con corteo interno, indetto 2 settimane fa’ alle meccaniche e alla 3r, il corpo produttivo e sindacale della fabbrica ha lucidamente espresso la propria posizione: non ci stiamo e Fim Uilm e Ugl non ci rappresentano.
Le indicazioni degli operai sono per noi evidenti: si tratta di cogliere nelle prossime settimane e mesi ogni occasione possibile per dar vita a iniziative di lotta che contrastino quello che in questo accordo ostacola il miglioramento delle nostre condizioni in fabbrica.
DELEGATI FIOM PIAGGIO ADERENTI ALLA RETE 28 APRILE IN CGIL
Cappellini, Bellagamba, Recce, Malventi, Porticati, Forti
Referendum una prova di forza degli operai.pdf
Hanno mostrato di aver avvertito con chiarezza che approvare accordi di tale genere significa rinunciare a rivendicare i propri interessi e a difendere le proprie condizioni di lavoro.
Straordinario anche il risultato del voto alla 2r, dove almeno l’ 80% degli operai stabili ha votato no.Globalmente, 2 operai stabili su tre, hanno respinto l’ accordo.
Alla Piaggio, che ha usato ogni forma di pressione e arma di ricatto, a Fim Uilm e Ugl, sempre disponibili ad ogni “starnuto” aziendale, che hanno chiesto ai lavoratori una dichiarazione di resa senza neanche iniziare a lottare, gli operai hanno risposto in modo deciso: non ci stiamo e Fim Uilm e Ugl non ci rappresentano.
Ed e’ evidente, aldila’ delle strumentalizzazioni, che questi sindacati non rappresentano neanche gli interessi dei precari, in quanto hanno sostenuto leggi che aumentano il precariato e che solo la Fiom ha contrastato.
Il voto degli impiegati ha deciso, ancora una volta, l’ esito del referendum.
Gli impiegati partecipano pochissimo alla vita e all’ attivita’ sindacale, ma si risvegliano sotto il pungolo della Piaggio e, al momento del referendum sugli accordi aziendali, vanno a votare in massa; da 15 anni costringono gli operai a subire accordi che peggiorano le loro condizioni di lavoro.
La rabbia degli operai per questo fatto e’ crescente e sicuramente il problema di chi vota e per cosa vota deve cominciare ad essere posto con forza. chi vota deve decidere sulle questioni che lo riguardano, non su quelle che riguardano altri.
Secondo noi la Rsu della Fiom dovrebbe anche formalmente riconoscere il significato di questo voto e, in rappresentanza della maggioranza degli operai, e sostenere tutte le iniziative di lotta contro questo accordo.
Ma un punto fermo da cui ripartire gli operai lo hanno definitivamente fissato.
Con il voto al referendum e con la massiccia partecipazione allo sciopero, con corteo interno, indetto 2 settimane fa’ alle meccaniche e alla 3r, il corpo produttivo e sindacale della fabbrica ha lucidamente espresso la propria posizione: non ci stiamo e Fim Uilm e Ugl non ci rappresentano.
Le indicazioni degli operai sono per noi evidenti: si tratta di cogliere nelle prossime settimane e mesi ogni occasione possibile per dar vita a iniziative di lotta che contrastino quello che in questo accordo ostacola il miglioramento delle nostre condizioni in fabbrica.
DELEGATI FIOM PIAGGIO ADERENTI ALLA RETE 28 APRILE IN CGIL
Cappellini, Bellagamba, Recce, Malventi, Porticati, Forti
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