Secondo un’anticipazione dell’agenzia Apcom è pronto il decreto correttivo al Testo unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro, e il prossimo Cdm l’approverà. Ma il ministro Sacconi smentisce l’agenzia: “Non esiste un testo definito”
Secondo quanto riporta l’agenzia l’Apcom, è pronto un decreto correttivo al Testo unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro, elaborato dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi e che il governo approverà nel prossimo consiglio dei ministri. Il ministro però smentisce la notizia e nega che sia già pronto alcun provvedimento.
Secondo quanto riporta l’Apcom, il testo del ministero dovrebbe prevedere “multe più leggere per le imprese, in alcuni casi più che dimezzate; eliminazione dell'ipotesi del solo arresto a favore di un sistema che privilegi l'applicazione di sanzioni, che prevedono l'alternativa tra arresto e ammenda; rimodulazione degli obblighi per il datore di lavoro; potenziamento del ruolo della bilateralità; introduzione di misure di semplificazione relative, per esempio, alle comunicazioni dell'Inail, modalità della formazione e utilizzo del libretto formativo del cittadino, e procedure e condizioni di operatività dello strumento della sospensione dell'attività imprenditoriale”. Si tratterebbe di disposizioni "integrative e correttive" alla legge numero 123 del 3 agosto e di provvedimenti di attuazione del decreto legislativo numero 81 del 9 aprile 2008, ossia il precedente testo unico approvato dal governo Prodi.
Il ministero però smentisce: 'In relazione a notizie di agenzia – si legge in una nota del dicastero - relative a bozze sulle correzioni al Testo unico sulla sicurezza sul lavoro, il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali precisa che non esiste un testo definito di decreto delegato correttivo, essendo ancora in corso l'attivita' di redazione del testo stesso'. 'Alcune indiscrezioni – prosegue la nota - riportate dalle agenzie sono gia' superate da successive elaborazioni, ancorche' non definitive”.
Le intenzioni del governo di ammorbidire la parte sanzionatoria della nuova normativa approvata dal centrosinistra erano ampiamente note da tempo. Prima della fine del 2008 il governo aveva chiesto alle parti sociali un avviso comune condiviso in base al quale procedere per delle integrazioni e modifiche alle norme. Vista la contrarietà della Cgil a stravolgere il T.U., l’esecutivo ha deciso di procedere autonomamente senza il consenso di tutte le parti sociali, ma con l’appoggio della Confindustria che sin dall’inizio si è opposta alle sanzioni.
'Aspettiamo di vedere la versione definitiva del decreto correttivo (…) per dare un giudizio circostanziato'. Ma le scelte compiute dall'esecutivo in questi mesi su questa materia 'non ci lasciano per niente tranquilli'. Lo afferma il responsabile del Lavoro del Pd, Cesare Damiano. Nessuno si oppone a correzioni 'la' dove il testo presenta inesattezze o necessita' di chiarimenti', spiega Damiano. 'Ma sarebbe inaccettabile uno stravolgimento dell'impianto normativo”.
Articolo 21: appello contro le modifiche, firma
fonte:http://www.rassegna.it/
Secondo quanto riporta l’agenzia l’Apcom, è pronto un decreto correttivo al Testo unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro, elaborato dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi e che il governo approverà nel prossimo consiglio dei ministri. Il ministro però smentisce la notizia e nega che sia già pronto alcun provvedimento.
Secondo quanto riporta l’Apcom, il testo del ministero dovrebbe prevedere “multe più leggere per le imprese, in alcuni casi più che dimezzate; eliminazione dell'ipotesi del solo arresto a favore di un sistema che privilegi l'applicazione di sanzioni, che prevedono l'alternativa tra arresto e ammenda; rimodulazione degli obblighi per il datore di lavoro; potenziamento del ruolo della bilateralità; introduzione di misure di semplificazione relative, per esempio, alle comunicazioni dell'Inail, modalità della formazione e utilizzo del libretto formativo del cittadino, e procedure e condizioni di operatività dello strumento della sospensione dell'attività imprenditoriale”. Si tratterebbe di disposizioni "integrative e correttive" alla legge numero 123 del 3 agosto e di provvedimenti di attuazione del decreto legislativo numero 81 del 9 aprile 2008, ossia il precedente testo unico approvato dal governo Prodi.
Il ministero però smentisce: 'In relazione a notizie di agenzia – si legge in una nota del dicastero - relative a bozze sulle correzioni al Testo unico sulla sicurezza sul lavoro, il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali precisa che non esiste un testo definito di decreto delegato correttivo, essendo ancora in corso l'attivita' di redazione del testo stesso'. 'Alcune indiscrezioni – prosegue la nota - riportate dalle agenzie sono gia' superate da successive elaborazioni, ancorche' non definitive”.
Le intenzioni del governo di ammorbidire la parte sanzionatoria della nuova normativa approvata dal centrosinistra erano ampiamente note da tempo. Prima della fine del 2008 il governo aveva chiesto alle parti sociali un avviso comune condiviso in base al quale procedere per delle integrazioni e modifiche alle norme. Vista la contrarietà della Cgil a stravolgere il T.U., l’esecutivo ha deciso di procedere autonomamente senza il consenso di tutte le parti sociali, ma con l’appoggio della Confindustria che sin dall’inizio si è opposta alle sanzioni.
'Aspettiamo di vedere la versione definitiva del decreto correttivo (…) per dare un giudizio circostanziato'. Ma le scelte compiute dall'esecutivo in questi mesi su questa materia 'non ci lasciano per niente tranquilli'. Lo afferma il responsabile del Lavoro del Pd, Cesare Damiano. Nessuno si oppone a correzioni 'la' dove il testo presenta inesattezze o necessita' di chiarimenti', spiega Damiano. 'Ma sarebbe inaccettabile uno stravolgimento dell'impianto normativo”.
Articolo 21: appello contro le modifiche, firma
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