Piaggio, la Cgil tradita dai precari

Alla Piaggio la Fiom perde il referendum sul nuovo patto integrativo e viene da chiedersi se con questo voto si celebri il funerale di Cipputi, la tuta blu per antonomasia inventata dalla matita di Altan. Ma non è così, Cipputi è vivo e lotta, ma soccombe, e a mandarlo a gambe all’aria sono seicento Cipputi junior, tute blu anche loro, ma condannate alla precarietà. A far saltare il banco, infatti, non è stato soltanto il voto massiccio degli impiegati (517 a favore e solo 96 contrari alla proposta di integrativo), ma soprattutto la ribellione di chi ha visto nell’accordo la possibilità di liberarsi del giogo della precarietà e proprio sullo scambio “meno aumenti salariali più stabilizzazione”, Colannino ha vinto la sua partita a scacchi non il sindacato rosso che più rosso non si può. I circa seicento operai part time e a tempo determinato hanno pensato che l’aumento del salario è una bella cosa, ma il posto fisso e l’orario pieno sono molto meglio. David Belcari, delegato Fiom, lo riconosce senza tanti giri di parole: «Noi operai siamo di molto incazzati, perché con questi stipendi è difficile arrivare a fine mese, ma Colanninno ha lavorato sulle nostre divisioni, ha fatto leva sul precariato e ha vinto». E se le tute blu, come garantisce Belcari e come emerge dal voto e dai mille no operai, sono ancora compatte, «in fabbrica non c’è più la solidarietà che c’era una volta. Adesso - spiega - i dipendenti fissi pensano solo ai loro stipendi, i precari esclusivamente ad ottenere una stabilizzazione». Il sindacato più rosso che c’è, insomma, ha accettato la sfida di Colaninno ed ha perso. A Pontedera, infatti, tra gli operai Rifondazione comunista va ancora forte e l’ala radicale del sindacato, la Rete 28 aprile, è ben rappresentata: sono loro che hanno trascinato la Fiom a dire no all’integrativo e ad affrontare un referendum difficile da vincere. Bisogna infatti risalire a una dozzina di anni fa per ritrovare una Fiom capace di far eleggere più della metà dei delegati. Correva l’anno 1997 e da allora la Fiom ha continuato ad essere la forza più rappresentativa in fabbrica: forte, fortissima, ma non più egemone. Per la Cgil, tutto sommato, la sconfitta della Fiom non è un dramma, anzi. Guglielmo Epifani, il segretario generale della confederazione, non ha usato giri di parole per commentare il voto: la Cgil e la Fiom, ha detto, devono «riflettere sul voto dei precari favorevole all’accordo». In fin dei conti, la Fiom i suoi consensi li ha conservati, ma gli è mancato il voto dei nuovi, di quelli che farebbero carte false pur di sentirsi a casa propria e non degli ospiti quando varcano i cancelli della Piaggio. «La Fiom - aggiunge Marcello Casati, leader della Uilm - ha preteso che gli interinali votassero a parte e su 41 ci sono stati 39 sì e due nulle. Io penso che questa sia stata la sconfitta del sindacato politicizzato ed “egoistico”. Ha prevalso invece il sindacato che vuol contrattare e che vuol fare accordi. La Fiom dovrà cambiare: gli operai sono cambiati, i venti o trenta che urlano in assemblea non si trascinano più tutti dietro, bisogna tener conto anche del parere di quelli che ascoltano e che stanno zitti». Anche la Fiom non si straccia le vesti per la sconfitta e rivendica anzi il metodo referendum come l’unico sistema capace di risolvere le diatribe tra le varie sigle sindacali. Intanto, in Piaggio stanno per entrare in fabbrica altri 250 stagionali per far fronte all’aumento della domanda che sempre si registra nei mesi estivi e arriva anche il premio di produzione, primo effetto dell’approvazione dell’accordo. Nei prossimi mesi, sessantasei part time verranno trasformati in tempo pieno e entro il 2011 circa settecento lavoratori saranno definitivamente stabilizzati: Cipputi saprà far pace con quei ragazzi in tuta blu?

Carlo Bartoli

[Articolo del Tirreno del 28 Marzo 2009]

fonte: http://iltirreno.repubblica.it/

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