Piaggio: interrotte le votazioni per il referendum

Rotti i sigilli nella stanza con le urne. Una signora delle pulizie dichiara di avere aperto inavvertitamente la porta. Un'urna viene cambiata. Oggi e domani si riprende a votare

Giornata piena di polemiche ieri alla Piaggio. Da lunedì si sta svolgendo nella fabbrica di Pontedera il referendum sull'accordo integrativo siglato Cisl, Uil e Ugl, con la contrarietà della Fiom: un voto importante su cui si sono concentrate anche le attenzioni sindacali.Ieri mattina quando la commissione elettorale si è presentato davanti la stanza delle RSU nella quale erano conservato le urne, ha trovato i sigilli divelti. Da qui la decisione in un primo momento di sospendere le operazioni di voto in tutti gli 8 seggi per capire cosa fosse avvenuto, mentre si iniziava a discutere in fabbrica tra i lavoratori di un possibile sabotaggio.Poi la confessione di una signora delle pulizie, di essere stata lei ad aprire la porta, di non essere stata avvertita da nessuno e dichiarando di averla però subito richiusa riconsegnando le chiavi alla sorveglianza Piaggio.
Solo nel pomeriggio è giunta la decisione della commissione elettorale, che dopo essersi riunita con le segreterie provinciali, ha deciso di non annullare il referendum e di riprendere le operazioni di voto da oggi alle 11:00 fino alle 22.30, prolungandole fino a domani alle 14.30. La stessa commissione elettorale ha diffuso ieri in serata una nota nella quale ufficialmente ha reso pubblica questa scelta presa all'unanimità "anche dal presidente del seggio, confermando che nessuna urna è stata manomessa e che le operazioni di voto si sono svolte nella più assoluta correttezza e trasparenza".All'interno della stanza, dove erano stati rotti i sigilli, erano conservate le urne dei seggi e l'attenzione si è concentrata su quella del seggio 6, installato nell'officina 2R, poiché, secondo quanto fatto rilevare da un delegato della FIOM, sembra che anche sull'urna i sigilli fossero stati manomessi.In via precauzionale, non si capisce bene secondo quali procedure e criteri, l'urna (nella quale dovrebbero essere contenute intorno alle 150 schede) è stata sigillata e sarà esaminata al momento dello spoglio. Al seggio 6 le operazioni procederanno con una nuova urna.L'avvenimento non può che lasciare perplessi. L'espressione del voto da parte dei lavoratori per decidere di un accordo che tocca la materialità della propria vita è qualcosa di estremamente serio, un esercizio di democrazia da tutelare. Quanto avvenuto ieri alla Piaggio è molto grave e non crediamo che si possa parlare, come qualche giornalista ha fatto, "di un piccolo, familiare, umano, simpatico pasticcio".Non possiamo non porre a noi stessi, ai nostri lettori e a tutti i soggetti coinvolti alcune domande: com'è possibile che in una fabbrica come la Piaggio, durante una consultazione che coinvolgerà 3500 operai, avvengano simili episodi? Com'è possibile che la signora delle pulizie abbia aperto una porta sigillata e perchè? Com'è possibile non fosse stata avvertita? Com'è possibile che non si sia pensato a nessuna forma di vigilanza?Per tutta la giornata di ieri l'esercizio del voto è stato sospeso, la commissione elettorale ha trascorso ore e ore a decidere, e oggi riprenderanno le votazioni: tutto questo non avrà alcuna influenza sul voto? Congelare l'urna del seggio 6, esaminandola solo al momento dello spoglio, decidendo così di prenderne una nuova, è sintomo di trasparenza? Quand'è che in una qualsiasi votazione si cambiano le urne in corsa, tanto più dopo che i sigilli della stanza nella quale è contenuta sono stati rotti?Il rispetto delle garanzie nell'esercizio del voto è uno dei pilastri della democrazia, soprattutto in una fabbrica in cui i condizionamenti e le pressioni sono molto forti.Pochi giorni prima del voto, Colaninno è duramente intervenuto nella campagna referendaria: "Spero che il referendum che la prossima settimana verrà fatto per raccogliere la decisione di tutti i lavoratori della Piaggio sia a favore di questo contratto, perché alternative a questo contratto non ce ne sono: o è questo o non c'è altro contratto". Non è mancata l'immediata risposta della CGIL con Epifani in persona: " Colaninno non può dire che se non si accetta non ci sarà nessun contratto. Colannnino deve dire: rispetto il voto dei lavoratori".Occorre non solo rispettare la volontà dei lavoratori, ma metterli realmente in condizione di poter esercitare liberamente e con tutte le garanzie il loro diritto di voto. Quanto è avvenuto ieri corrisponde a queste necessità?

Francesco Auletta

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fonte: http://www.pisanotizie.it


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