Mentre dilaga in Francia lo scandalo di imprese che retribuiscono generosamente dirigenti incapaci o disonesti a suon di milioni, sebbene le perdite da essi causate vengano coperte dallo Stato, ai lavoratori che perdono anche il salario che permette loro di sopravvivere talvolta non resta che fare un po' di paura al direttore della loro fabbrica per ottenere le briciole
Il 24 marzo Luc Rousselet, direttore industriale dello stabilimento farmaceutico 3M di Pithiviers, nei pressi di Orléans, dipartimento del Loiret, era stato incaricato di illustrare al personale il progetto aziendale che prevede nel corso del 2009 la soppressione di 110 posti di lavoro ed il trasferimento di altri 40 in un altro stabilimento, sui 235 attuali: il personale lo aveva "trattenuto" nell'ufficio dove, sentendosi minacciato, si era rifugiato. Il sequestro è durato due giorni, dopodiché Rousselet è stato liberato e ha potuto poi lasciare senza difficoltà l'ufficio nel quale era costretto a trattenersi.
Fra i fischi dei lavoratori, dopo molte ore di trattative fra i delegati del personale dello stabilimento 3M-Salute e i rappresentanti di 3M-Francia, alla presenza di un mediatore nominato dalla sotto-prefettura di Pithiviers. Il delegato sindacale di Force Ouvrière, Jean-François Caparros, ha spiegato agli operai inferociti che un protocollo d'accordo era stato firmato con la direzione di 3M-Francia, nel quale 3M si impegnava a mettere a disposizione mezzi nettamente superiori a quelli previsti per far fronte alle conseguenze sociali del suo progetto di ristrutturazione e soddisfare le esigenze di ricollocamento del personale, mentre Luc Rousselet ha dichiarato di essere contento per i dipendenti, per i quali - a suo dire - il progetto aziendale avrà conseguenze molto dure, della ripresa delle trattative.
I sindacati non hanno in realtà ottenuto gran cosa, solo un accordo di principio con la direzione della fabbrica che permette di sbloccare il conflitto, rimettere in libertà il direttore e riprendere le trattative in vista di un risultato tutto da costruire per i 110 lavoratori licenziati, delusi dall'accordo senza contropartite concrete siglato dai loro rappresentanti e dalla rinuncia che esso implica all'unico mezzo di pressione di cui disponevano.
Il sequestro dei dirigenti di stabilimenti industriali o/e la distruzione dei materiali e delle attrezzature ivi immagazzinati da parte dei dipendenti non sono nuovi in Francia e risalgono almeno al 1970: due settimane fa, in questo stesso mese di marzo, l'amministratore delegato di SONY-Francia era stato trattenuto per una notte nel sito industriale di Pontoux-sur-l'Adour (dipartimento delle Lande), oggetto anch'esso di un "piano di ristrutturazione".
Negli anni 2000 vanno ricordati l'occupazione della fabbrica e il sequestro dei suoi dirigenti da parte degli operai di Cellatex (Ardenne), che minacciavano di versare nella Mosa i prodotti chimici stoccati nei depositi, quella della fabbrica di Daewoo di Longwy (dipartimento di Meurthe et Moselle) nel marzo 2003 che sequestrarono i loro dirigenti e minacciavano di versare nel fiume dei prodotti chimici, quella della fabbrica "Les Mossley" di Hellemmes (dipartimento del Nord) del maggio 2003, durante la quale gli operai si impadronirono di uno stock di 700 tonnellate di filo del valore di 3 milioni di euro.
E ancora quella della BRS di Devecey (dipartimento del Doubs) del febbraio 2008 dove gli operai sequestrarono il padrone, che aveva tentato di delocalizzare la loro fabbrica con tutti i macchinari in Slovacchia senza prevenire i dipendenti e quella della fabbrica Kléber di Toul (dipartimento di Meurthe et Moselle) del marzo 2008, dove gli operai trattennero due quadri per ottenere condizioni migliori di licenziamento. Quando la disoccupazione colpisce milioni di lavoratori come conseguenza della moltiplicazione dei piani di ristrutturazione, la reazione è spesso immediata e non è raro che si scateni improvvisa in occasione di incontri, all'interno delle fabbriche colpite, di "comitati d'impresa" che mettono intorno a un tavolo dirigenti, rappresentanti del personale e lavoratori, come successe a Sartrouville (dipartimento delle Yvelines) nel 1995, quando, dopo il sequestro del direttore di Thompson-CSF ed del suo capo del personale, le trattative vennero spostate nei locali del municipio per evitare nuovi incidenti.
Sono forme di lotta che appaiono quando i lavoratori hanno la sensazione che gli strumenti classici per sostenere le loro rivendicazioni, come lo sciopero, la manifestazione, la trattativa sono ormai inefficaci e che, in mancanza di reali interlocutori sia a livello di mass-media che a quello della controparte - che si limita a spiegare che la chiusura è "inevitabile" - non sono presi in considerazione.
Mentre dilaga in Francia lo scandalo di imprese che retribuiscono generosamente dirigenti incapaci o disonesti a suon di milioni, sebbene le perdite da essi causate vengano coperte dallo Stato, ai lavoratori che perdono anche il salario che permette loro di sopravvivere talvolta non resta che fare un po' di paura al direttore della loro fabbrica per ottenere, come nel caso di Pithiviers, un premio di trasferimento di 5000 euro, 24 mesi di congedo-mobilità o un'indennità di due-tre anni di salario, secondo l'anzianità, briciole rispetto alle stock-options.
Giustiniano Rossi
fonte:http://www.aprileonline.info
Il 24 marzo Luc Rousselet, direttore industriale dello stabilimento farmaceutico 3M di Pithiviers, nei pressi di Orléans, dipartimento del Loiret, era stato incaricato di illustrare al personale il progetto aziendale che prevede nel corso del 2009 la soppressione di 110 posti di lavoro ed il trasferimento di altri 40 in un altro stabilimento, sui 235 attuali: il personale lo aveva "trattenuto" nell'ufficio dove, sentendosi minacciato, si era rifugiato. Il sequestro è durato due giorni, dopodiché Rousselet è stato liberato e ha potuto poi lasciare senza difficoltà l'ufficio nel quale era costretto a trattenersi.
Fra i fischi dei lavoratori, dopo molte ore di trattative fra i delegati del personale dello stabilimento 3M-Salute e i rappresentanti di 3M-Francia, alla presenza di un mediatore nominato dalla sotto-prefettura di Pithiviers. Il delegato sindacale di Force Ouvrière, Jean-François Caparros, ha spiegato agli operai inferociti che un protocollo d'accordo era stato firmato con la direzione di 3M-Francia, nel quale 3M si impegnava a mettere a disposizione mezzi nettamente superiori a quelli previsti per far fronte alle conseguenze sociali del suo progetto di ristrutturazione e soddisfare le esigenze di ricollocamento del personale, mentre Luc Rousselet ha dichiarato di essere contento per i dipendenti, per i quali - a suo dire - il progetto aziendale avrà conseguenze molto dure, della ripresa delle trattative.
I sindacati non hanno in realtà ottenuto gran cosa, solo un accordo di principio con la direzione della fabbrica che permette di sbloccare il conflitto, rimettere in libertà il direttore e riprendere le trattative in vista di un risultato tutto da costruire per i 110 lavoratori licenziati, delusi dall'accordo senza contropartite concrete siglato dai loro rappresentanti e dalla rinuncia che esso implica all'unico mezzo di pressione di cui disponevano.
Il sequestro dei dirigenti di stabilimenti industriali o/e la distruzione dei materiali e delle attrezzature ivi immagazzinati da parte dei dipendenti non sono nuovi in Francia e risalgono almeno al 1970: due settimane fa, in questo stesso mese di marzo, l'amministratore delegato di SONY-Francia era stato trattenuto per una notte nel sito industriale di Pontoux-sur-l'Adour (dipartimento delle Lande), oggetto anch'esso di un "piano di ristrutturazione".
Negli anni 2000 vanno ricordati l'occupazione della fabbrica e il sequestro dei suoi dirigenti da parte degli operai di Cellatex (Ardenne), che minacciavano di versare nella Mosa i prodotti chimici stoccati nei depositi, quella della fabbrica di Daewoo di Longwy (dipartimento di Meurthe et Moselle) nel marzo 2003 che sequestrarono i loro dirigenti e minacciavano di versare nel fiume dei prodotti chimici, quella della fabbrica "Les Mossley" di Hellemmes (dipartimento del Nord) del maggio 2003, durante la quale gli operai si impadronirono di uno stock di 700 tonnellate di filo del valore di 3 milioni di euro.
E ancora quella della BRS di Devecey (dipartimento del Doubs) del febbraio 2008 dove gli operai sequestrarono il padrone, che aveva tentato di delocalizzare la loro fabbrica con tutti i macchinari in Slovacchia senza prevenire i dipendenti e quella della fabbrica Kléber di Toul (dipartimento di Meurthe et Moselle) del marzo 2008, dove gli operai trattennero due quadri per ottenere condizioni migliori di licenziamento. Quando la disoccupazione colpisce milioni di lavoratori come conseguenza della moltiplicazione dei piani di ristrutturazione, la reazione è spesso immediata e non è raro che si scateni improvvisa in occasione di incontri, all'interno delle fabbriche colpite, di "comitati d'impresa" che mettono intorno a un tavolo dirigenti, rappresentanti del personale e lavoratori, come successe a Sartrouville (dipartimento delle Yvelines) nel 1995, quando, dopo il sequestro del direttore di Thompson-CSF ed del suo capo del personale, le trattative vennero spostate nei locali del municipio per evitare nuovi incidenti.
Sono forme di lotta che appaiono quando i lavoratori hanno la sensazione che gli strumenti classici per sostenere le loro rivendicazioni, come lo sciopero, la manifestazione, la trattativa sono ormai inefficaci e che, in mancanza di reali interlocutori sia a livello di mass-media che a quello della controparte - che si limita a spiegare che la chiusura è "inevitabile" - non sono presi in considerazione.
Mentre dilaga in Francia lo scandalo di imprese che retribuiscono generosamente dirigenti incapaci o disonesti a suon di milioni, sebbene le perdite da essi causate vengano coperte dallo Stato, ai lavoratori che perdono anche il salario che permette loro di sopravvivere talvolta non resta che fare un po' di paura al direttore della loro fabbrica per ottenere, come nel caso di Pithiviers, un premio di trasferimento di 5000 euro, 24 mesi di congedo-mobilità o un'indennità di due-tre anni di salario, secondo l'anzianità, briciole rispetto alle stock-options.
Giustiniano Rossi
fonte:http://www.aprileonline.info
Commenti