Primo sciopero alla Piaggio

C’è un clima complicato. Alla Piaggio, il giorno dopo la rottura della trattativa sull’integrativo nei reparti la produzione si è fermata per trenta minuti a turno per consentire alle Rsu di illustrare ai lavoratori l’esito dell’incontro fallito. Sulle loro teste ci sono le nuvole della crisi che non risparmia l’azienda pontederese e le incertezze per un confronto che pare di nuovo a un punto morto. E l’equilibrio si fa difficile anche per le stesse organizzazioni sindacali che dal tavolo si sono allontanate unite. La linea anche per amministrare il pacchetto di otto ore di sciopero verrà definita nei prossimi giorni così come se ripartire nel confronto dalla nuova proposta della direzione Piaggio. È categorico il segretario provinciale Fiom Marcello Franchi: «È chiara la volontà dell’azienda di non fare l’accordo. A ottobre ci siamo fermati su una proposta ritenuta irricevibile perciò non è possibile adesso presentarne una peggiorativa di oltre 300 euro. È un dato che unitariamenti i sindacati ritengono inaccettabile». E aggiunge: «Non si può tornare indietro. Se come sindacato accettassimo una cosa del genere sarebbe davvero grave. Qualcuno potrebbe chiederci perché non avete firmato tre mesi fa?». Eppure, appare sempre più difficile che il mutato scenario ecomnomico possa essere tenuto fuori dalla stanza della trattativa. «Negli ultimi tre mesi del 2008 c’è stata una progressiva contrazione dei volumi di produzione e un peggioramento della situazione generale - sostiene il segretario provinciale Fim Angelo Mangino - Il passo avanti rispetto alla proposta avanzata dall’azienda a ottobre non c’è stato, anzi ne ha presentata una completamente diversa. Ma adesso la situazione rischia di scapare di mano e di non incrociareil sentimento diffuso tra i lavoratori che hanno preso sufficiente coscienza della crisi. E ciò confligge un po’ con la necessità di chiudere un accordo avendo a riferimento una piattaforma definita a fine 2007 in un contesto che è radicalmente mutato». «Allo stato attuale non ci sono le condizioni per chiudere l’accordo così come impostato un anno fa - afferma Marcello Casati segretario provinciale Uilm - La trattativa deve essere gestita a livello locale perché le segreterie nazionali non sono in condizione di fare retromarcia rispetto alle richieste di ottobre. L’obiettivo è cercare di chiuderla perché non vorrei avere la responabilità di veder gettare il bambino con l’acqua sporca». E aggiunge: «Nella proposta portata da Piaggio economicamente c’è qualche soldo in meno ma dobbiamo anche vedere quello che sta accadendo a livello nazionale e amche nel nostro territorio. Tra le priorità deve esserci quella di ricostruire una fiducia reciproca, che è importante non solo per i rapporti con Piaggio ma anche per la aziende dell’indotto. Perciò la posizione dell’azienda come quella sindacale non sono più adeguate ai tempi».

Manolo Morandini

[Articolo del Tirreno del 25 Febbraio 2009]

fonte: http://iltirreno.repubblica.it/

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