Brescia, operai al lavoro solo di notte così la fabbrica risparmia sull'energia

È notte fonda per il lavoro in Italia. È una notte buia che alle acciaierie Alfa di Brescia comincia alle sette di sera e finisce alle 11 di mattina. È questo l'orario in cui i 740 operai, dovranno lavorare se passerà l'accordo sindacale ora al vaglio di un referendum proposto dalla Fiom. I lavoratori lo approveranno, non hanno altra scelta. Vengono già da oltre un anno di cassa integrazione ordinaria e l'alternativa che ha messo loro di fronte l'azienda è: “Iniziamo a licenziare o passiamo a nuovi orari”.
Nuovi turni, dunque, che cancelleranno tutti gli orari tradizionali e lasceranno i forni accesi soltanto di notte (durante la settimana), di sabato e di domenica. Questo perché in quelle ore l'energia elettrica costa di meno e l'Alfa Acciai che produce materiali per l'edilizia dice che non ce la fa a mantenere la produzione attuale con questi costi.
“La liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica ha trasformato in una trattativa privata quella tra azienda e fornitori di energia – spiega sconsolato Francesco Bertoli della Fiom –. Certo, il governo potrebbe cercare di adottare iniziative per calmierare i costi per le imprese, ma finora non lo ha fatto”.
Finora, quindi, gli unici a modificare le loro “pretese” sono i 740 operai di Brescia. Per loro si apre un periodo di vita “alla rovescia”. Come Arturo Massolari e sua moglie Elide, i due personaggi de “L'avventura di due sposi” di Italo Calvino. Quando le loro famiglie andranno a dormire loro andranno in azienda a lavorare. Quando i loro figli andranno a scuola loro staranno riposando. La loro cena sarà a colazione e la loro colazione sarà a cena. I loro fine settimana saranno in compagnia degli altiforni e le loro albe saranno a pomeriggio.
“Servirà tutto questo a dare ai lavoratori un futuro stabile? È difficile da dire – ammette Bertoli – in questa zona la situazione è nerissima. Qui, almeno per un po', garantiremo agli operai il lavoro, e con questa ipotesi di accordo non avranno ripercussioni istituti contrattuali quali ferie, premi e tredicesima. Ma stiamo parlando di una condizione eccezionale. In tante altre aziende sono già scattati i licenziamenti”.
Nel racconto di Calvino, quando Arturo andava al lavoro, Elide andava a letto. “Dalla propria parte, coricata, strisciava un piede verso il posto di suo marito, per cercare il calore di lui, ma ogni volta s'accorgeva che dove dormiva lei era più caldo, segno che anche Arturo aveva dormito lì, e ne provava una grande tenerezza”. Amori difficili in un Italia che è tornata difficile.

Cesare Buquicchio

fonte:http://www.unita.it

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