Trasporti, ecco la bozza della legge «delega» al governo per varare misure che blocchino le vertenze
Scioperare meno, anzi quasi per nulla. Di più: scioperare per finta. In modo che chi lavora ci rimetta una giornata di paga, e chi dà lavoro alla fine riesca pure a guadagnarci. Lo chiamano «sciopero virtuale», un neologismo tutto italiano. Sì, perché l'idea è del governo Berlusconi e non ha alcun precedente. In nessuna parte del mondo.
Ed è solo una delle misure del pacchetto anti-sciopero che verrà portato alla discussione nel consiglio dei ministri di domattina. Lì, a Palazzo Chigi, il governo si assegnerà una «delega» per poter varare una legge sulla materia. Con meno discussioni possibili. Una legge che di fatto renderà difficilissimo aprire una vertenza nei trasporti.
Le misure sarebbero dovute restare segrete. Ma prima un'agenzia, poi un'altra, hanno cominciato a diffondere qualche paragrafo, qualche frase. Alla fine, ieri è venuto fuori tutto il progetto. Inutile dire che neanche un'ora dopo la diffusione delle notizie, erano già arrivate le dichiarazioni entusiastiche dei segretari della Cisl, della Uil, dell'Ugl. Tutti concordi - usano esattamente le stesse parole - nel sostenere che la «delega» va benissimo, a patto che il governo si limiti ai trasporti.
Un via libera in piena regola, dunque. Anche al cosiddetto «sciopero virtuale». Di che si tratta? Si parla di quella nuova normativa, secondo la quale, in alcuni settori giudicati «essenziali», i lavoratori non potranno scioperare mai. Neanche con molto preavviso, come oggi, neanche nei periodi caldi, com'è già previsto da anni. Semplicemente non possano scioperare. Punto e basta.
L'astensione dal lavoro verrà sostituita da qualcos'altro. Funzionerà - dovrebbe funzionare - così: il sindacato indice lo sciopero. I dipendenti vanno lo stesso al lavoro, svolgono le loro mansioni ma rinunciano alla paga. Quei soldi verranno poi inseriti in un fondo, sul cui uso si discuterà assieme al sindacato. Questo è lo sciopero virtuale. Fabrizio Tomaselli, che è uno dei dirigenti del Sindacato dei Lavoratori, spiega che a parte l'assurdità di un'organizzazione che di punto in bianco verrebbe privato di qualsiasi potere contrattuale, il risultato dello sciopero «virtuale» sarebbe anche un illecito guadagno per le aziende. «Perché c'è un elemento che non viene conteggiato. Per capire: ci sono i mezzi messi a disposizione dalle aziende, e c'è il salario dei dipendenti. Ma poi c'è quello che si chiama plusvalore. La ricchezza in più prodotta dal lavoro. E quella finirebbe tutta intera nelle tasche delle imprese anche durante gli scioperi. Francamente mi sembra un po' troppo...».
Fin qui le battute. Sulla misura talmente grottesca che ha catturato l'attenzione di tutti. Ma in ogni caso restano gli altri provvedimenti: che prevedono la possibilità di organizzare uno sciopero nel settore solo dopo un referendum fra i dipendenti. A meno che non lo indica un'organizzazione che abbia più del 50 per cento di «rappresentatività». Soglia altissima, in un settore dove l'intera sindacalizzazione si aggira su quelle percentuali. E ancora: la «delega» parla esplicitamente dell'impossibilità a fermate del lavoro in alcuni «servizi essenziali». Che ancora non sono definiti e dove potrebbe rientrare qualsiasi attività. Di più: ci saranno anche settori dove bisognerà dichiarare prima l'adesione allo sciopero. Dovrà farlo ogni singolo lavoratore, firmando una dichiarazione. Ce n'è abbastanza, insomma, per parlare di un vero progetto antisciopero. Segno che il governo ha intenzione di procedere con la mannaia anche nel settore dei trasporti. E intanto si difende varando un provvedimenti anti-opposizione.
[Articolo di Liberazione del 26 Febbraio 2009]
fonte:http://www.liberazione.it/
Scioperare meno, anzi quasi per nulla. Di più: scioperare per finta. In modo che chi lavora ci rimetta una giornata di paga, e chi dà lavoro alla fine riesca pure a guadagnarci. Lo chiamano «sciopero virtuale», un neologismo tutto italiano. Sì, perché l'idea è del governo Berlusconi e non ha alcun precedente. In nessuna parte del mondo.
Ed è solo una delle misure del pacchetto anti-sciopero che verrà portato alla discussione nel consiglio dei ministri di domattina. Lì, a Palazzo Chigi, il governo si assegnerà una «delega» per poter varare una legge sulla materia. Con meno discussioni possibili. Una legge che di fatto renderà difficilissimo aprire una vertenza nei trasporti.
Le misure sarebbero dovute restare segrete. Ma prima un'agenzia, poi un'altra, hanno cominciato a diffondere qualche paragrafo, qualche frase. Alla fine, ieri è venuto fuori tutto il progetto. Inutile dire che neanche un'ora dopo la diffusione delle notizie, erano già arrivate le dichiarazioni entusiastiche dei segretari della Cisl, della Uil, dell'Ugl. Tutti concordi - usano esattamente le stesse parole - nel sostenere che la «delega» va benissimo, a patto che il governo si limiti ai trasporti.
Un via libera in piena regola, dunque. Anche al cosiddetto «sciopero virtuale». Di che si tratta? Si parla di quella nuova normativa, secondo la quale, in alcuni settori giudicati «essenziali», i lavoratori non potranno scioperare mai. Neanche con molto preavviso, come oggi, neanche nei periodi caldi, com'è già previsto da anni. Semplicemente non possano scioperare. Punto e basta.
L'astensione dal lavoro verrà sostituita da qualcos'altro. Funzionerà - dovrebbe funzionare - così: il sindacato indice lo sciopero. I dipendenti vanno lo stesso al lavoro, svolgono le loro mansioni ma rinunciano alla paga. Quei soldi verranno poi inseriti in un fondo, sul cui uso si discuterà assieme al sindacato. Questo è lo sciopero virtuale. Fabrizio Tomaselli, che è uno dei dirigenti del Sindacato dei Lavoratori, spiega che a parte l'assurdità di un'organizzazione che di punto in bianco verrebbe privato di qualsiasi potere contrattuale, il risultato dello sciopero «virtuale» sarebbe anche un illecito guadagno per le aziende. «Perché c'è un elemento che non viene conteggiato. Per capire: ci sono i mezzi messi a disposizione dalle aziende, e c'è il salario dei dipendenti. Ma poi c'è quello che si chiama plusvalore. La ricchezza in più prodotta dal lavoro. E quella finirebbe tutta intera nelle tasche delle imprese anche durante gli scioperi. Francamente mi sembra un po' troppo...».
Fin qui le battute. Sulla misura talmente grottesca che ha catturato l'attenzione di tutti. Ma in ogni caso restano gli altri provvedimenti: che prevedono la possibilità di organizzare uno sciopero nel settore solo dopo un referendum fra i dipendenti. A meno che non lo indica un'organizzazione che abbia più del 50 per cento di «rappresentatività». Soglia altissima, in un settore dove l'intera sindacalizzazione si aggira su quelle percentuali. E ancora: la «delega» parla esplicitamente dell'impossibilità a fermate del lavoro in alcuni «servizi essenziali». Che ancora non sono definiti e dove potrebbe rientrare qualsiasi attività. Di più: ci saranno anche settori dove bisognerà dichiarare prima l'adesione allo sciopero. Dovrà farlo ogni singolo lavoratore, firmando una dichiarazione. Ce n'è abbastanza, insomma, per parlare di un vero progetto antisciopero. Segno che il governo ha intenzione di procedere con la mannaia anche nel settore dei trasporti. E intanto si difende varando un provvedimenti anti-opposizione.
[Articolo di Liberazione del 26 Febbraio 2009]
fonte:http://www.liberazione.it/
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