Allarme Cgil: «Situazione grave, il governo faccia di più»

Sacconi rilancia la «settimana corta». La protesta dei pensionati Cisl: social card e bonus sono stati un flop

Il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, ha rinnovato ieri la richiesta al governo di un'accelerazione sul fronte degli ammortizzatori sociali. La situazione è critica e gli ottimismi del governo non contagiano nessuno, o quasi. L'Italia sta meglio di altri paesi se ci si riferisce al fatto che non ha guai sul versante del sistema bancario e finanziario, dice Epifani richiamando l'allarme occupazione del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, ma i problemi per il nostro paese sono nell'economia reale. E da questo punto di vista, «il governo ha fatto poco e in ritardo»: «I nostri lavoratori hanno i salari più bassi d'Europa ed è questo che ci fa dire di stare meglio».
Dell'estensione dei cosiddetti ammortizzatori sociali a chi ne è sprovvisto (i moltissimi precari, a vario titolo) per ora non si parla neppure. Ma anche per gli 'aventi diritto' la situazione è tutt'altro che rosea: in accordo con le regioni, il governo ha stanziato 8 miliardi (in due anni) per gli ammortizzatori in deroga (destinati alle medie imprese). Ma perchè tale somma sia effettiva servono provvedimenti specifici del governo (per ora i soldi stanziati effettivamente sono solo 151 milioni di euro), e singoli accordi regione per regione. Secondo Fulvio Fammoni (Cgil), con quanto messo effettivamente sul piatto al momento «in alcune realtà si farà fatica a coprire il pregresso di gennaio e febbraio). Mentre la crisi morde e preannuncia che il peggio - in termini di aumento della cassa integrazione e di licenziamenti o disoccupazione per i più deboli - deve ancora arrivare.
Il ministro del lavoro, Sacconi, dal canto suo ha rilanciato la «settimana lavorativa corta» per fronteggiare la crisi. «Non bisogna parlare, bisogna fare - dice Epifani - Siamo d'accordo con qualunque proposta che tenga i lavoratori dentro le aziende, ma per fare la settimana corta non abbiamo tutti gli strumenti». «Forse il governo sottovaluta anche il rapporto tra settimana corta e politica industriale - conclude - perchè se si chiudono le imprese che hanno futuro non c'è riduzione dell'orario di lavoro che tenga». Secondo la Cisl invece le risposte del governo alla crisi non sono ancora sufficienti ma poco ci manca: «Gli 8 miliardi stanziati dal governo vanno bene, meglio non poteva andare, il problema è quello di investire di più», dice il segretario Bonanni. Non lasciandosi scappare l'occasione dell'ennesima tirata: «La Cgil la smetta di andare in piazza una volta al mese». Ma in casa Cisl fortunatamente sopravvive un po' di dibattito, ieri espresso senza mezzi termini dalla categoria dei pensionati. La situazione è pessima, e ciò che preoccupa i pensionati Cisl «è il preoccupante vuoto d'iniziativa del sindacalismo confederale», che contrasta con «la forte spinta dei delegati di base nei congressi territoriali». Un «flop» la social card, più o meno altrettanto il bonus fiscale, nulla di fatto «sul fondo per la non autosufficienza, potere d'acquisto delle pensioni...». I pensionati Cgil si preparano alla manifestazione nazionale del 5 marzo, l'invito è d'obbligo: «Se vuole essere coerente fra ciò che urla e che fa, il segretario Cisl venga a manifestare con noi a Roma il 5 marzo», replica Carla Cantone (Spi Cgil).

fonte:http://www.ilmanifesto.it/

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