Modello contrattuale, è gelo tra Pd e Cgil

Epifani: «Il riformismo non c'entra, Veltroni si misuri con il merito». Salta il copione Alitalia?

La Cgil che dice no a un'intesa che danneggia i lavoratori, Walter Veltroni che "media" e ricuce lo "strappo" con Cisl e Uil, vantandosi pubblicamente di avere ricomposto l'unità sindacale. Si rifà al copione della vicenda Alitalia la strategia studiata dal segretario del Pd per superare gli imbarazzi interni al proprio partito dopo l'accordo separato sul nuovo modello contrattuale. Scricchiola il sogno della grande casa riformista in grado di ospitare tutti - dall'esponente di Confindustria ai sindacalisti ex Cisl ed ex Cgil - e così il buon Walter prova a correre ai ripari. Questa volta, però, il profeta del "ma anche" potrebbe avere fatto male i propri calcoli. Guglielmo Epifani, infatti, non pare avere affatto gradito quelle parole pronunciate l'altra sera negli studi di "Porta a Porta": «La Cgil accetti le sfide riformiste, in quell'intesa ci sono delle cose interessanti», il nocciolo del Veltroni-pensiero.
Immediata la replica del leader del più grande sindacato italiano: «Veltroni si misuri con il merito e ci dica se su l'inflazione ed il contratto nazionale la Cgil dice cose giuste o sbagliate», ribatte Epifani. «Quando Carniti dice che sulle regole non si può procedere senza l'accordo di tutti e cita il referendum - sottolinea ancora Epifani - mi domando perchè Veltroni di fronte ad opinioni diverse non debba fare proprio il fatto che il rapporto democratico con i propri elettori è un rapporto ineludibile, lui che delle primarie ha fatto uno dei simboli del Partito democratico».
Significativa, dal punto di vista politico, anche la presa di posizione di Fausto Durante, esponente dell'ala moderata della Fiom, che definisce «infelice» il commento di Veltroni: «Non vedo traccia di riformismo - osserva Durante - in un testo che pianifica la riduzione del salario, mortifica la contrattazione aziendale anzichè qualificarla, snatura la funzione del sindacato e, infine, fornisce risposte assolutamente insufficienti, oltre che anacronistiche, ai gravissimi problemi della crisi».
Durissimo anche Giorgio Cremaschi: «Il segretario del Pd - afferma il leader di Rete 28 Aprile - non ha né titoli, né autorevolezza per dare lezioni alla Cgil. Se condivide l'accordo separato che taglia i salari lo dica, assumendosene e le responsabilità politiche ed elettorali».

Ro. Fa

[Articolo di Liberazione del 29 Gennaio 2009]

fonte:http://www.liberazione.it/

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