Tutte le confederazioni sindacali del paese chiamano per giovedì prossimo a una giornata d’azione interprofessionale, di scioperi e manifestazioni, contro la politica del governo e del padronato. Mentre esplode, da mesi, una crisi annunciata come altrettanto devastatrice di quella del 1929, ecco finalmente l’occasione di esprimere tutti insieme la nostra collera, lavoratori e disoccupati, del settore pubblico o di quello privato, operai o ingegneri, infermieri o giovani scolarizzati. Questa giornata può e deve mostrare che il mondo del lavoro non è disposto ad accettare di pagare la crisi del sistema capitalista. Può e deve suonare come un avvertimento per Nicolas Sarkozy e i suoi amici industriali e banchieri.
Dallo scoppio della crisi, il governo francese, come quelli di tutte le grandi potenze, è corso in aiuto dei profitti degli azionisti e dei banchieri.
Decine e centinaia di miliardi sono usciti dalle casse dello stato, che ci dicevano vuote ! Per impedire i licenziamenti ? Per aumentare i salari di fronte di fronte all’aumento vertiginoso del costo della vita? No! Proprio per rimpinguare le tesorerie delle banche e dei grandi padroni, a cominciare da quelli dell’automobile. Un vero regalo che Sarkozy ha appena promesso di aumentare di un bonus di 10 miliardi il mese di marzo. E, contemporaneamente ai miliardi, arrivano i licenziamenti, le soppressione di posti di lavoro, le dimissioni cosiddette volontarie, la liquidazione degli interinali e di altri lavoratori. Si tratta di liquidazioni giganti di posti di lavoro : disoccupazione totale, parziale o cassa integrazione su vasta scala, con salari in svendita. Pesanti riduzioni di reddito per tutte le famiglie dei lavoratori . In due mesi, il numero dei disoccupati in Francia è aumentato di 100 000. Anche nei servizi pubblici si “liquida” per “accrescere la redditività”: riduzione di bilanci, di posti di lavoro, nella Pubblica Istruzione e negli ospedali, con dei morti come conseguenza.
"Le prospettive economiche del mondo per il 2009 si presentano negative », pontifica Dominique Strauss-Kahn, fiore all’occhiello del Partito socialista, che troneggia alla testa FMI. Questo signore però dimentica di precisare che non è così per tutti. Gli stati proteggono i loro capitalisti, buttando a mare tanti lavoratori quanti bastano per salvaguardare i loro profitti e le loro fortune. Il programma di questa gente è chiaro: far pagare la crisi del loro sistema ai salariati e alla popolazione.
Ma non è così facile. Il loro cinismo è scioccante e rivoltante. La preoccupazione e il malcontento sono ben reali. Qui e là, basta una goccia perché scoppi una vivace reazione, come alla stazione Saint-Lazare a Parigi. In Guadalupa, c’è già vera collera. Sarkozy e il suo governo sono sul chi vive: non è facile organizzare uno spostamento in provincia, in modo da evitare comitati d’accoglienza non desiderati! Ma bisogna evidentemente colpire più forte, e tutti insieme. La giornata di giovedì fornisce l’occasione.
Deve essere, anche e soprattutto, l’altoparlante, potente e chiaro, delle rivendicazioni comuni del mondo del lavoro. Di fronte al piano di salvaguardia e di rilancio, a solo vantaggio del padronato, i lavoratori devono precisare il proprio piano di sopravvivenza:
- Posti di lavoro : interdizione dei licenziamenti e delle soppressioni di posti , anzi, assunzioni massicce nel settore privato e nei pubblici servizi.
- Salari e pensioni : aumento generale dei salari e delle pensioni di almeno 300 euro netti per tutti, 1500 euro netti per tutti ,
- Controllo dei lavoratori stessi sulle contabilità delle imprese e delle banche.
Certamente, una giornata, anche ben riuscita, non basterà ad imporre questo programma Ma può e deve essere un massiccio colpo di avvertimento, un primo elemento chiave, che dovrà essere seguito da molti altri in crescendo, verso la risposta collettiva necessaria, lo sciopero generale, questa volta non di un solo giorno: fino alla piena realizzazione delle richieste.
Approfittiamo perciò di questa giornata per discutere, esigere, preparare questa prospettiva.
Giovedì 29 gennaio: tutti in sciopero e alla manifestazione. Appuntamento a Parigi alle 14, PLACE de la BASTILLE.
Editoriale dei bollettini di fabbrica "L’Etincelle" pubblicati dalla Frazione di Lutte Ouvrière
fonte:http://www.convergencesrevolutionnaires.org/
Dallo scoppio della crisi, il governo francese, come quelli di tutte le grandi potenze, è corso in aiuto dei profitti degli azionisti e dei banchieri.
Decine e centinaia di miliardi sono usciti dalle casse dello stato, che ci dicevano vuote ! Per impedire i licenziamenti ? Per aumentare i salari di fronte di fronte all’aumento vertiginoso del costo della vita? No! Proprio per rimpinguare le tesorerie delle banche e dei grandi padroni, a cominciare da quelli dell’automobile. Un vero regalo che Sarkozy ha appena promesso di aumentare di un bonus di 10 miliardi il mese di marzo. E, contemporaneamente ai miliardi, arrivano i licenziamenti, le soppressione di posti di lavoro, le dimissioni cosiddette volontarie, la liquidazione degli interinali e di altri lavoratori. Si tratta di liquidazioni giganti di posti di lavoro : disoccupazione totale, parziale o cassa integrazione su vasta scala, con salari in svendita. Pesanti riduzioni di reddito per tutte le famiglie dei lavoratori . In due mesi, il numero dei disoccupati in Francia è aumentato di 100 000. Anche nei servizi pubblici si “liquida” per “accrescere la redditività”: riduzione di bilanci, di posti di lavoro, nella Pubblica Istruzione e negli ospedali, con dei morti come conseguenza.
"Le prospettive economiche del mondo per il 2009 si presentano negative », pontifica Dominique Strauss-Kahn, fiore all’occhiello del Partito socialista, che troneggia alla testa FMI. Questo signore però dimentica di precisare che non è così per tutti. Gli stati proteggono i loro capitalisti, buttando a mare tanti lavoratori quanti bastano per salvaguardare i loro profitti e le loro fortune. Il programma di questa gente è chiaro: far pagare la crisi del loro sistema ai salariati e alla popolazione.
Ma non è così facile. Il loro cinismo è scioccante e rivoltante. La preoccupazione e il malcontento sono ben reali. Qui e là, basta una goccia perché scoppi una vivace reazione, come alla stazione Saint-Lazare a Parigi. In Guadalupa, c’è già vera collera. Sarkozy e il suo governo sono sul chi vive: non è facile organizzare uno spostamento in provincia, in modo da evitare comitati d’accoglienza non desiderati! Ma bisogna evidentemente colpire più forte, e tutti insieme. La giornata di giovedì fornisce l’occasione.
Deve essere, anche e soprattutto, l’altoparlante, potente e chiaro, delle rivendicazioni comuni del mondo del lavoro. Di fronte al piano di salvaguardia e di rilancio, a solo vantaggio del padronato, i lavoratori devono precisare il proprio piano di sopravvivenza:
- Posti di lavoro : interdizione dei licenziamenti e delle soppressioni di posti , anzi, assunzioni massicce nel settore privato e nei pubblici servizi.
- Salari e pensioni : aumento generale dei salari e delle pensioni di almeno 300 euro netti per tutti, 1500 euro netti per tutti ,
- Controllo dei lavoratori stessi sulle contabilità delle imprese e delle banche.
Certamente, una giornata, anche ben riuscita, non basterà ad imporre questo programma Ma può e deve essere un massiccio colpo di avvertimento, un primo elemento chiave, che dovrà essere seguito da molti altri in crescendo, verso la risposta collettiva necessaria, lo sciopero generale, questa volta non di un solo giorno: fino alla piena realizzazione delle richieste.
Approfittiamo perciò di questa giornata per discutere, esigere, preparare questa prospettiva.
Giovedì 29 gennaio: tutti in sciopero e alla manifestazione. Appuntamento a Parigi alle 14, PLACE de la BASTILLE.
Editoriale dei bollettini di fabbrica "L’Etincelle" pubblicati dalla Frazione di Lutte Ouvrière
fonte:http://www.convergencesrevolutionnaires.org/
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