sabato 4 marzo 2017

Fincantieri: niente pause. Sciopero a Palermo

Scatta lo sciopero ai cantieri navali di Palermo. La Fincantieri decide di eliminare la pausa pranzo di metà turno e fissarne uno unico di sette ore e mezzo. Solo alla fine della giornata lavorativa gli operai potranno recarsi in mensa. Questa decisione riguarda circa trenta operai dell’officina preparazione pezzi piccoli. L’azienda, dati alla mano, sostiene che il reparto in questione ha i più bassi ritmi di produzione. La decisione di spostare la pausa pranzo a fine turno è presa per far fronte a questo problema. Sono anni che Fincantieri, a più riprese, prova a cancellare diritti conquistati negli anni e dalle lotte. Da tempo ormai molti reparti dei cantieri navali siciliani vengono utilizzati per sperimentare forme di sfruttamento ed eventuali risposte operaie. Lo stesso tentativo, infatti, fu fatto più di cinque anni fa. L’azienda anche il quel caso provò a spostare la pausa pranzo a fine turno, ma lo sciopero lanciato dagli operai fece cambiare idea ai vertici Fincantieri. Non bastano le già precarie condizioni dello stabilimento palermitano. Questo ormai conta solo mille operai (tra dipendenti Fincantieri e ditte esterne), in diminuzione anche rispetto a stabilimenti del nord Italia che vedranno le commesse aumentare fino al 2025, mentre quelle palermitane sono pianificate fino al 2017. Nonostante gli utili milionari, l’azienda non mostra nessun interesse verso i lavoratori palermitani costantemente sotto ricatto. Da qui la scelta della FIOM di dichiarare uno sciopero di mezz’ora a fine turno perché, come sostengono gli operai, non è questo il modo di migliorare i livelli di efficenza dell’officina. I problemi, a quanto pare, sono da individuare nella cattiva organizzazione del ciclo produttivo e dei mezzi messi a disposizione dall’azienda stessa. Gli operai sostengono di non essere dei robot. Chiedono che venga, comunque, concessa una pausa di quindici minuti per una pausa pranzo veloce e altri cinque minuti per il caffè. L’azienda però non vuole cedere nemmeno un minuto. Sembrano esserci tutti i presupposti affinché lo sciopero continui ad oltranza.

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