sabato 8 ottobre 2016

Il presidio dei lavoratori della Iscot alla Sole di Pontedera dell'8 ottobre 2016 „Pontedera, lavoratori Iscot di nuovo in sciopero: "In atto una ritorsione"

Dopo le proteste e l'assunzione due operai sono stati invitati a rimanere a casa. Angelucci, dipendente e Rsa della Iscot: "Pretendiamo che siano rispettati i nostri contratti e gli accordi presi" 

Continua la protesta dei dipendenti del settore pulizie che lavorano per la ditta Iscot di Torino, in appalto alla Sole di Pontedera, azienda dell'indotto Piaggio. Dal primo ottobre i 7 ex lavoratori interinali avrebbero dovuto riprendere regolarmente servizio dopo che dieci giorni di sciopero e di presidio permanente di fronte ai cancelli della fabbrica avevano convinto la dirigenza dell'azienda ad assumerli con un contratto a tempo indeterminato. "La mattina al primo turno - afferma Alessandro Angelucci, dipendente dell'azienda e Rsa della Iscot - è successo però che io ed un altro dei 7 operai siamo stati fermati dalla guardia e invitati con una lettera aziendale a non presentarsi a lavoro e a restare a casa retribuiti fino a nuove comunicazioni. E' una ritorsione da parte della Sole e del suo presidente, Maurizio Stirpe, vicepresidente tra l'altro di Confindustria, che non ci volevano all'interno della fabbrica perchè considerati scomodi rispetto alle loro politiche aziendali e per paura che anche gli altri interinali iniziassero a pretendere migliori condizioni di lavoro". Da allora i dipendenti ex interinali (che nel mentre sono diventati 6 perchè uno di loro ha deciso di licenziarsi) sono nuovamente entrati in sciopero e in presidio permanente di fronte ai cancelli dell'azienda. "Non c'è alcun motivo - specifica Angelucci - perché solo in due non si prenda servizio. Ieri (venerdì 7 ottobre ndr) io e il mio collega abbiamo anche ricevuto una lettera aziendale che ci informava che dal 17 ottobre saremmo stati spostati a lavorare all'Asse group, una cooperativa che collabora con la Sole. L'obiettivo è evidentemente quello di allontarci dagli altri operai perchè siamo scomodi. L'azienda ha giustificato il provvedimento con motivi di natura organizzativa, ma un provvedimento del genere, che arriva per di più dopo che ci sono stati scioperi e presidi, non può essere unilaterale e deve essere concordato prima con i sindacati". "Inoltre stamani (sabato 8 ottobre ndr) - prosegue Angelucci - 6 lavoratori Iscot provenienti da altri appalti d'Italia sono stati portati in fabbrica per sostuirci nelle nostre mansioni. Abbiamo anche avuto un confronto pacifico con il nuovo responsabile dello stabilimento, perchè non si possono sostituire gli operai in sciopero. E' stato perfino richiesto l'intervento della Digos e della Questura, un ulteriore atto intimidatorio". "Abbiamo figli e famiglie - conclude Angelucci - e il nostro obiettivo è quello di rientrare a lavoro prima possibile, nella fabbrica in cui lavoriamo ormai da anni. Vogliamo però che siano rispettati i nostri contratti e gli accordi presi in fase di trattativa e che si smetta di fare inutili giochini 'politici'. Siamo dalla parte della ragione e della Legge e non cederemo di un millimetro".

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