domenica 12 giugno 2016

Solidarietà con le lotte in Francia. Gréve GENERALE!

Perchè il vostro maggio non faccia a meno del nostro coraggio.

Scarica il volantino. La loi du travail è un regalo alle imprese e un colpo alle lavoratrici e ai lavoratori, con l’allungamento degli orari e il taglio dei salari, la destrutturazione dei contratti collettivi e la libertà di licenziamento.
In particolare:
– si porta con deroghe la giornata lavorativa fino a 12 ore e la settimana sino a 60 ore in caso di “circostanze eccezionali”;
– si deroga agli aumenti salariali per il lavoro straordinario stabiliti dai contratti;
– si può licenziare non solo in caso di cessazione dell’attività o di ristrutturazione, ma anche soltanto dopo due mesi di perdite d’esercizio;
– si abbassano i massimali nei risarcimenti per i licenziamenti illegittimi;
– si prevede l’imposizione di accordi aziendali con referendum, purché indetti da sindacati che abbiano almeno il 30% dei consensi;
– si introduce la possibilità di una compressione salariale fino a due anni, non soltanto per mantenere l’occupazione (una sorta di contratti di solidarietà) ma persino per espandere gli affari e conquistare nuovi mercati;
– infine, ma è il fulcro principale della riforma, la supremazia degli accordi aziendali su quelli di settore.
In poche parole, è il Jobs act alla francese, tanto che il primo ministro Valls non ha esitato a dichiarare che proprio a questo è ispirata. Ma rispetto all’Italia, è palese la differenza! In Francia stiamo assistendo a una mobilitazione determinata e prolungata, con ripetuti scioperi generali e di settori, con percorsi di convergenza, unificazione e generalizzazione di tutte le lotte contro il governo e il padronato (Nuit debut), nonostante la durissima repressione e lo stato di emergenza dichiarato dopo gli attentati dello scorso dicembre. In Italia, la Cgil nell’autunno 2014 ha frenato e poi spento il movimento, che pure stava nascendo. I lavoratori e le lavoratrici erano disponibili a mobilitarsi. Chi è mancato sono stati i vertici sindacali. Così come manca oggi la volontà da parte della Cgil di tenere insieme gli scioperi per i rinnovi contrattuali che, pur tra mille contraddizioni, stanno interessando le più importanti categorie: i metalmeccanici e le metalmeccaniche, i servizi e la grande distribuzione, la scuola e il pubblico impiego. Di nuovo, chi manca sono i vertici sindacali.
Dalla Francia, come dalle esperienze che ancora resistono in Italia, bisogna prendere l’esempio per far ripartire il conflitto e costringere i sindacati alle proprie responsabilità. Non è possibile che mentre a Parigi si lotta, in Italia si raccolgono firme ai banchetti!
Al movimento francese va tutta la nostra solidarietà, ma più che a parole dobbiamo esprimerla con la ripresa delle lotte su scala europea, come già sta accadendo in Grecia e in Belgio. Per questo, ci impegniamo a rilanciare la mobilitazione contro le politiche di austerità europee, rappresentate pienamente dal governo Renzi.

Sindacatoaltracosa – Opposizione Cgil

Posta un commento

Commenti

Si comunica che il Manifestino non pubblica ne' insulti ne' affermazioni non motivate .Se vuoi scrivere degli argomenti e sei disposto a discuterli, invia un testo, anche breve ma argomentato, e lo pubblicheremo.Grazie

Iscriviti alla newsletter

Google+ Followers

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
Le immagini e l'articoli sono reperite nel Web, quindi valutate di pubblico dominio. Se gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo al creatore che provvederà prontamente alla rimozione del materiale utilizzato.