sabato 8 ottobre 2016

Firma l appello per i lavoratori della Iscot – Sole Pontedera.

A Pontedera, nella zona industriale della Piaggio, l'Azienda Sole S.p.a. di proprietà del vicepresidente di Confindustria Maurizio Stirpe, impiega circa centocinquanta dipendenti nella produzione dello stampaggio per l'indotto Piaggio e Fiat. Da Febbraio il servizio di pulizie industriali dello stabilimento e dei macchinari è affidato ad una azienda, la Iscot s.r.l. dalla società Sole. Quest'azienda dal primo giorno ha impostato l'appalto di pulizie commettendo gravi violazioni della dignità dei dipendenti e molti abusi del diritto del lavoro. L'intera forza lavoro è stata di fatto subappaltata ad una agenzia interinale: i 7 dipendenti avevano contratti interinali di periodi brevissimi, rinnovati continuativamente sotto minaccia della perdita del posto di lavoro affinchè fossero “produttivi” e assecondassero ogni richiesta della Sole. Ciò ha creato una situazione di schiavitù che ha visto i sette dipendenti per 7 mesi obbligati a turni di lavoro anche di 18 ore continuative, senza la pausa di 11 ore di riposo tra un turno all'altro e senza alcun diritto alla pausa ed alla mensa. Questa condizione, diventata ormai insostenibile da tutti i punti di vista, si è aggravata dall'assenza di qualsiasi relazione non solo sindacale ma anche basata sul rispetto umano. Offese, intimidazioni, minacce erano la costante di un rapporto di lavoro che in alcuni casi ha costretto, per soddisfare le esigenze della Sole e degli altri committenti, ad un orario di lavoro anche di 24 ore consecutive. Il 30 settembre sarebbe scaduto il contratto interinale ai 7 lavoratori, così nei primi giorni di settembre le maestranze hanno dato via ad una battaglia che è diventata per l'intera zona di Pontedera e non solo, un simbolo di dignità contro lo sfruttamento degli interinali e dei precari. Sciopero ad oltranza e allestimento di un presidio permanente durato due settimane hanno raccolto la partecipazione di tantissimi altri lavoratori, che oltre le sigle sindacali hanno sfidato l'arroganza di una azienda che da subito ha cercato di sostituire i lavoratori in sciopero e di non trattare. L'ostinazione, il coraggio e la forza dei 7 lavoratori e di tutti coloro che li hanno appoggiati ha dato forza nei blocchi, nei picchetti e nelle tante iniziative. Il 22 settembre viene siglato per tutti i lavoratori, il contratto a tempo indeterminato con l'assicurazione di una organizzazione del lavoro che fosse rispettosa dei propri diritti. La firma di un nuovo contratto di lavoro a tempo pieno, con decorrenza 1 ottobre, ha avuto un'Eco dirompente tra i tanti giovani e meno giovani precari, interinali, part time, stagionali. Ha confermato che si può dire no a dei rapporti lavorativi fondati sul ricatto e sullo sfruttamento: che si può vincere. E' proprio la possibilità di imitazione di questa impresa che ha spinto l'azienda Iscot, in preda al timore del contagio delle battaglie tra gli interinali, al colpo di coda. Pochi giorni prima dell'entrata a lavoro, secondo quanto stabilito dal contratto indeterminato previsto dal 1 ottobre, il responsabile del personale convoca i due lavoratori nominati rappresentanti sindacali e comunica loro “l'impossibilità di rientrare presso il posto di lavoro dello stabilimento della Sole”. Nessuna giustificazione addotta, solo le esplicite minacce per accettare trasferimenti presso altri stabilimenti sparsi per l'Italia, o la firma di un licenziamento volontario in cambio di una buonuscita, o la dispensa “retribuita” dal lavoro in attesa di ulteriori proposte. Richieste tentate per evitare la contaminazione di questi due operai con altri lavoratori precari che si trovano nello stabilimento. Richieste illegittime, gravi, discriminatorie rifiutate al mittente. Dal 1 di ottobre gli operai della Iscot si sono stretti accanto ai loro colleghi interdetti dallo stabilimento della Sole senza alcuna giustificazione, né produttiva né organizzativa. Uno sciopero ad oltranza sta coinvolgendo il 100% delle maestranze affinchè venga rispettato il contratto indeterminato presso lo stabilimento Sole. Questa grave imposizione è stata immediatamente impugnata sul piano legale e quello sindacale. Ispettorato del lavoro e asl sono stati immediatamente avvertiti di questa grave violazione dei codici del lavoro. Ma è chiaro che sia la natura politica e punitiva a determinare questa presa di posizione della Iscot. La Sole, del vicepresidente di confindustria Stirpe, nonostante sia evidentemente interpellata e connivente con questa decisione, fa finta di niente. Nel frattempo, inoltre, l'azienda iscot cerca di ricorrere a nuovi lavoratori interinali o provenienti da altri appalti Iscot, per sostituire con crumiri gli scioperanti. Solo la determinazione degli scioperanti e la base del presidio permanente hanno impedito questi ulteriori abusi. Queste persone, molte delle quali padri di famiglia, si stanno battendo contro ricatti e discriminazioni che tramite le leggi sul lavoro degli ultimi 20 anni, fino al Job Act di Renzi, cancellano i diritti dei lavoratori rendendoli pedine da spremere in nome del profitto di imprenditori senza alcuno scrupolo del calibro di Stirpe. La loro colpa – o meglio il loro merito - è di aver ribaltato le vessazioni, le paure e il clima di ricatto che subivano con i contratti interinali, in dignità e coraggio per cambiare le proprie condizioni di lavoro. Il tentativo da parte delle Aziende è quello di piegare questa determinazione spingendola al compromesso di accettare i trasferimenti in dei “reparti confino”, ventilando la possibilità di dover ricorrere a nuovi licenziamenti se la protesta andrà avanti. Questa battaglia ha quindi acquisito, nei fatti, un significato ed un'importanza più complessiva e generale. Una vittoria che parla alle centinaia di migliaia di precarie di interinali. Per questo chiediamo ad ogni lavoratore, ad ogni delegato sindacale, ad ogni cittadino, ad ogni realtà politica, associativa e sindacale di sostenere questa piccola grande vertenza. E' attiva una cassa di resistenza per appoggiare economicamente questi lavoratori che sono in sciopero oramai da un mese. Serve che ciascuno si faccia megafono di questa battaglia, che comunichi a chiunque subisce quelle medesime condizioni che scatenarono la lotta, che reagire è possibile e che non si è soli. Il presidio è aperto, è una base di questa lotta e per le lotte future, per questo richiede presenza e sostegno da qui ai giorni a venire, fino a quando a essere piegata non sarà l'arroganza dei padroni. 

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