martedì 17 marzo 2015

Lettera: "Pensioni, gli operai non possono lavorare in eterno!"

Sono un metalmeccanico della provincia di Vercelli e sto cercando di far conoscere la mia idea sulle pensioni e cercare di migliorarle. In questi anni di minaccia Fornero tanti lavoratori, io per primo, stanno perdendo la salute pensando a quanto dovranno ancora lavorare. Quello che voglio dire è che a noi non interessa tanto i soldi che si possono perdere per andare in pensione, ma gli anni che non vengono tolti. Sul fatto che se non si esce dal lavoro nessuno potrà mai entrare, penso che siamo tutti d' accordo e allora perché non si ritorna alla pensione ai 35, 38 o massimo 40 anni ma senza porre limiti di età? Io ho iniziato a 14 anni, la vita me la sono rovinata molto presto: perché devo rovinarmela anche dopo? Libertà, vuol dire poter decidere sulla propria vita, non far decidere gli altri. E' una questione di semplice buon senso, l'aiuto all'operaio deve essere la prima cosa a cui pensare, non preoccuparsi di non far pagare per tre anni ai padroni i contributi per assumere. Se noi stiamo a casa in pensione prima ci saranno più posti di lavoro per tutti, e i giovani potranno versare i contributi come noi abbiamo fatto per le pensioni degli altri. Sarebbe il controllo sulle assunzioni: tot persone a casa, tot ne devono rientrare. Altro che fare sconti e aiutare gli industriali: aiutate gli operai, che stanno crepando sul lavoro.  

Saluti  
Fulvio Tasso

fonte: http://www.fiom-cgil.it/
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