Se Silvio Berlusconi esprime sfacciatamente il
peggio del passato e del presente del nostro paese, il Presidente
Giorgio Napolitano rappresenta con il massimo della onestà e del rigore
una Italia senza futuro. Apprendiamo da Il Messaggero che il Presidente
chiama tutti alla calma e ai toni bassi, il leader della destra così
come quegli splendidi bresciani che in massa l'hanno contestato. E
questa politica a bassa voce viene invocata anche per gli impegni
assunti da governi e Parlamento con l'Unione Europea. State zitti,
l'Europa ci ascolta. Non ci sono
illusioni da coltivare, secondo Giorgio Napolitano, sul fatto che si
possa in breve abbandonare la politica di austerità e rigore. I patti
europei, il fiscal compact, la Troika non lo permettono. Quindi non ci
saranno risorse per la mitica ripresa, per i disoccupati, i precari e i
cassaintegrati, i pensionati. Non ci saranno risorse se non per qualche
aggiustamento e qualche dilazione di catastrofi sociali. I conti non lo
permettono.Da questo punto di vista
meglio la brutalità del Presidente, che il ridicolo balletto di
chiacchiere dei partiti di governo. Che promettono sapendo di non poter
mantenere e che ogni tanto parlano di rinegoziare in Europa, sapendo che
questo non è assolutamente alla loro portata.Quindi
l'austerità ed il massacro sociale continueranno, perché essi vengono
considerati il mezzo per far ripartire l'economia. Non c'è più la
politica dei due tempi, prima il rigore e i sacrifici poi la crescita,
con cui ci imbrogliavano una volta. Ora ci chiariscono che è dalla
purificazione, dalla igiene sociale del rigore che nasce la nuova
economia competitiva.È il messaggio che viene
dalla Grecia. Qui per la prima volta dalla crisi una agenzia di rating
ha emesso un verdetto positivo. In Grecia si può investire perché con il
70 % di giovani disoccupati, con i salari dei pochi occupati ridotti
del 30%, con tutto quel che ancora vale messo all'asta, si può comprare a
prezzi stracciati.Il disastro sociale e
civile della Grecia sta diventando una opportunità economica per la
finanza internazionale, come la ricostruzione di un paese distrutto
dalla guerra. Questa è la ripresa. Quindi se vogliamo accelerarla da noi
dobbiamo smetterla di frenare il rigore. Prima ci autodistruggiamo,
prima arriva il momento di ripartire.Peccato
però che le previsioni più ottimistiche ci informino che il prodotto
lordo del paese tornerà ai livelli pre crisi nel 2020, mentre la
disoccupazione di massa neppure allora sarà riassorbita. Il presente
attuale è solo l'avvio di un futuro eguale o peggiore.Giorgio
Napolitano rappresenta con il massimo dell'onestà e del rigore una
sinistra che ha rinunciato ad essere se stessa. Che ha accettato i dogmi
della economia liberale e che ora condivide le follie dei trattati e
delle istituzioni europee che impongono l'austerità. Una sinistra che
in tutto il continente contribuisce alla distruzione dello stato sociale
e dei diritti del lavoro. E che soprattutto si è assunta il compito di
spiegare che a tutto questo non c è alternativa. Che questa sinistra sia in crisi in tutto il continente è solo un atto di giustizia.Il
futuro si costruisce abbandonandola e mettendo in discussione subito la
politica di austerità con tutti i suoi vincoli e trattati europei.
Urliamolo se necessario, così finalmente i popoli europei udiranno da
noi cose giuste e utili anche per loro.
Ps. Ho visto che Maurizio Landini sostiene che la manifestazione del 18 maggio non è contro il governo. E contro chi è allora? Ma
dai Maurizio, le cose sulla occupazione che giustamente chiede la FIOM
questo governo non vuole e non può farle e non le farà. Sarà il primo
avversario di esse. Semmai si può dire che
solo contro il governo non basta, che bisogna chiamare in causa Giorgio
Napolitano e i vincoli europei che ci massacrano. Io nel mio piccolo il
18 scendo in piazza contro tutto questo.
Giorgio Cremaschi
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