Il 18 ci saremo a Roma ma...

CACCIAMO IL GOVERNO ILLEGALE E ILLEGGITTIMO! RIPRENDIAMOCI IL PAESE! RIAPRIAMO LE FABBRICHE, CREIAMO POSTI DI LAVORO! DIFFONDIAMO IL CONFLITTO, COSTRUIAMO L’ALTERNATIVA! 

Il disastro sociale avanza in tutto il paese: ogni giorno chiudono aziende grandi e piccole - private e pubbliche, cassa integrazione e licenziamenti aumentano la percentuale di disoccupazione ai massimi storici, tasse, ticket, tagli ai servizi pubblici e privatizzazioni di ogni genere (sanità, scuola, trasporti, ecc.) rendono le condizioni di vita sempre più aspre e insopportabili come dimostrano i continui casi di suicidio e di gesti disperati. E’ la crisi generale del sistema capitalista che sta infognando lavoratori, precari, disoccupati, studenti e pensionati in questa situazione mentre i soliti noti continuano ad arricchirsi. I governi Prodi, Berlusconi e Monti e le loro politiche antipopolari sono state espressione diretta degli interessi dei poteri forti: padroni, speculatori, banche, organizzazioni criminali, Vaticano, UE, USA, NATO, BCE, FMI e oggi siamo di fronte ad una ulteriore torsione autoritaria e repressiva dello Stato per far fronte al malcontento e alla resistenza che si diffonde: è in atto un vero e proprio colpo di stato, fatto non con i fucili ma con il blocco del Parlamento, la rielezione di Napolitano alla Presidenza della Repubblica e l’instaurazione di un governo del tutto illegale e illegittimo Napolitano-Letta-Alfano-Berlusconi per portare avanti le politiche di lacrime e sangue sulla nostra pelle (il “pilota automatico”). E’ in questo contesto che si inquadrano gli episodi gravissimi come le cariche vergognose al Primo Maggio napoletano contro gli operai dell’Irisbus e della Fiat che volevano intervenire dal palco, come la solidarietà della CGIL campana all’assessore regionale al lavoro Nappi che ha denunciato e tentato di intimidire un lavoratore delle Aziende Partecipate in lotta conto la cassa integrazione, la censura all’intervento di Giorgio Cremaschi ad una riunione dei sindacati Confederali, come ancora le manganellate agli studenti napoletani al fine di difendere fascisti camuffati da disoccupati sotto il palazzo della Regione Campania! All’assemblea di Grottaminarda il 6 aprile scorso abbiamo detto forte e chiaro che il futuro dipenderà da noi! Dobbiamo impedire che questo governo si stabilizzi, dobbiamo cacciarlo con la lotta e al contempo organizzarci per costruire un’alternativa per il paese a vantaggio della maggioranza della popolazione che ponga al centro un Piano del Lavoro per rimettere in piedi il paese, per riprenderci il presente e porre le basi per un altro futuro, riaprire le fabbriche e creare posti di lavoro, bisogna elaborare e sperimentare qui ed ora tutte le strade possibili a questo scopo: autogestione e autorganizzazione del lavoro, costringere imprenditori e banche a fornire crediti e rilevare dismissioni sotto controllo operaio e popolare; anche costringere lo Stato alla nazionalizzazione ovunque possibile e ridurre l’orario di lavoro a parità di salario dipendono dall’organizzazione che riusciremo a mettere in campo. E’ finito il tempo della delega e della rivendicazione! Delegare cosa e a chi? Rivendicare cosa e a chi? Siamo determinati a procedere nel percorso avviato con il primo passo di Grottaminarda, dove hanno partecipato tante delegazioni operaie, è necessario coordinare le azioni di lotta diffuse su tutto il territorio ed è per questa ragione che sosterremo e invitiamo a partecipare all’assemblea che si terrà a Firenze agli inizi del mese di giugno, organizzata dagli operai della Ginori. Sosterremo ogni sforzo di organizzare altre assemblee che pongono al centro il Lavoro ovunque si terranno, sollecitiamo il Comitato No Debito nazionale (in particolare gli esponenti dei sindacati di base e della sinistra CGIL) a fare altrettanto e a contribuire nel miglior modo possibile alla loro realizzazione con la più vasta partecipazione di operai e lavoratori, precari e disoccupati. Il prossimo 18 maggio la FIOM ha convocato una manifestazione nazionale a Roma. Siamo coscienti e consapevoli che l’appello lanciato da Landini non è ciò che occorre in questa fase cruciale e d’altronde la sua stessa azione è a quanto meno poco efficace nella difesa dei lavoratori. Ma pensiamo che quel giorno a Roma ci saranno altri operai come noi decisi a non arrendersi e alla ricerca di una via d’uscita positiva dalla crisi. E’ per questa fondamentale ragione, la necessità di unire le forze, che non solo ci saremo, ma lanciamo l’appello a tutte le realtà di lotta che hanno condiviso e voglio condividere il percorso lanciato il 6 aprile scorso a partecipare con noi in uno spezzone dalle parole d’ordine chiare “Riapriamo le fabbriche, creiamo posti di lavoro! Estendiamo il Conflitto, costruiamo l’Alternativa!”. Rendiamo le iniziative di mobilitazione delle prossime settimane ulteriori tappe della strada che deve portarci a Montecitorio, per assediare questo governo infame fino a cacciarlo e imporre le nostre soluzioni alla crisi! Il futuro dipende da ciascuno di noi! 

Comitato Resistenza Operaia dell’Irisbus 

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