In riferimento alla riunione del Comitato Direttivo Nazionale Cgil di lunedi 22 aprile 2013 tenutosi a Roma
“Sul confronto in atto tra le Organizzazioni Sindacali Cgil, Cisl, Uil e la Confindustria sul sistema di regole democratiche per la validazione dei Contratti Nazionali di Lavoro, si sono registrate significative novità.
Nella situazione attuale non esiste alcuna regola democratica, sono le controparti che decidono di legittimare gli accordi con le Organizzazioni Sindacali.
Una condizione di totale arbitrarietà che rende possibile gli accordi separati senza alcuna validazione democratica, fino ad arrivare alla esclusione dallo stesso negoziato, della Fiom-Cgil come avvenuto nel Contratto Nazionale separato dei metalmeccanici.
Per tale ragione, in assenza di una legge, che rimane l'obiettivo da perseguire, è necessario un sistema di regole democratiche che non riguardi soltanto le Organizzazioni Sindacali ma anche le controparti, per rendere esigibili i contenuti dell'eventuale intesa.
Il confronto che ha attraversato in più occasioni i Comitati Direttivi della Cgil, è stato quello relativo al pronunciamento sulla piattaforma e sull'accordo delle lavoratrici e dei lavoratori interessati, ritenendo da parte nostra inaccettabili, posizioni sostenute dallo stesso Segretario generale della Cgil che ritenevano possibile una pura e semplice estensione del meccanismo previsto per i pubblici dipendenti.
L'ipotesi che ci è stata illustrata al Comitato Direttivo del 22 Aprile '13 prevede che le piattaforme e gli accordi sono validi se conforme a due criteri:
maggioranza certificata delle Organizzazioni Sindacali (iscritti e voto R.S.U.)
maggioranza del voto certificato delle lavoratrici e dei lavoratori interessati da quell'intesa.
Essendo questa una ipotesi che dovrebbe vincolare le stesse controparti non trovo particolarmente sorprendente che sia stato posto il problema della esigibilità da parte dei soggetti firmatari di accordi che vengono validati democraticamente.
Altra cosa sono le sanzioni come quelle del regolamento Fiat che riguardano le lavoratrici e i lavoratori che sono inaccettabili.
Per questo ho considerato positivamente le novità che ci sono state illustrate, ribadendo che in assenza di testi scritti, su una materia cosi delicata è necessario procedere con il confronto e prevedere una ulteriore sessione del Comitato Direttivo Nazionale per assumere le necessarie decisioni in presenza di testi scritti.”

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