Basta con la politica della triade, CGIL, CISL, UIL!

Primo Maggio 2013 può e deve anche avere un altro compito: ricostruire l’unità del mondo del lavoro, superare le tante divisioni e le troppe frantumazioni di questi anni. Riunificare il lavoro è parte essenziale della sua centralità, forse la premessa. Abbiamo scelto questo Primo Maggio per tornare a parlare la lingua dell’unità sindacale con una scelta unitaria sulle regole della democrazia e della rappresentanza. Quella di una nuova unità tra le grandi confederazioni sindacali è una scommessa da vincere. Una sfida per dare al lavoro una voce forte capace di determinare una nuova agenda politica che punti al cambiamento”. (L'intervento di Susanna Camusso è pubblicato su l'Unità di oggi).Il 1 maggio la consulta immigrati di Rifondazione Comunista ci ha invitato a partecipare ad un incontro, dove erano presenti Ferron Maurizio (FIOM) e Massimo D'Angelo della Filt-Cgil. Dopo un filmato sulla storia della Cgil, ha iniziato il dibattito. Non abbiamo particolari tenerezze per le ricorrenze solenni, per le celebrazioni a data fissa. per il Primo Maggio vestito in tricolore e avvolto in nuvole d'incenso ...Mai come quest'anno, sindacati confederali e Confindustria hanno "celebrato" la "festa" del 1 maggio come una … vecchia e bella copia fedele!E' bene ricordare che il 1 maggio non è nato come una "festa", ma come una giornata di lotta, (come l'8 marzo!); di lotta per le 8 ore. Nasce per celebrare la manifestazione organizzata nel 1886 dagli operai di Chicago, negli Stati Uniti, per ottenere la riduzione dell'orario di lavoro ad otto ore. Nei giorni successivi al corteo ci furono diverse manifestazioni, con più di venti lavoratori uccisi dalla polizia Per ricordare i «martiri di Chicago», il congresso della Seconda Internazionale, riunito a Parigi il 1889, stabilì che a partire dall'anno successivo il primo maggio sarebbe diventata la giornata internazionale dei lavoratori. A poco “odore” di festa il 1 maggio, visto la situazione in qui si trovano i lavoratori di tutto il mondo, basta pensare ai 500 operai morti in Bangladesh morti per Beneton e &! Basta pensare alla situazione in qui i lavoratori italiani - 11,6 di disoccupati, Il 38,4% dei giovani attivi è disoccupatoCome mai “servi e padroni” nella stessa festa? A spiegare la scelta della Camera del Lavoro di Bologna è Danilo Gruppi, segretario generale della  CGIL locale: “La situazione è talmente seria da richiedere la ricostruzione di un’unità d’azione, anche nei confronti del governo. Nei momenti più bui il sindacato ha sempre saputo ricostruire un tessuto unitario e coeso, vale tanto più oggi in un momento in cui il paese è spappolato”. Gli fa eco il cugino Alessandro Alberani, numero uno CISL: “E’ una novità assoluta, gli imprenditori parleranno in piazza con noi, e questo coglie l’appello alla coesione sociale che a livello nazionale è stato lanciato da CGIL, CISL e UIL. Ci saranno anche le istituzioni, e questo darà più spessore e importanza alla piazza”. (http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/26/1-maggio-sindacati-e-imprenditori-insieme-in-piazza-fiom-diserta-noi-con-operai/576050/). Da ogni parte, si sente parlare di unità nazionale, di coesione, siamo nella stessa barca, insomma tutti insieme per combattere questa crisi?La posizione dei Confederali, ormai è nota a tutti. Sul piano politico ne vedremo delle belle col governo letta… maio! Sul piano strettamente sindacale, vediamo già che l’appello all’unità funziona e molto bene!Per esempio la cgil che in un primo  momento, non “voleva” firmare l’accordo sulla produttività, alla fine ha firmato! Quando, durante il dibattito abbiamo detto questo, la cgil ha detto che non era vero, invece leggiamo nel comunicato (ASCA) del 24 aprile - ''Oggi Confindustria ha firmato, con Cgil, Cisl e Uil, un accordo interconfederale che vuole facilitare l'applicazione, da parte delle imprese, delle norme sulla detassazione del salario di produttivita'''. Lo annuncia Stefano Dolcetta, Vicepresidente per le Relazioni Industriali di Confindustria”.
Dunque noi parlavamo il 1 maggio e l’accordo era già stato firmato! Non possiamo in questa sede trattare l’argomento dell’accordo sulla produttività, diciamo solo che la fisionomia contrattuale viene subordinata completamente alle necessità aziendali: i contratti nazionali vengono svuotati sia dal punto di vista normativo che economico, gli eventuali aumenti salariali dipenderanno dagli aumenti di produttività aziendale a sua volta determinata non solo dalla completa sottomissione dei lavoratori alle esigenze aziendali, ma dall’andamento del mercato, dal rinnovamento tecnologico, dalle scelte dei manager, ecc.

Il contratto aziendale potrà contenere deroghe non solo ai contatti nazionali ma addirittura alle leggi vigenti in tema di orario di lavoro, di disciplina della prestazione lavorativa (sarà questo il famoso demansionamento?) di organizzazione del lavoro e di flessibilità. L’unico scrupolo che si sono fatti è di avanzare richiesta al Parlamento di cambiare le leggi per adeguarle a questo accordo! I contratti nazionali non potranno neppure recuperare l’inflazione poiché si è scritto che la dinamica salariale deve essere”coerente con le tendenze generali dell’economia, del mercato del lavoro, del raffronto competitivo internazionale e gli andamenti specifici del settore”. In altre parole si sta disegnando un sindacato che assume in toto le esigenze aziendali , firma tregue, assicura l'applicazione dei peggiori accordi possibili e accetta anche eventuali sanzioni nel caso qualcuno si pentisse di ciò che ha firmato.Durante il filmato e il dibattito la cgil ha spesso parlato di democrazia e di libertà. Bene! Il Patto proposto da Squinzi e raccolto con giubilo da cgil, cisl, uil, fiom e ugl e che ricalca, in salsa sindacale, l’inciucio che ha portato al “governissimo” di salvezza nazionale di Letta ed Alfano è perfetto!L’accordo parte dalla necessità dei padroni e dei sindacati di rendere immediatamente esigibili gli accordi raggiunti, escludendo la possibilità che lavoratori possano mai mettere in discussione quanto  concordato a maggioranza tra le parti e se lo fanno attraverso le loro rappresentanze elette queste saranno sanzionate ed espulse dalle RSU!Se ciò non fosse sufficiente si vuole che chiunque abbia intenzione di partecipare alle RSU debba preventivamente sottoscrivere il patto con Confindustria e quindi accettare preventivamente il divieto di sciopero in caso di dissenso dall’accordo raggiunto a maggioranza.Come mettere la testa dentro un cappio sapendo bene che qualcuno, prima o poi, tirerà la corda!Ecco cosa scrivono i sindacati “responsabili”:"Su rappresentanza e democrazia sindacale, CGIL CISL e UIL, confermando il testo unitario del 2008, l’allegato all’accordo del 28 giugno 2011 e ad integrazione dello stesso, convengono di definire con Confindustria un accordo che regoli:
 -la rilevazione e la certificazione della rappresentatività basata sull’incrocio tra iscritti e voto proporzionale delle RSU. Laddove non ci siano le RSU varrà solo il numero degli iscritti. Le organizzazioni sindacali sono impegnate a confermare le RSU laddove esistenti;
-la titolarità della contrattazione nazionale per le organizzazioni sindacali firmatarie che raggiungano il 5% della rappresentanza per ogni CCNL;
-gli accordi saranno definiti dalle organizzazioni sindacali che rappresentano almeno il 50%+1 della rappresentanza e dalla consultazione certificata dei lavoratori, a maggioranza semplice, le cui modalità attuative saranno stabilite dalle categorie per ogni singolo CCNL". (http://www.cgil.it/DettaglioDocumento.aspx?ID=20904
Confindustria e sindacati sanno benissimo che se la corda viene troppo tirata, se rompe. I “vigili del fuoco” sindacale sono pronti con i loro padroni ad impedire l’incendio, fanno del tutto per impedire la contestazione sui posti di lavoro. Nella prossimo RSU non sarà più possibile agire per i lavoratori!Cosa dicono i Confederali ai lavoratori che già hanno subito la riforma delle pensioni, il blocco dei contratti e ingenti perdite salariali causate dal mancato recupero dell’inflazione, a tutti quelli che, colpiti da profondi processi di ristrutturazione?Cosa dicono i Confederali ai lavoratori che sono rimasti senza lavoro e senza ammortizzatori sociali, a tutte quelle donne e uomini a cui viene drasticamente ridotto l’orario e dimezzato lo stipendio a causa della spending review?Cosa dicono i Confederali ai giovani a cui una dissennata politica economica toglie ogni presente e speranza nel futuro, ai tanti e tante precari/e, ai pensionati che non riescono a sopravvivere con salari e pensioni di fame e rinunciano perfino a curarsi? Non dicono niente e non fanno niente! Anzi! la Cgil sta facendo piazza pulito al su interno. Francesco Doro, operaio, RSU delle Officine Meccaniche Carraro, membro del Comitato Centrale della Fiom e del Direttivo della Camera del Lavoro di Padova, e Andrea Berruti, operaio e RSU della Filippi sono stati buttati fuori dalla Cgil con procedure sommarie, usando motivazioni pretestuose che dimostrano la natura politica di queste espulsioni. Altro esempio, a Bergamo l’allontanamento forzato di Eliana Como, una dirigente importante della FIOM, che rappresenta tra l’altro l’area della Rete  28 aprile, ha suscitato vivaci proteste. La ricetta della Cgil è questa: pugno di ferro con gli oppositori, guanto di velluto per governo e padroni. Mentre si intensificano i rapporti con la Confindustria; mentre si torna al tavolo con i padroni, al fianco di Cisl, Uil e Ugl, contemporaneamente si sanzionano gli attivisti e i protagonisti delle lotte: precari, lavoratori dei trasporti, licenziati.Dice G. Cremachi: “L'accordo sulla rappresentanza che CGIL CISL UIL stanno definendo con la Confindustria è infatti un brutale atto di normalizzazione autoritaria delle relazioni sindacali. Esso stabilisce che il diritto alla rappresentanza ce l'hanno solo coloro che preventivamente accettano quell'accordo. Cioè puoi partecipare alla misurazione della rappresentanza e alle elezioni delle rsu solo se accetti la flessibilità e le deroghe ai contratti e soprattutto se ti impegni a non scioperare se in disaccordo. Esattamente quanto è avvenuto alla Fiat di Marchionne,  che ora viene esteso a tutti”. G. Cremaschi, ex segretario della Fiom è stato buttato manu militari dal palco dove erano presenti Camusso, Angeletti e Bonani, qualche giorni fa perché contestava la posizione dei Confederali. Non si può continuare a far finta di credere che tutto ciò, che tutti i sacrifici che ci impongono, sortiranno davvero l’effetto di portarci fuori dalla crisi! L’unico effetto sarà di continuare a rimpinguare i forzieri degli speculatori nazionali e internazionali, delle banche che continuano ad accumulare profitti e a distribuire benefici supermiliardari ai propri manager, mentre la crisi continuerà a mordere la carni della maggioranza della popolazione.Noi non ci stiamo, non possiamo e non vogliamo accettare logiche che portano al massacro i lavoratori e li espropriano persino delle loro vite mettendole a disposizione del dio profitto.Lanciamo una grande campagna di informazione e di mobilitazione fabbrica per fabbrica, ufficio per ufficio, per mettere uno stop al massacro che questi accordi provocheranno e soprattutto smettiamola di dare ancora credito e sostegno, con la propria iscrizione, a chi non ha altro orizzonte che la propria sussistenza.
Non si può parlare di “libertà sindacale” e stare zitto su quel “PORCELUM” sindacale. Sappiamo che dentro la Cgil e la Fiom ci sono dei bravi compagni. Non stiamo zitti, denunciamo questo ennesimo inciucio.Non accettiamo l’omertà!  Oggi chi si dici dalla parte dei lavoratori deve prendere una posizione unica: non accettare e denunciare chi fa il doppio gioco.
Costruiamo un sindacato che serve ai lavoratori e non alla Confindustria e al governo.

Luc Thibault
Delegato RSU/USB GRETA Alto Vicentino Ambiente

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