La frase

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mercoledì 18 luglio 2012

Si comincia da Bergamo…


A Bergamo l’allontanamento forzato di Eliana Como, una dirigente importante della FIOM, che rappresenta tra l’altro l’area della Rete 28 aprile, ha suscitato vivaci proteste. Riporto da Il megafonoquotidiano un comunicato di un folto numero di delegate e delegati della zona in cui Eliana operava, firmato anche da diversi altri quadri e delegati di fabbrica, aggiungendo un mio commento. La misura non riguarda solo una compagna stimata e combattiva, ma rappresenta un allarme per tutta la FIOM, perché si collega ad altri attacchi al dissenso interno, che si sono moltiplicati da quando il riavvicinamento alla maggioranza “moderata” (cioè legata a filo doppio al PD) della CGIL, ha comportato la rinuncia a continuare la battaglia perché la confederazione mantenga gli impegni presi per lo sciopero generale contro il governo Monti e la sua feroce distruzione del welfare e dei diritti acquisiti dai lavoratori. Tanto più che la CGIL ha scelto con decisione l’unità con CISL e UIL, che sono così spudoratamente filo padronali da fare ricorso, prima di Marchionne, contro la sentenza che prevede il reintegro di 145 operai FIOM di Pomigliano! Già nell’assemblea dei delegati FIOM di maggio a Montesilvano, il tentativo di un delegato di inserire nella mozione finale un riferimento allo sciopero generale, era stato rifiutato dalla presidenza con modi arroganti, invitandolo a presentare un’altra mozione per conto suo. L’ultimo Comitato centrale del 4 e 5 luglio è stato dedicato in gran parte a un attacco concentrico a Sergio Bellavita, considerato evidentemente da alcuni un corpo estraneo nella segreteria, e a cui sono state incredibilmente messe in conto le proteste, a volte esasperate, di alcuni lavoratori nei confronti dello stesso segretario generale. La reazione spontanea di una parte notevole dei membri del comitato centrale a una serie di interventi - evidentemente concertati - che aprivano il fuoco sull’eretico, aveva impedito che si arrivasse in quella sede a una soluzione definitiva di esclusione di Bellavita, mettendo al suo posto un esponente della corrente camussiana, che al congresso non aveva voluto accettare l’elezione in una segreteria considerata “estremista", e forse anche di un esponente della docile corrente di "opposizione di sua maestà", “Essere sindacato”. Vedremo cosà accadrà nell’imminente Comitato centrale dedicato ai problemi di organizzazione… Avevo già segnalato in Venti di guerra nella FIOM che “l’avvicinamento di Landini, Airaudo, ecc. alla maggioranza della CGIL (…) ha portato a manifestazioni di insofferenza nei confronti delle contestazioni, ma anche della stessa opposizione interna, che va sostenuta e difesa da ogni tentativo di criminalizzazione”. Ma ora siamo al dunque. Il trasferimento di Eliana Como in un ufficio lontano dai lavoratori a cui ha dedicato anni di lavoro, è probabilmente la prova generale di altre misure che indeboliranno la stessa FIOM, provocando delusione e stupore tra i lavoratori, che si domandano se è possibile che si dedichino tante energie alla caccia agli intransigenti, e così poche alla battaglia contro padronato e governo. Era la sensazione di molti, dopo il Comitato centrale del 4/5 luglio… Forse è possibile fermare in tempo questa corsa all'omologazione con la maggioranza della CGIL, anche se non è facile. Quando si comincia a fare una politica diversa da quella auspicata dai lavoratori, e su cui si è costruita una straordinaria resistenza, diventa logico un irrigidimento autoritario e il ricorso alle misure disciplinari per colpire chi dissente, tanto più se lo fa in nome della politica votata dal congresso e non applicata dal gruppo dirigente. 

Antonio Moscato

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