Su 2643 lavoratori si sono recati alle urne in 1090, ma la soglia per convalidare il voto era di 1322 voti. Soddisfazione da parte della RSU-Fiom che avevano presentato una piattaforma alternativa a quella della stessa Fiom, Fim e Uilm e che però non era stata ammessa. Franchi, segretario provinciale della Fiom invece commenta: "Il vero vincitore oggi è l'azienda". La Cisl: "Determinanti le divisioni all'interno del sindacato della Cgil"
Niente quorum al referendum per votare la piattaforma per l'integrativo alla Piaggio di Pontedera.
Su una forza lavoro presente in fabbrica negli ultimi tre giorni, in cui si sono svolte le assemblee e le operazioni di voto, pari a 2.643 lavoratori, hanno votato 1.090 tra operai e impiegati, 232 in meno del quorum fissato a 1.322 voti.
Tutto è quindi rimandato a settembre, visto che domani per la Piaggio è l'ultimo giorno lavorativo prima dello stop estivo che durerà fino al 27 agosto.
Nei tre giorni di assemblee, in cui tre membri delle segreterie nazionali (Francesca Re David della Fiom-Cgil, Eros Panicali della Uilm-Uil e Ferdinando Uliano della Fim-Cisl) hanno illustrato i contenuto della piattaforma da sottoporre all'azienda per il confronto sull'integrativo, ci sono state numerose polemiche tra Re David ed esponenti della RSU in quota Fiom, gli stessi che avevano presentato una piattaforma alternativa, ma che non è stata né ammessa alla illustrazione durante gli incontri con i lavoratori né tantomeno alla votazione.
E soddisfazione per il mancato raggiungimento del quorum viene espresso dalla stessa RSU: "Il referendum è miseramente naufragato nonostante lo sforzo e l'impegno profuso dai segretari Nazionali e Provinciali di Fim, Fiom e Uilm nelle assemblee con i lavoratori e a nulla è valso neanche il tentativo di spezzetare le assemblee e quindi di dividere i lavoratori".
"I lavoratori Piaggio hanno respinto il tentativo autoritario delle segreterie nazionali e provinciali di Fim e Uilm - proseguono dalla RSU Fiom - e purtroppo anche della Fiom di imporre una piattaforma aziendale vuota e pre-confezionata, pensata e scritta a Roma. La piattaforma non è mai stata discussa con i lavoratori ed è stata presentata con il voto contrario della maggioranza dei delegati Fiom in Piaggio che si sono opposti in tutti i modi sia al contenuto della piattaforma che ai metodi autoritari imposti".
"Il risultato finale del referendum dimostra ancora una volta - concludono - che i lavoratori in Piaggio respingono sempre con maggior decisione una pratica sindacale che non accetta nè il confronto nè la critica, come per altro è emerso molto chiaramente durante le assemblee".
Molto Differente il commento del segretario provinciale della Fiom, Marcello Franchi: "Nel settore operaio la partecipazione al voto è stata significativa e importante, tant'è che ha facilmente raggiunto il necessario quorum, mentre quella degli impiegati è stata molto bassa e, comunque, fortemente al di sotto di ogni aspettativa.
"Non vi è ombra di dubbio - prosegue - che il messaggio/consiglio del Presidente Colaninno di non presentare nessuna piattaforma è arrivato e recepito in maniera assai determinante, soprattutto nel settore impiegatizio. Non possiamo non dire la verità, perchè crediamo sia evidente a tutti che il vero vincitore di questa vicenda, almeno per il momento, è l'Azienda ed il suo Presidente che ha lavorato assai proficuamente, affinchè la piattaforma unitaria di Fim, Fiom e Uilm, approvata dalla RSU, non venisse presentata".
Ma non mancano anche degli elementi di critica e autocritica da parte dello stesso Franchi: "Per onestà dobbiamo ammettere un fatto, sempre più ripetitivo, ingiustificabile, incomprensibile ed ormai evidente a tutti. Anche queste ultime assemblee, sono state più degli "sfogatoi", che non momenti di reale discussione nel merito delle proposte contenute nella piattaforma e questo non ha certamente agevolato la partecipazione".
Dal canto suo, invece, Claudio Garzotto, segretario generale della Fim, la federazione dei metalmeccanici della Cisl afferma: "Sull'esito del referendum pesa molto la spaccatura interna alla Fiom. I suoi rappresentanti in Rsu, nelle assemblee che hanno preceduto il voto, si sono apertamente schierati contro i contenuti della piattaforma che avremmo voluto presentare all'azienda. Piattaforma alla cui stesura la stessa Fiom ha partecipato. Questo, inevitabilmente, ha creato disorientamento tra i metalmeccanici iscritti alla Cgil".
Garzotto definisce il mancato raggiungimento del quorum una sorta di "regalo a Colaninno, che nei giorni scorsi si era dichiarato perplesso sull'utilità di sottoscrivere, in un momento di crisi, un nuovo accordo sull'integrativo. E invece un nuovo accordo va fatto: è proprio nei momenti di crisi che occorre organizzarsi meglio, investendo in nuovi prodotti e nuove tecnologie e nella professionalità dei dipendenti; sì che, appena la richiesta delle due ruote tornerà a crescere, potremo giocare bene le nostre carte".
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