Un altoforno dell'impianto di Piombino resterà fermo per quattro settimane ad agosto; una ulteriore, più breve, fermata potrebbe essere decisa per dicembre; non si prevedono invece provvedimenti per l'impianto veneto-giuliano della Lucchini, la Ferriera di Servola (Trieste). E' questo in sintesi quanto emerso dall'incontro di ieri (17 luglio) al Ministero dello Sviluppo Economico per discutere la situazione della Lucchini.
Dall'incontro è emersa una situazione di scarsa competitività del gruppo nonché di difficoltà economica che sta portando all'intenzione dell'azienda di cedere gli impianti. “La situazione finanziaria e la gestione corrente restano particolarmente critiche. E le manifestazioni di interesse per una possibile joint venture o per una acquisizione del Gruppo sono ad uno stadio assolutamente preliminare”, fanno sapere Laura Spezia, segretaria nazionale FIOM CGIL responsabile per la siderurgia, e Gianni Venturi, coordinatore nazionale siderurgia della stessa FIOM.
Un incontro quello di ieri al MISE che “non solo non ha consentito di diradare le nubi all'orizzonte ma, se possibile, ha generato ulteriori preoccupazioni” avvertono i sindacalisti che fanno notare come “la stessa posizione del Governo sembra oscillare tra un ruolo schiacciato sull'emergenza e una totale assenza di strategie industriali per il settore della siderurgia; strategie che – proseguono Spezia e Venturi - andrebbero raccordate con le iniziative annunciate dall'Unione Europea e da altri singoli Paesi della stessa Unione”.
Nell'incontro, la FIOM CGIL ha sottolineato l'esigenza di mantenere in sede ministeriale un tavolo unico, di Gruppo, che, riconfermando la difesa del ciclo integrale, sappia valorizzare gli elementi di integrazione produttiva e logistica tra Piombino, Trieste e gli altri siti e che possa sostenere ed accelerare la ricerca di nuovi investitori. “L'assemblea dei delegati a Piombino e le decisioni che assumerà – concludono Spezia e Venturi - devono servire a mantenere aperta questa prospettiva”.
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