Lavoratori in pasto all’opinione pubblica.La Piaggio e i collaudatori

Dalla lettura dei giornali si vorrebbe far intendere che un gruppo di lavoratori in orario di servizio se ne stava seduto al bar a rubare lo stipendio ma se c’è qualcuno che dovrebbe tacere sono proprio dirigenti e membri del consiglio di amministrazione della Piaggio. Ma i fatti sono ben diversi perché quei lavoratori si sono fermati pochi minuti per bere una bibita calda con le temperature di 3 o 4 gradi sotto lo zero, con le strade ghiacciate e\o innevate che rappresentano una seria minaccia alla sicurezza dei collaudatori che in certe condizioni atmosferiche dovrebbero restare dentro E’ necessario contestare l' organizzazione del lavoro di questi collaudatori che sfugge ad ogni seria regolamentazione. Non si capisce la ragione per la quale Piaggio , al contrario di quasi tutte le principali case produttrici di due ruote, non abbia una pista interna di collaudo, non si capisce perché il collaudatore non abbia diritto a pause in assenza di procedure scritte che consentano di effettuare soste e pause soprattutto quando le condizioni atmosferiche risultano proibitive. E’ del resto incomprensibile l’assenza di una specifica valutazione del rischio che prenda in esame tutti i processi lavorativi svolti dal collaudatore, questa grave mancanza risulta ancora più strana se pensiamo all’elevata percentuale di infortuni (alcuni gravi con invalidità permanente), di morti sul lavoro solo negli ultimi 5/6 anni. Un atto assolutamente arbitrario la sospensione dei 3 lavoratori in assenza di una inchiesta interna che non sia solo una indagine “di polizia” finalizzata non ad appurare i fatti ma a colpire i lavoratori, magari per mettere tutto il sindacato sulla difensiva nella imminente trattativa sul contratto aziendale Una inchiesta deve non solo appurare i fatti ma entrare nel merito della organizzazione del lavoro e delle questioni legate alla sicurezza dei collaudatori, applicare le normative in materia di sicurezza e non aggirarle. Per queste ragioni con il moralismo che contraddice i padroni e i loro comunicati, ecco arrivare la campagna contro i fannulloni. Peccato che questi lavoratori siano tutt’altro che fannulloni ma rischino la loro vita ogni giorno. E verso questi lavoratori il sindacato è tenuto a costruire iniziative di sostegno, iniziative serie e non solo di facciata 

Antonio Piro / Federico Giusti
CONFEDERAZIONE COBAS 

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