Leggere il passato come qualcosa di straordinario, irripetibile e limitativo è
alquanto falso e privo di reale dignità, perché tutto si può migliorare e tutto si
può distruggere, dipende sempre da che parte si stia! Chi nel nostro Paese
considera le lotte e conquiste fatte dal dopo guerra fino agli anni '90 qualcosa
di totalmente irriproponibile, liquidando la questione sotto la voce “ il mondo è
cambiato” è privo di memoria storica e coscienza popolare, perché un popolo
che non conosce la propria storia è destinato a morire, non ha futuro, quel
“futuro quotidiano” che noi tocchiamo con mano ormai da quasi un ventennio,
fatto solo del niente sociale e qualunquismo liberale. Guardare il passato con
leggerezza e superficialità non è caratteristico di noi lavoratori, noi abbiamo
insegnato quanto può essere forte la voglia di vivere in un mondo fatto di unità,
solidarietà e tutte quelle azioni che riconducono al bene comune. Letture
distorte della realtà populiste, visioni liberali demagogiche, equità classiste e
teatrali; ecco cosa è il nostro futuro se noi non attuamo reali cambiamenti nel
nostro ripensare alla società italiana, basterebbe rileggerci la nostra storia,
realmente, senza irrigidirci dinnanzi alla voglia di cambiamento, studiando,
imparando e riproponendo valori e significati che anche oggi sono più che mai
attuali e necessari, perché se da un lato ci sono la finzione della modernità e il
futuro solo per pochi, noi dobbiamo stare dall'altra parte e avere il coraggio di
combatterle entrambi, ripartendo da zero, anzi, non da zero ma da quello che ci
hanno lasciato in eredità i nostri predecessori, cercando nel passato per
ricostruire la speranza e la voglia di “contare” nella società. Nascondersi
ormai serve a poco, la macchina da guerra della distruzione di diritti e dignità
è in funzione da tanto, da troppo, la si può sconfiggere con le idee, perché se è
vero che viviamo in un deserto di idee politiche è altrettanto vero che non può e
non deve essere una scusante, noi dobbiamo rimboccarci le maniche,
ricominciare ad essere liberi pensatori, dire NO a cambiamenti per il bene di
pochi, dire NO ad una riforma del lavoro che ha solo lo scopo di rendere degli
“yes man” tutti il lavoratori, i quali dinnanzi a possibili ritorsioni, sarebbero
alla mercé delle aziende, nel perfetto stile Marchionne! Noi Fiom lo
sosteniamo da molto, questa è solo “schiavitù moderna” i diritti vanno estesi
non parzializzati o tolti. Questo è lo scenario che abbiamo di fronte, adesso
tocca a noi, noi Fiom siamo pronti e chi non lo sarà dovrà un giorno spiegarlo
ai posteri il perché di tali concessioni....vi lasciamo citando Bertolt
Brecht:“Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere”.

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