I contenuti della manovra finanziaria del governo Monti sono ormai ufficiali. Come abbiamo detto in varie occasioni, riteniamo che i movimenti sociali e gli studenti, protagonisti di una grande stagione di rive…ndicazione e di un ciclo di lotte imponente, abbiano il dovere di non dimenticare nel post-Berlusconi le proprie istanze ed analizzare la sostanza dei provvedimenti, senza fare sconti abbagliati dallo stile o dalla competenza dei “professori”. Rispetto a questo, non riscontriamo nell’azione del nuovo governo né una reale discontinuità politica né l’equità sbandierata nei proclami.
Innanzitutto, la brutalità e la tempistica drammaticamente accelerata che contrassegnano la riforma delle pensioni rappresentano ancora una volta lo scaricamento dei i costi dell’emergenza su chi dopo una vita di lavoro e di sacrifici oggi avrebbe maturato il suo diritto alla pensione. Inoltre, si va a determinare un impoverimento materiale per chi oggi quella pensione la possiede già e un incognita su chi domani la dovrebbe ricevere, ma che, oppresso da un sitema di precariato e senza alcuna garanzia, potrebbe non avere un provveduto al versamento dei contributi necessari. . Parallelamente, mancano scelte coraggiose, come una seria patrimoniale, che avrebbero potuto prendere da chi, invece, detiene la maggior parte della ricchezza prodotta dal paese. Soprattutto, come studenti universitari, riteniamo sconcertante che non sia stato ritenuto necessario tornare a finanziare il mondo della formazione e della pubblica ricerca: da anni scendiamo nelle piazze per ribadire il potenziale ruolo strategico della valorizzazione e della diffusione orizzontale dei saperi per uscire dalla crisi in maniera alternativa alla strada dell’austerità, ma ad oggi non possiamo certo registrare un effettivo cambio di rotta. Infatti i tagli al FFO e al fondo nazionale per il DSU fatti dal precedente Governo non sono minimamente compensati nell’attuale, ennesima manovra finanziaria.
Infine, continua a persistere un problema generale che riguarda il grande tema della democrazia: l’allontanamento dei processi decisionali dalla cittadinanza è ormai una costante, l’andamento dei mercati finanziari e dello spread costituiscono l’unica bussola dell’agire politico, come dimostra la mancata contrattazione con i sindacati in materia di pensioni. Vengono così dimenticati e messi da parte i bisogni reali e l’ansia di futuro dei cittadini, in controtendenza con i percorsi di partecipazione democratica diretta e di ambizione maggioritaria che hanno raggiunto un importante culmine nei referendum del giugno scorso.
Tutti questi elementi impongono la necessità di riprendere parola e aprire un nuovo ciclo di mobilitazioni che sappia sostanziare la nostra opposizione a chi intende scaricare su di noi i costi della crisi. Il 12 dicembre saremo in piazza insieme alla CGIL: la convocazione di sciopero generale per quella giornata contro la manovra è un segnale importante che sosteniamo. Soprattutto, facciamo nostre e rilanciamo le rivendicazioni della FIOM: contrastare i progetti di esclusione, ricatto e negazione di diritti portati avanti da Marchionne, con la connivenza di CISL e UIL, significa non solo lottare per condizioni di vita migliori per i lavoratori, ma anche condurre una battaglia fondamentale per la democrazia nei luoghi di lavoro che deve interessare tutto il paese. Invitiamo tutti i soggetti politici, associativi e sociali del territorio che intendono costruire un’alternativa a questo stato di cose a fare altrettanto. Tuttavia, non sarà sufficiente scendere in piazza per 3 ore in una singola giornata sul singolo tema delle pensioni, nel tentativo di incidere sull’iter parlamentare della manovra e ottenere qualche modifica dal sapore del palliativo: abbiamo bisogno di darci una progettualità di ampio respiro, che sappia mettere al centro del discorso politico le persone e non la Borsa, che parta dalla difesa e la riaffermazione dei diritti sociali e dalla ri-pubblicizzazione dei beni comuni, che aggreghi in una grande campagna continuativa soggetti maggiormente strutturati e movimenti. L’alternativa non c’è ancora, ripartiamo a pensarla e costruirla collettivamente!
SINISTRA PER…
[Sinistra Per... è un movimento di studenti iscritti all’Università di Pisa che si ispira a valori di democrazia, uguaglianza, solidarietà e pace. Scopo preminente del gruppo è di promuovere e tutelare questi valori nell’Università attraverso la rappresentanza degli studenti in tutti i luoghi istituzionali e lo svolgimento di attività politiche, culturali e di servizio, nell’ottica di una partecipazione attiva e consapevole di tutti gli studenti].
fonte:http://sinistraper.org/

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