Malore sulla linea. Soccorsi lenti. Cobas: "Enrico si poteva salvare"

Alla Piaggio di Pontedera, lo scorso 16 novembre, è morto un operaio. Colpito da un malore è finito a terra non prima di avere violentemente sbattuto la testa su un macchinario. L'operaio è stato caricato da una ambulanza Porter della Piaggio e portato in ospedale dove poche ore è deceduto. I suoi compagni di lavoro, che stanno pensando di produrre un esposto alla procura della Repubblica in cui sostengono che la procedura di soccorso predisposta dall'azienda «può aver provocato gravi danni» a Enrico Balestri, questo il nome della tuta blu. «Una azienda con migliaia di lavoratori che ha la pretesa di avere un proprio sistema di primo intervento dovrebbe - si legge in un comunicato dei Cobas - in realtà possedere ben altri strumenti per il soccorso immediato, un defibrillatore e un medico interno sempre a disposizione in caso di infortunimalori, modificare le procedure interne e permettere ad una ambulanza attrezzata (che la Piaggio dovrebbe avere all'interno dello stabilimento) di raggiungere i luoghi dell'incidente nel più celere tempo possibile». «Alla direzione Piaggio imputiamo procedure di pronto intervento inadeguate e incapaci di offrire adeguata assistenza ai lavoratori - scrivono ancora i Cobas -. Alla Direzione Piaggio imputiamo di considerare la sicurezza dei lavoratori un costo aggiuntivo per l'azienda, insomma un costo da ridurre ai minimi termini» La verità è che, anche dopo molte denunce dei Rls e Rsu Fiom, l'azienda continua a evitare di chiamare il 118 immediatamente, per "fare da filtro" alle registrazioni di infortunio. Infatti al pronto soccorso ogni incidente viene registrato, mentre al centro medico interno all' azienda, con una fascia, una pasticca, una pomata, i lavoratori vengono poi rimandati a lavorare. Stando alla denuncia dei Cobas, l'ambulanza interna alla Piaggio è priva di un medico, di un defribilittore e di strumenti di pronto intervento solitamente richiesti, e viene usata solo per il trasporto di personale dipendente Piaggio, e non anche per il personale degli appalti, come vuole la legge, anche quando l'intervento del 118 sarebbe più indicato e preferibile. Inoltre, l'intera gestione sanitaria ricade su un infermiere che probabilmente non ha le competenze necessarie per decidere la permanenza in infermeria di un dipendente o il suo ritorno nel luogo di lavoro. «La totale discrezionalità dell'infermiere è inspiegabile - concludono i Cobas - in considerazione del fatto che dovrebbe essere un medico ad effettuare gli eventuali accertamenti, del resto al lavoratore non viene consegnata alcuna documentazione a dimostrazione di quanto erronea sia la procedura adottata». 

Michele Valeri

[Articolo su Liberazione del 1.12.11]

fonte:http://www.liberazione.it/

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