FIAT: sciolto ultimo nodo su requisiti pensionistici per Termini Imerese, ora tocca a Dr Motor garantire futuro industriale

Sindacati firmano l'intesa con il Lingotto per la cessione definitiva dello stabilimento siciliano. FIOM CGIL, il Governo si è impegnato, in caso di intervento sulle pensioni, a salvaguardare le attuali condizioni dei lavoratori. Camusso, è l'accordo che è possibile fare per dare prospettiva a quel territorio, ma era meglio non chiudere. 

Sciolto ultimo nodo, Termini Imerese ad un passo dalla soluzione definitiva. Per i lavoratori dello stabilimento FIAT di Termini Imerese, la cui produzione è ferma dal 24 novembre in attesa del passaggio al nuovo acquirente Dr Motor, sembra profilarsi una soluzione “positiva”. Mesi di intense trattative, accompagnate da proteste dei lavoratori in attesa di conoscere il loro destino, hanno scandito la vicenda dello stabilimento siciliano, che con l'intesa firmata oggi tra sindacati e FIAT,  fa un ulteriore passo avanti verso la soluzione. Dopo l'accordo sulla mobilità incentivata per 640 lavoratori vicini alla pensione, raggiunto nei giorni scorsi, oggi è stato sciolto l'ultimo nodo sui requisiti pensionistici. Un tema, quest'ultimo, sul quale si era bloccato l'incontro di ieri (30 novembre) al Ministero dello Sviluppo economico per mettere a punto il testo scritto dell'accordo sotto il quale apporre le firme. Con l'intesa firmata oggi, dunque, il Ministero del Lavoro ha accolto la richiesta di congelare, per i lavoratori di Termini Imerese, i requisiti pensionistici che potrebbero cambiare con la prossima manovra, confermando la normativa vigente. Si sblocca così un nodo che rischiava di far saltare l'impianto dell'accordo tra il Lingotto e i sindacati.  “Finalmente!” ha esclamato il responsabile FIAT della FIOM CGIL, Enzo Masini, che ha spiegato come sia stata “una trattativa lunga e complicata come sempre quando c'è FIAT” ma, ha aggiunto “è un accordo positivo che avvia la mobilità incentivata”. Un'intesa che, per le tute blu della CGIL, risolve i punti che erano ancora aperti: la tempistica del passaggio di tutti i lavoratori in Dr e la salvaguardia dei requisiti pensionistici in caso di riforma previdenziale. “Il governo – ha proseguito Masini - si è impegnato, anche in caso di intervento sulle pensioni, a salvaguardare le attuali condizioni dei lavoratori. Ci auguriamo – ha concluso - che questo non riguardi solo Termini Imerese”. Per il Segretario Confederale della CGIL, Vincenzo Scudiere la vicenda FIAT di Termini Imerese dimostra che “quando si affronta seriamente la ricerca di soluzioni, è possibile trovare vie di uscita anche in condizioni difficili”. Proprio per questo, ha proseguito Scudiere “ci aspettiamo che anche sulle altre vertenze aperte, a partire da quella di Irisbus che riguarda sempre il gruppo FIAT, si proceda adottando il metodo dell'assunzione delle responsabilità, da parte di chi abbandona l'azienda e di chi la deve rilevare”. Infine, a commentare l'accordo firmato oggi da sindacati e FIAT sugli incentivi alla mobilità per i circa 640 lavoratori di Termini Imerese è anche Susanna Camusso, Segretario Generale della CGIL che ha affermato: “il miglior accordo possibile sarebbe stata la non chiusura e conoscere il piano industriale di FIAT”. Tuttavia, ha aggiunto la leader della CGIL “date le scelte di FIAT quello è l'accordo che è possibile fare per dare prospettiva a quel territorio”. Intanto, il confronto prosegue con Dr Motor, per l'ultima parte dell'intesa complessiva sul passaggio dello stabilimento siciliano dal Lingotto a Massimo Di Risio. Il gruppo che succederà a FIAT nel sito siciliano per produrre quattro modelli di auto. Il piano industriale presentato ad ottobre prevede l'inizio dell'attività nel 2013 per andare a regime con 60mila vetture annue nel 2017. Le assunzioni comincerebbero, invece, dal 2012 e il pacchetto iniziale di 241 posti per arrivare a 2016 a 1.312. Inoltre, dopo l'accordo di sabato sulla mobilità, per Dr i dipendenti FIAT da riassorbire si sono ridotti a poco più di 920 unità, rispetto alle 1.566 iniziali. 

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