10 domande alla Fiom Pisa-Toscana-Nazionale

La Toscana da sempre rappresenta la fucina delle sinistre, delle idee, della coscienza critica e dei movimenti operai, qui è nato il Partito Comunista d'Italia, questa è terra oltre che di poeti, scrittori, e filosofi anche e di politici, sindacalisti, ed anarchici come Bresci.
Una regione sempre in prima linea, con città che hanno una lunghissima tradizione partigiana, comunista ed antifascista, ma ce n'è una che da sempre porta spinte propulsive sindacali, questa si chiama Pontedera in provincia di Pisa, poi vai a vedere, e capisci bene come il cuore di questa risorsa meravigliosa provenga da una fabbrica storica dal nome Piaggio, che da 127 anni (di gloriosa tradizione operaia) porta avanti a testa alta le proprie ragioni politico/sindacali, in grado poi di condizionare tutto il resto della Toscana. 
In questi giorni la RSU Piaggio alle prese con il referendum per la piattaforma del Contratto Nazionale dei Metalmeccanici, si è pronunciata come sacro santo diritto, per il NO, niente di eccezionale!, se non fosse che, in quella fabbrica ha vinto proprio il NO, ma anzichè rispettarne il risultato, e darne una lettura, questa volta la FIOM PISA, ha toccato davvero il fondo, ed in perfetto stile Marchionne, ha chiamato la Segreteria prima del Regionale, e poi del Nazionale, chiedendo loro di partorire assieme un comunicato congiunto di FIOM NAZIONALE-FIOM TOSCANA-FIOM PISA, per sconfessare questi operai irriconoscenti ed ingrati, fino ad accusarli di "mancanza di rispetto totale per l'assemblea nazionale di Cervia" !!!!!!!!!!!!!!!!! 
Il fatto più grave è che la Fiom Toscana e peggio ancora Nazionale, non hanno esitato minimamente ad attaccare quella RSU, emettendo un vergognoso comunicato che si rivolge a tutti i lavoratori della Piaggio. 
 A costoro, noi Operai del Lecchese rivolgiamo 10 semplici domande e lo faremo fino a che non ci verranno date delle risposte: 
 1. perchè volete calpestare lo statuto della Fiom che prevede il dissenso? "Art. 10 (Autonomia e democrazia nelle posizioni sui problemi politici" 
 2. perchè considerate la scarsa partecipazione al referendum un problema non imputabile a voi funzionari sindacali? ma le vostre responsabilità cominciano solo se si vince? 
 3. perchè utilizzate aggettivi offensivi come "farneticanti" quando dovreste favorire la critica, il dissenso ed il diritto di ogni iscritto Fiom? 
 4. perchè considerate votare NO una "mancanza di rispetto totale per l'assemblea nazionale", significa forse che c'era l'obbligo di votare SI? 
 5. perchè secondo voi la frase della piattaforma "senza che le parti procedano ad azioni unilaterali" non rappresenta una limitazione dello sciopero e quindi "un'apertura di compromesso sui diritti fondamentali dei lavoratori"? 
 6. perchè "l'unica forza che abbiamo" deve necessariamente essere accettare ciò che viene imposto e calato dai vertici? 
 7. perchè scrivete di "un rapporto limpido e trasparente" quando non accettate di aver perso, volendo quindi delegittimare chi è stato eletto dai lavoratori, imponendo un comunicato che esclude la RSU e come i padroni parla direttamente ai lavoratori quando deve superare le regole, la democrazia, le Rappresentanza titolata e legittima? 
 8. perchè fingete di non conoscere le dinamiche del dissenso su questioni politico/sindacali, ergendovi a maestri del linguaggio, quando la storia della Fiom è piena zeppa di fortissime discussioni anche molto vivaci? il punto è che se siamo noi a prenderle allora va bene, ora che tocca a voi non vi va bene? 9. considerata la vostra democratica concezione del confronto e del dialogo, cosa intendete per "aprire in Piaggio una fase di confronto e di dialogo"? 
10. perchè prendete come esempio fabbriche dove ha vinto il SI e nascondete quelle dove ha vinto il NO? Non avrete mica paura di un manipolo di delegati che dissentono vero? 

Operai da Lecco

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