Si sono tenute negli scorsi giorni le consultazioni fra i lavoratori sulla piattaforma della Fiom per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. Si attendono ancora i risultati delle aziende della nostra provincia, mentre si conosce l'esito del referendum alla Piaggio: con 378 No e 234 Sì i lavoratori si sono espressi in una direzione contraria a quella promossa dalla segreteria della Fiom. Per molti è il segnale che la spaccatura avviata lo scorso 28 giugno è ancora aperta
Non accenna a ricucirsi la spaccatura interna alla Cgil e in particolare alla Fiom, prodottasi con l'accordo del 28 giugno scorso e confermata dai risultati della consultazione che si è tenuta in questi giorni proprio sulla piattaforma per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali per i metalmeccanici. Si è votato nelle fabbriche il 26, 27 e 28 ottobre, e fino a oggi per la provincia di Pisa, fra le aziende più grandi, si conoscono solo i risultati della Piaggio. Il referendum in Piaggio ha bocciato la piattaforma, con un margine di voti alto ma non netto: i No infatti sono stati 378 a fronte di 234 Sì. I seggi in cui si è registrato il maggior numero di voti contrari sono quelli delle Meccaniche, mentre alle 2R la spaccatura fra le due posizioni interne alla Fiom è stata piuttosto consistente; nei due seggi delle 2R infatti ci sono stati in un caso 30 Sì e 65 No, nell'altro invece 74 Sì e 66 no. Non è la prima volta che in Piaggio i risultati delle consultazioni vanno in una direzione diversa da quella sperata dalle segreterie della Fiom. In questo caso all'interno delle stesse Rsu della Piaggio c'è stata una diversità di posizioni, con una minoranza che invitava a votare per il Sì alla piattaforma, nonostante le numerose perplessità espresse dagli stessi lavoratori. E se la segreteria provinciale dela Fiom al momento non si è ancora espressa su questo risultato - si attendono infatti ancora gli esiti della consultazione nelle altre aziende - in una nota intanto, viene esposta la posizione delle restanti Rsu-Piaggio, che hanno invitato a votare per il No spiegandone le ragioni. "In un momento in cui vengono messi in discussione diritti e conquiste fondamentali - si legge - è della massima importanza ragionare e possibilmente intervenire sugli obiettivi e i contenuti delle piattaforme che verranno presentate per il Contratto Nazionale e che necessariamente toccano questioni critiche, che avranno conseguenze importanti e durature. La Fiom sottopone in questi giorni alla valutazione dei lavoratori la sua piattaforma - prosegue - che va a nostro avviso esaminata sia per quello che prevede sia per quello che non dice". Tra le cose che dice le Rsu evidenziano: "Acconsente alla richiesta dei padroni di prevedere nel CCNL il rinvio di intere materie alla contrattazione territoriale, di filiera, aziendale. Prevede la attivazione, nelle relazioni con le aziende, di procedure di confronto che includono il blocco preventivo degli scioperi, senza neppure chiarezza su chi e con quali modalità abbia titolo a stabilirle. Sui contratti atipici - continuano - si chiede solo la riduzione a 24 mesi per la stabilizzazione e un'indennità alla fine del rapporto di lavoro, pari a tre volte il TFR. Le richieste salariali, 206 euro lordi in tre anni (pari a 68 lordi l'anno, cioè 45 netti) non superano l'inflazione attuale". "Al Governo verrà richiesto - affermano ancora - in concerto con i padroni, di ridurre le tasse sugli aumenti salariali ma anche i relativi contributi a carico delle aziende, con la diminuzione perciò delle entrate INPS e quindi delle pensioni. Si prevede il Referendum per l'approvazione degli accordi, nazionali e aziendali, ma solo su richiesta di una organizzazione sindacale o su raccolta delle firme del 5 per cento dei lavoratori interessati (quota ben difficile da raggiungere per i contratti nazionali)". "Si prevede il rinnovo generalizzato delle RSU - spiegano - finalizzato però anche a definire rappresentatività e certificazione degli iscritti, previsti dall'intesa del 26 giugno, per dare legittimità agli accordi separati. Si chiede alle aziende un aumento del loro contributo per la previdenza integrativa, che non spetterà ai lavoratori che non hanno aderito". Passano poi però a sottolineare i punti della piattaforma che, secondo le Rsu della Piaggio, non vengono affrontati: "Nessun elenco di materie non rinviabili alla contrattazione territoriale e aziendale. Nessun limite alle quote di lavoro atipico, nessun obbligo o vincolo sugli inquadramenti, nessun vincolo su flessibilità e straordinari. Nessuna iniziativa seria sulla sicurezza, solo in rinvio alla legge, ignorando che la sua applicazione richiede precisi diritti di intervento delle Rls e adeguate sanzioni. Nessun riferimento al recupero salariale rispetto all'accordo separato del 2009". Per i delegati Fiom sono sopratutto preoccupanti "l'assenza di impegni espliciti contro l'inserimento nel contratto dei contenuti dell'accordo del 28 giugno, e al contrario, l'accettazione dei rinvii ai contratti aziendali". E ancora, "l'accettazione della possibilità di porre vincoli allo sciopero e l'ambiguità su chi li decide, che rappresenta un vero cedimento ai padroni sul diritto di sciopero" e infine, "l'accettazione della validità triennale del Ccln e dei livelli salariali previsti dall'ultimo contratto separato".
c.c.
fonte:http://pisanotizie.it/
Non accenna a ricucirsi la spaccatura interna alla Cgil e in particolare alla Fiom, prodottasi con l'accordo del 28 giugno scorso e confermata dai risultati della consultazione che si è tenuta in questi giorni proprio sulla piattaforma per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali per i metalmeccanici. Si è votato nelle fabbriche il 26, 27 e 28 ottobre, e fino a oggi per la provincia di Pisa, fra le aziende più grandi, si conoscono solo i risultati della Piaggio. Il referendum in Piaggio ha bocciato la piattaforma, con un margine di voti alto ma non netto: i No infatti sono stati 378 a fronte di 234 Sì. I seggi in cui si è registrato il maggior numero di voti contrari sono quelli delle Meccaniche, mentre alle 2R la spaccatura fra le due posizioni interne alla Fiom è stata piuttosto consistente; nei due seggi delle 2R infatti ci sono stati in un caso 30 Sì e 65 No, nell'altro invece 74 Sì e 66 no. Non è la prima volta che in Piaggio i risultati delle consultazioni vanno in una direzione diversa da quella sperata dalle segreterie della Fiom. In questo caso all'interno delle stesse Rsu della Piaggio c'è stata una diversità di posizioni, con una minoranza che invitava a votare per il Sì alla piattaforma, nonostante le numerose perplessità espresse dagli stessi lavoratori. E se la segreteria provinciale dela Fiom al momento non si è ancora espressa su questo risultato - si attendono infatti ancora gli esiti della consultazione nelle altre aziende - in una nota intanto, viene esposta la posizione delle restanti Rsu-Piaggio, che hanno invitato a votare per il No spiegandone le ragioni. "In un momento in cui vengono messi in discussione diritti e conquiste fondamentali - si legge - è della massima importanza ragionare e possibilmente intervenire sugli obiettivi e i contenuti delle piattaforme che verranno presentate per il Contratto Nazionale e che necessariamente toccano questioni critiche, che avranno conseguenze importanti e durature. La Fiom sottopone in questi giorni alla valutazione dei lavoratori la sua piattaforma - prosegue - che va a nostro avviso esaminata sia per quello che prevede sia per quello che non dice". Tra le cose che dice le Rsu evidenziano: "Acconsente alla richiesta dei padroni di prevedere nel CCNL il rinvio di intere materie alla contrattazione territoriale, di filiera, aziendale. Prevede la attivazione, nelle relazioni con le aziende, di procedure di confronto che includono il blocco preventivo degli scioperi, senza neppure chiarezza su chi e con quali modalità abbia titolo a stabilirle. Sui contratti atipici - continuano - si chiede solo la riduzione a 24 mesi per la stabilizzazione e un'indennità alla fine del rapporto di lavoro, pari a tre volte il TFR. Le richieste salariali, 206 euro lordi in tre anni (pari a 68 lordi l'anno, cioè 45 netti) non superano l'inflazione attuale". "Al Governo verrà richiesto - affermano ancora - in concerto con i padroni, di ridurre le tasse sugli aumenti salariali ma anche i relativi contributi a carico delle aziende, con la diminuzione perciò delle entrate INPS e quindi delle pensioni. Si prevede il Referendum per l'approvazione degli accordi, nazionali e aziendali, ma solo su richiesta di una organizzazione sindacale o su raccolta delle firme del 5 per cento dei lavoratori interessati (quota ben difficile da raggiungere per i contratti nazionali)". "Si prevede il rinnovo generalizzato delle RSU - spiegano - finalizzato però anche a definire rappresentatività e certificazione degli iscritti, previsti dall'intesa del 26 giugno, per dare legittimità agli accordi separati. Si chiede alle aziende un aumento del loro contributo per la previdenza integrativa, che non spetterà ai lavoratori che non hanno aderito". Passano poi però a sottolineare i punti della piattaforma che, secondo le Rsu della Piaggio, non vengono affrontati: "Nessun elenco di materie non rinviabili alla contrattazione territoriale e aziendale. Nessun limite alle quote di lavoro atipico, nessun obbligo o vincolo sugli inquadramenti, nessun vincolo su flessibilità e straordinari. Nessuna iniziativa seria sulla sicurezza, solo in rinvio alla legge, ignorando che la sua applicazione richiede precisi diritti di intervento delle Rls e adeguate sanzioni. Nessun riferimento al recupero salariale rispetto all'accordo separato del 2009". Per i delegati Fiom sono sopratutto preoccupanti "l'assenza di impegni espliciti contro l'inserimento nel contratto dei contenuti dell'accordo del 28 giugno, e al contrario, l'accettazione dei rinvii ai contratti aziendali". E ancora, "l'accettazione della possibilità di porre vincoli allo sciopero e l'ambiguità su chi li decide, che rappresenta un vero cedimento ai padroni sul diritto di sciopero" e infine, "l'accettazione della validità triennale del Ccln e dei livelli salariali previsti dall'ultimo contratto separato".
c.c.
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