"Lettera Bce: un’aggressione reazionaria alla Costituzione italiana. L’accordo del 28 giugno scritto sotto dettatura di Draghi. Cominciamo a rispondere il 1° ottobre"
Finalmente conosciamo il testo integrale della lettera Bce, pubblicata sul Corriere della Sera. E’ chiaro da questa lettera che la Banca Europea aggredisce la Costituzione italiana, i diritti sociali, i diritti del lavoro. Le misure decise dal governo Berlusconi, come temevamo, al contrario di quanto affermato dal centrosinistra e anche dalla segreteria Cgil, avvengono sotto dettatura della Banca, e non sono ancora sufficienti perché nel testo della lettera sono richieste altre iniquità terribili, ancora non realizzate. La lettera Bce esalta l’accordo del 28 giugno spiegando che esso serve a ridurre il peso del contratto nazionale e a dare priorità alla contrattazione aziendale, in particolare per adeguare i salari alla competitività delle aziende. Tutto questo smentisce clamorosamente quanto detto dalla segreteria Cgil, a giustificazione di quell’accordo. Lo stesso famigerato articolo 8 della manovra, che autorizza a non rispettare le leggi sul lavoro e la libertà di licenziamento, è chiaramente ispirato alle richieste della lettera della Banca Europea. Il massimo dell’arroganza i due banchieri lo raggiungono quando, oltre alle privatizzazioni, ai licenziamenti, al taglio dei salari, alla liquidazione dei contratti nazionali, alla distruzione dello stato sociale, intervengono sull’assetto costituzionale del paese, chiedendo formalmente l’abolizione delle province e l’abolizione nella Costituzione del pareggio di bilancio. Ma chi ha autorizzato questi due privati cittadini a ricattare la nostra democrazia? E perché le istituzioni non s’indignano? E perché questo ridicolo centrosinistra tace? Il movimento operaio e il movimento per la democrazia, nel nostro paese hanno oggi chiaramente due avversari e non solo uno. Da un lato c’è il governo Berlusconi, ma dall’altro c’è il vincolo imposto alla nostra democrazia dai patti europei, dalla Bce, dal Fondo Monetario Internazionale, dalla speculazione finanziaria e dai banchieri reazionari, che guidano un attacco senza precedenti ai diritti del lavoro e alle principali conquiste sociali, civili e democratiche del Continente.Per questo ci troviamo il 1° ottobre a Roma, per lanciare anche in Italia una campagna contro la schiavitù del debito, la schiavitù della Banca Europea, per dire no a quest’Europa delle banche che sta distruggendo la nostra democrazia.
Giorgio Cremaschi

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