Che cosa prevedono l’accordo interconfederale tra CGIL,CISL,UIL e Confindustria e l’art 8 della manovra economica varata dal governo
Accordo del 28 giugno:
Sostiene e rafforza gli obiettivi e le scelte che le aziende hanno fatto negli ultimi anni con gli accordi separati con CISL e UIL. La CGIL si allinea e cede su punti che mettono in serio pericolo parti fondamentali di diritti acquisiti negli anni dai lavoratori:
Sulla democrazia:
vengono rilanciate le RSA, ovvero i delegati di fabbrica nominati dalle organizzazioni sindacali e non votati dai lavoratori. Inoltre, dopo un accordo, anche solo con la maggioranza di una RSU, non è necessario nessun referendum dei lavoratori.
Sul diritto di sciopero:
nessun delegato appartenente a un sindacato che abbia firmato un accordo potrà dichiarare sciopero per tutta la durata dell’accordo. Ne segue che tutti gli scioperi come quelli dichiarati da noi delegati in questi anni su condizioni di lavoro, tempi, sicurezza, precariato e su tutti i soprusi dell’azienda sono considerati illegali.
Sulle deroghe al contratto nazionale:
quello che avevano già firmato CISLe UIL, anche nel contratto nazionale metalmeccanici separato del 2009, viene adesso condiviso anche dalla CGIL.
Il testo dice: “ i contratti collettivi aziendali… possono definire intese modificative con riferimento agli istituti del contratto collettivo nazionale che disciplinano la prestazione lavorativa, gli orari e l’organizzazione del lavoro”; questo passaggio significa trasformare il contratto nazionale in carta straccia.
L'applicazione di questo accordo porterebbe ad un arretramento delle condizioni di lavoro e alla divisione tra i lavoratori delle diverse fabbriche. E` una resa di chi l’ha firmato alle pretese di Marchionne e di tutti i padroni che continuano ad approfittare della crisi per attaccare i diritti dei lavoratori.
Come lavoratori, dobbiamo resistere e rendere impossibile la sua applicazione.
Art 8 della manovra:
Con questo articolo il governo trasforma in legge i principi contenuti nell’accordo del 28 giugno.
Il primo scopo e` quello di legittimare a posteriori gli accordi di Marchionne e fermare i ricorsi legali della FIOM. Poi, gia` che c'erano, hanno aggiunto che i contratti aziendali possono derogare non solo al contratto nazionale ma anche alle leggi dello stato. In questo modo vengono meno tutte le tutele previste dallo statuto dei lavoratori, compreso licenziare senza giusta causa, come controllare i lavoratori con sistemi di videocamere.
RSU FIOM PIAGGIO
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