L'azienda di Monza elude le richieste sindacali: "Si ricorre agli interinali anziché aumentare le ore ai lavoratori part-time"

Sciopero spontaneo venerdì 5 agosto alla World Service, azienda pisana dell'indotto Piaggio, deciso dai lavoratori contro "l'assenza di risposte dei vertici aziendali circa il consolidamento dell'orario" e il "ricorso da parte dell'azienda ai lavoratori interinali, anziché aumentare l'orario dei dipendenti, assunti part time", come dichiarato dalle rappresentanze sindacali aziendali di Cobas, Cgil, Cisl che hanno deciso lo stop.
L'astensione dal lavoro è scattata intorno alle 12 ed è proseguita fino alle 22. L'agitazione, spiegano i sindacati, "è dovuta all'assenza di risposte dell'azienda alle nostre richieste: da mesi chiediamo un progressivo ritorno alle 40 ore settimanali, dopo l'accordo per il passaggio dalla Pega alla World service del febbraio scorso con l'assorbimento dei 108 dipendenti ma a orario ridotto, 30 ore anziché le 40 settimanali".
Ricordiamo che la World Service di Monza, che fa parte del gruppo Viesse, aveva rilevato l'appalto in mano a Pega, e lo aveva fatto mantenendo il contratto nazionale del multiservizi, che contiene la clausola di salvaguardia per la riassunzione di tutto l'organico. L'azienda in quella occsasione aveva però avanzato la necessità di una riduzione pari al 25% del monte ore settimanale pro capite, con la richiesta ai lavoratori di garantire flessibilità dell'orario di lavoro e della distribuzione settimanale.
Nell'ultimo incontro tra azienda e sindacati del 28 luglio scorso l'invito a tornare alle 40 ore è stato rinnovato, anche a fronte dell'assunzione di circa 60/70 operai interinali e dell'incremento del lavoro, ma i vertici di World Service hanno risposto per scritto ai sindacati che "i dirigenti deputati a esaminare l'istanza, ai fini di un'autorizzazione, sono assenti per il periodo feriale estivo e non raggiungibili telefonicamente" e che quindi erano impossibilitati "a fornire una risposta immediata" o comunque "nel mese di agosto".
Le rappresentanze sindacali annunciano dunque nuove e più dure proteste per la prima decade di settembre, nel caso in cui dall'azienda non giungano segnali concreti in merito alle richieste dei lavoratori.
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