Guida ai permessi, ai congedi e ad altre agevolazioni, per l’assistenza e la cura delle persone disabili

L’Italia è stata uno dei primi Paesi in Europa a dotarsi di una legislazione per l’integrazione sociale e i diritti delle persone con handicap. Con l’approvazione della legge n. 104 del 1992, si è affermato un approccio decisamente nuovo e diverso rispetto al passato non soltanto dal punto di vista culturale e medico-legale, ma più in generale, sotto il profilo del diritto di questi cittadini ad inserirsi pienamente nel contesto sociale in cui vivono.Le tutele previste da questa normativa, che investono il lavoro, il diritto allo studio, le agevolazioni fiscali ecc., integrano il sistema dei benefici, già previsti in altre norme specifiche per le diverse categorie di invalidi. Per potervi accedere è necessario il riconoscimento di handicap e, in situazioni di particolari difficoltà, di “grave handicap” da parte delle Commissioni mediche delle Asl. Grazie a questa legge le persone disabili e le loro famiglie possono avvalersi della facoltà di usufruire di periodi di assenza dal lavoro retribuiti, che si aggiungono a quelli ordinari già previsti per esempio per la maternità. Questi benefici,peraltro, sono coperti da contribuzione previdenziale figurativa, che influisce sia sull’accesso che sull’importo della pensione.Inoltre, per favorire l’inserimento nella vita lavorativa della persona con “grave handicap”,la legge prevede la possibilità di poter usufruire di un orario più leggero, compatibile con la patologia o con le eventuali cure alle quali deve sottoporsi.Si tratta di una flessibilità che pone al centro la persona e le sue esigenze per permetterle di continuare a condurre una vita normale senza rinunciare al proprio lavoro.


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