Landini: “Se passa l’idea che le leggi non si devono rispettare, come sta facendo la Fiat, è un brutto segnale”. Con le deroghe “non si risolve niente, bisogna invece rivedere qualità dei prodotti e strategie negli investimenti”
La Fiom non accetterà “mai le deroghe al contratto di lavoro perché non si aumenta la produttività calpestando i diritti degli operai”. E’ quanto ha detto il segretario generale della Fiom Cgil, Maurizio Landini, nel corso di un’assemblea pubblica davanti ai cancelli della Fiat di Melfi. “E' una bugia pura - ha aggiunto Landini - che in Italia non si fanno accordi tra imprese e sindacati. Migliaia di aziende, anche multinazionali, hanno stretto accordi con noi senza deroghe e senza toccare né livelli di retribuzione, né diritti degli operai". ”Marchionne - prosegue Landini - vuole le mani libere per poter decidere autonomamente anche in merito alle prestazioni lavorative ma noi non abbiamo nessuna intenzione di retrocedere”. “Con le deroghe - dice Landini - non si risolve niente bisogna invece rivedere qualità dei prodotti e strategie negli investimenti”.
“Se passa l’idea che le leggi non si devono rispettare, come sta facendo la Fiat, è un brutto segnale”. Per Landini “questo significherebbe che ognuno può fare quello che ritiene opportuno. Quello che hanno detto il Presidente della Repubblica, la Fiom e i vescovi deve essere ascoltato, altrimenti si va verso un imbarbarimento sociale. Non abbiamo assolutamente intenzione di far passare l’idea che per lavorare si debbano cancellare i diritti e la dignità delle persone. Questi tre lavoratori - ha concluso Landini riferendosi ai tre operai reintegrati dal giudice del lavoro nello stabilimento di Melfi – hanno diritto di tornare a lavorare”.
“La svolta autoritaria della Fiat non può essere condivisa. Ci vuole rispetto delle posizioni e degli interessi diversi perché si arrivi ai compromessi necessari”. E’ quanto dichiara Vincenzo Scudiere, segretario confederale della Cgil, ai microfoni di RadioArticolo1. L’azienda, secondo Scudiere, “ha esacerbato il confronto sindacale, ha escluso la Fiom dalla discussione e ha licenziato illegittimamente i lavoratori di Melfi. Il Lingotto rifiuta il dialogo e invece di condividere le soluzioni per i problemi generali del paese, crea i conflitti”. “Non si può approfittare della globalizzazione per mettere in discussione i diritti. Se vogliamo contrastare la crisi ed essere competitivi non possiamo assecondare la volontà della Fiat. Ci vuole una discussione sulle regole in cui il contratto nazionale diventi il baricentro sul quale costruire nuove soluzioni”.
Fiat: Vendola a Melfi, violati diritti elementari
“In un momento in cui il ministro Tremonti ritiene non sopportabile per la competitività le leggi sulla sicurezza del lavoro e mentre Marchionne invoca la fine della lotta di classe, nella vita reale delle fabbriche si può procedere alla violazione dei diritti elementari”. Lo ha detto ieri a Melfi davanti ai cancelli della Fiat il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola nell’ambito di un presidio organizzato dalla Fiom-Cgil. “Quando il governo centrale dismette gli abiti dell’arbitro e scende in campo dalla parte dell’impresa sono le voci del presidente Napolitano e della Chiesa a ricordarci che la dignità umana - ha aggiunto Vendola - vale anche all’interno di una fabbrica”.
fonte:http://www.rassegna.it
La Fiom non accetterà “mai le deroghe al contratto di lavoro perché non si aumenta la produttività calpestando i diritti degli operai”. E’ quanto ha detto il segretario generale della Fiom Cgil, Maurizio Landini, nel corso di un’assemblea pubblica davanti ai cancelli della Fiat di Melfi. “E' una bugia pura - ha aggiunto Landini - che in Italia non si fanno accordi tra imprese e sindacati. Migliaia di aziende, anche multinazionali, hanno stretto accordi con noi senza deroghe e senza toccare né livelli di retribuzione, né diritti degli operai". ”Marchionne - prosegue Landini - vuole le mani libere per poter decidere autonomamente anche in merito alle prestazioni lavorative ma noi non abbiamo nessuna intenzione di retrocedere”. “Con le deroghe - dice Landini - non si risolve niente bisogna invece rivedere qualità dei prodotti e strategie negli investimenti”.
“Se passa l’idea che le leggi non si devono rispettare, come sta facendo la Fiat, è un brutto segnale”. Per Landini “questo significherebbe che ognuno può fare quello che ritiene opportuno. Quello che hanno detto il Presidente della Repubblica, la Fiom e i vescovi deve essere ascoltato, altrimenti si va verso un imbarbarimento sociale. Non abbiamo assolutamente intenzione di far passare l’idea che per lavorare si debbano cancellare i diritti e la dignità delle persone. Questi tre lavoratori - ha concluso Landini riferendosi ai tre operai reintegrati dal giudice del lavoro nello stabilimento di Melfi – hanno diritto di tornare a lavorare”.
“La svolta autoritaria della Fiat non può essere condivisa. Ci vuole rispetto delle posizioni e degli interessi diversi perché si arrivi ai compromessi necessari”. E’ quanto dichiara Vincenzo Scudiere, segretario confederale della Cgil, ai microfoni di RadioArticolo1. L’azienda, secondo Scudiere, “ha esacerbato il confronto sindacale, ha escluso la Fiom dalla discussione e ha licenziato illegittimamente i lavoratori di Melfi. Il Lingotto rifiuta il dialogo e invece di condividere le soluzioni per i problemi generali del paese, crea i conflitti”. “Non si può approfittare della globalizzazione per mettere in discussione i diritti. Se vogliamo contrastare la crisi ed essere competitivi non possiamo assecondare la volontà della Fiat. Ci vuole una discussione sulle regole in cui il contratto nazionale diventi il baricentro sul quale costruire nuove soluzioni”.
Fiat: Vendola a Melfi, violati diritti elementari
“In un momento in cui il ministro Tremonti ritiene non sopportabile per la competitività le leggi sulla sicurezza del lavoro e mentre Marchionne invoca la fine della lotta di classe, nella vita reale delle fabbriche si può procedere alla violazione dei diritti elementari”. Lo ha detto ieri a Melfi davanti ai cancelli della Fiat il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola nell’ambito di un presidio organizzato dalla Fiom-Cgil. “Quando il governo centrale dismette gli abiti dell’arbitro e scende in campo dalla parte dell’impresa sono le voci del presidente Napolitano e della Chiesa a ricordarci che la dignità umana - ha aggiunto Vendola - vale anche all’interno di una fabbrica”.
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