Tino, cassintegrato Vinyls

Non saremmo qui se il sindacato avesse seguito le nostre vicende con cuore operaio
“Giocare è il sale della vita, e io lo so bene dopo una vita passata a giocare come mezza punta, quattro anni nella primavera del Cagliari e poi serie D… mi sono divertito, ed ero pure bravo. Quando Tedde allenava il Porto Torres diceva: “Zola non ci serve, noi abbiamo Tino”. Eppure questo scarica barile tra governo, Eni e sindacato non lo capisco, è un gioco sporco. È un gioco che non diverte nessuno ma arricchisce qualcuno probabilmente, altrimenti perché chiudere la fabbrica che produce il migliore PVC al mondo? Noi siamo i migliori a farlo, e il governo decide di spendere 10 milioni di euro per comprarlo dall’estero. È un gioco che non funziona, se un’allenatore usasse uno schema del genere si ritroverebbe a casa, e tanti saluti.

Oggi per fortuna è uscito il sole, e sono potute venire a trovarci le nostre famiglie dopo tanto tempo. Abbiamo pranzato coi ragazzi dell’associazione di Gavoi che ci hanno aiutato tantissimo, sono dei bravi ragazzi appassionati, e al loro paragone stridono le parole lanciate all’aria dal sindacalista nazionale Tore Corveddu: “Congiunture internazionali, globalizzazione dell’economia, percorsi strutturali, piani chimici strategici”. Guardo lui, poi i ragazzi di Gavoi e gli altri operai dell’isola dei cassintegrati, e penso che forse non saremmo qui se ci fosse stato un sindacato che avesse seguito le nostre vicende con passione, con cuore operaio. E senza cuore non c’è gioco che vale la pena di giocare“.

fonte:http://isoladeicassintegrati.com

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