Regole democratiche sulle rappresentanze sindacali nei luoghi di lavoro, la rappresentatività delle organizzazioni sindacali e il referendum per l’efficacia dei contratti collettivi di lavoro
Perché una legge su Democrazia, Rappresentanza e Rappresentatività?
Rappresentanza. Con gli accordi del 1993 sulla costituzione ed elezioni delle Rsu è stato compiuto un passo fondamentale sulla via del diritto di rappresentanza democratica. Ma esso ha riguardato solo una metà delle lavoratrici e dei lavoratori italiani del settore privato visto che le Rsu sono eleggibili solo nelle imprese e unità produttive con più di 15 addetti. Chiediamo, con questa legge, l’estensione di questo diritto a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, il sistema proporzionale puro per eleggere tutti i componenti la Rsu, alla quale sia riconosciuta la titolarità di contrattare tutti gli aspetti che compongono la condizione lavorativa. Rappresentatività. Il sistema di diritto sindacale attuale non indica, come è stato fatto nel 2001 per il solo settore pubblico, delle regole che definiscano un legame fra la rappresentatività delle organizzazioni sindacali e il diritto a prendere parte alla negoziazione nazionale, aziendale o territoriale. Attraverso questa legge chiediamo di definire un sistema per la certificazione della rappresentatività sindacale, a livello nazionale e territoriale, dato dalla percentuale di voti ottenuti nelle elezioni delle Rsu e dal numero degli iscritti che versano regolari contributi sindacali.
Referendum e validità degli accordi. In assenza di regole democratiche, chi determina la validità di un contratto collettivo è nei fatti l’impresa o la parte datoriale, estendendone l’applicazione a tutti i dipendenti, imponendo in tal modo le soluzioni a lei più convenienti, attraverso la pratica degli accordi separati. Con questa legge vogliamo affermare che la qualità e l’efficacia di un contratto nazionale e/o aziendale, che di fatto viene applicato a tutti, è tale se firmato da sindacati davvero rappresentativi e se gradito e approvato, attraverso referendum, dalle lavoratrici e dai lavoratori che ne sono destinatari. Lo stesso deve valere per gli accordi di natura interconfederale in materia di riforma contrattuale.
Informazioni
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[23 marzo 2010. Parte, nelle prime fabbriche, la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare della Fiom]
fonte:http://www.fiom.cgil.it
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