La R28A condanna la discriminazione attuata nei congressi della Fiom e della camera del lavoro di Firenze dove sono stati esclusi dai direttivi compagni che rappresentano aziende che a grande maggioranza hanno scelto la mozione 2. La R28A porterà la condanna di questo atto nelle sedi della mozione.
Segue la lettera inviata - in tempi non sospetti - dai compagni e dalle compagne della R28A di Firenze.
23 gennaio 2010
Ai firmatari nazionali della seconda mozione, al coordinatore organizzativo regionale Mauro Faticanti, al coordinatore provinciale Brachi, vi scriviamo questo testo in merito alla situazione determinatasi a Firenze all'interno della seconda mozione. Sin dall'inizio come Rete 28 Aprile Firenze abbiamo cercato di metterci a disposizione della promozione della seconda mozione a livello congressuale. Lo abbiamo fatto con la determinazione che ci deriva dalla convinzione che un rinnovamento della Cgil sia realmente necessario e irrimandabile.
Nel fare questo abbiamo rivendicato alcuni principi democratici e di lavoro ispirati alla collegialità. Sappiamo come Rete 28 Aprile a Firenze di essere una realtà in formazione e l'unico diritto che abbiamo rivendicato è stato quello di poter fare il Congresso nel limite delle nostre forze e in piena condivisione con le altre componenti che formano la pluralità di questa nostra mozione.
Sin dall'inizio su di noi sono in verità pesati veti e limitazioni, di cui nessuno ha mai avuto il coraggio di rivendicare paternità e consequenzialità.
Ci è stato fatto capire che non siamo un'area riconosciuta a Firenze perchè non esprimiamo nessuno negli organismi dirigenti. Converrete con noi, però, che questo è un gatto che si morde la coda. Il congresso è per l'appunto il momento in cui gli organismi dirigenti lasciano il posto agli iscritti di base e dove ogni diritto congressuale è dato al semplice iscritto.
Abbiamo all'inizio del congresso semplicemente avanzato una proposta di nostri relatori per i Congressi, in maniera tale da chiarire quali erano le forze che mettevamo a disposizione del Congresso. Non è nemmeno cominciata una discussione su quali congressi coprire, che questa nostra “audacia” ci è costata un tentativo di esclusione.
Per aver “osato” dichiarare la propria appartenenza alla lista dei presentatori della Rete 28 Aprile, un delegato metalmeccanico è stato tolto dalla lista dei delegati eleggibili dalla sua azienda al congresso di categoria Fiom. Tale delegato è semplicemente l'Rsu più votato nella sua azienda. C'è voluto un intervento “dall'alto” perchè lui fosse rimesso nella lista (come ultimo nome eleggibile su quattro candidati!). A quel punto siamo stati costretti ad una campagna di preferenze sul nome di questo compagno che ha portato a prendere 22 preferenze su un totale di 47 voti. In verità ne avrebbe prese molte di più, se il relatore della prima mozione non fosse stato così zelante da passare tra i lavoratori al momento del voto invitandoli a non mettere nessuna preferenza.
Non ci è mai stata nemmeno avanzata formalmente la proposta di presentare il documento nelle aziende dove siamo presenti. Nelle aziende metalmeccaniche dove esprimiamo i delegati, di cui alcuni tra i più votati, infatti siamo dovuti e dovremo intervenire semplicemente dalla platea. Ancora oggi in un'azienda tessile, un delegato sindacale avanza la richiesta di avere al proprio congresso un relatore dell Rete 28 Aprile, sentendosi rispondere che “da regolmento non è possibile” (!!!). Ricapitoliamo la posizione di partenza: né diritto riconosciuto ad avere una lista di nostri presentatori, né diritto a presentare nelle aziende dove siamo presenti.
Dall'inizio del congresso ci siamo comunque messi a disposizione delle assemblee che ci sono state proposte dalla coordinatrice organizzativa della seconda mozione, la compagna Scalia. Abbiamo coperto assemblee in Fisac, Flc, Slc e Spi, senza mai rivendicare nulla dal punto di vista della grandezza delle platee o della possibilità di prendere voti. Tutte le assemblee fatte finora tra l'altro hanno dimostrato molto umilmente la nostra capacità di metterci a disposizione della battaglia congressuale, prendendo voti inaspettati e in congressi per nulla semplici.
Nel fare questo abbiamo difeso sin dall'inizio la proposta della stessa compagna Scalia di creare una “cabina di regia” dove con le altre componenti si concordasse pluralmente i criteri con cui coprire le assemblee di base. Ci è sembrato il metodo migliore per gestire una pluralità interna alla mozione stessa.
Come già detto, non abbiamo rivendicato altro che il diritto a fare la nostra parte, all'esistenza come area programmatica e ad avere ambiti di coordinamento dove potessimo nella massima autonomia esprimere le nostre posizioni, senza rotture o scontri interni alla mozione.
Da parte della componente Fiom di Firenze ci siamo trovati sempre solo e soltanto di fronte a veti, pressioni organizzative e psicologiche, unite – dobbiamo dirlo con rammarico – anche ad una certa arroganza. Ne prendiamo atto e lavoriamo perchè tutto questo venga meno, tornando ad un clima di rispetto per le reciproche differenze. Essere arrivati al meccanismo dei “doppi relatori” nelle assemblee congressuali di base è un atto grave che segna una profonda perdita di credibilità della seconda mozione.
Detto questo, vi ribadiamo le nostre proposte: accettiamo la suddivisione di assemblee di base avanzata dal compagno Brachi. Prendiamo atto che in tale proposta di suddivisione di assemblee la Rete 28 Aprile non esiste. Esistono soltanto la Fiom, le categorie e la componente sindacale che fa riferimento alla compagna Scalia. Accettiamo però tale suddivisione per non complicare ulteriormente un equilibrio tanto precario. Prendiamo atto semplicemente che questo ci costringe ad un meccanismo secondo il quale la nostra presenza congressuale dovrà essere concordata di volta in volta bilateralmente con una delle componenti in campo. Non è un problema, assolutamente, a patto che questa condizione che voi stessi ci imponete non sia usata per attribuire tendenziosamente alla Rete 28 Aprile di Firenze il ruolo di “sottocomponente” di questa o di quell'area sindacale o di categoria. Continuiamo a rivendicare l'esistenza di una cabina di regia o di un coordinamento organizzativo provinciale dove si possa discutere collegialmente con tutte le componenti presenti quali assemblee coprire, con che criteri affrontare questo congresso, socializzare informazioni e scambiare esperienze sull'andamento della discussione congressuale.
Riteniamo che il compagno Faticanti, coordinatore regionale organizzativo, e l'attuale coordinatore provinciale organizzativo Brachi si debbano adoperare perchè cessi qualsiasi atteggiamento di preclusione verso la Rete 28 Aprile di Firenze (come del resto verso ogni altra pluralità) e perché sia praticato realmente quel diritto alla collegialità e alla democrazia contenuto nel testo della nostra mozione. Non chiediamo favori, ma solo diritti democratici e diritto all'agibilità. I vostri ruoli di garanzia della mozione, oltre che i principi stessi a cui la mozione è ispirata, dovrebbero rendere un imperativo categorico difendere il diritto di chiunque a lavorare e ad esistere nelle differenze. Non si tratta quindi di un “favore”, ma di un esercizio di democrazia per tutti. Chiediamo per questo di contemplare la convocazione, oltre che del succitato coordinamento organizzativo provinciale della seconda mozione, di un attivo di tutti i presentatori della mozione della provincia di Firenze, in maniera tale da far venir meno qualsiasi equivoco, ristabilire un clima di armonia e di lavoro unitario.
Riteniamo che il compagno Faticanti, coordinatore regionale organizzativo, e l'attuale coordinatore provinciale organizzativo Brachi si debbano adoperare perchè cessi qualsiasi atteggiamento di preclusione verso la Rete 28 Aprile di Firenze (come del resto verso ogni altra pluralità) e perché sia praticato realmente quel diritto alla collegialità e alla democrazia contenuto nel testo della nostra mozione. Non chiediamo favori, ma solo diritti democratici e diritto all'agibilità. I vostri ruoli di garanzia della mozione, oltre che i principi stessi a cui la mozione è ispirata, dovrebbero rendere un imperativo categorico difendere il diritto di chiunque a lavorare e ad esistere nelle differenze. Non si tratta quindi di un “favore”, ma di un esercizio di democrazia per tutti. Chiediamo per questo di contemplare la convocazione, oltre che del succitato coordinamento organizzativo provinciale della seconda mozione, di un attivo di tutti i presentatori della mozione della provincia di Firenze, in maniera tale da far venir meno qualsiasi equivoco, ristabilire un clima di armonia e di lavoro unitario.
Riteniamo che la rimozione della compagna Laura Scalia da coordinatrice organizzativa della seconda mozione di Firenze sia stato un atto che costituisce un grave precedente. E' un metodo che non condividiamo ed è una scelta che non capiamo nel merito: per quanto ci riguarda la compagna ha svolto il suo lavoro, contattandoci per coordinare la presenza nei congressi. Riteniamo che, a maggior ragione dopo la comune accettazione delle proposta di divisione di assemblee avanzata dal compagno Brachi, si debba reintegrare nel suo ruolo congressuale la compagna Scalia. Una volta concordato sui criteri di copertura delle assemblee, non c'è alcuna ragione per cui non possa essere ristabilito lo status quo ante. Questa posizione non è un giudizio di merito nei confronti del compagno Brachi, che non conosciamo direttamente e con cui non abbiamo avuto modo di lavorare fianco a fianco. La nostra è una richiesta di metodo che, per quel che possiamo vedere nelle assemblee di base, darebbe un segnale di unità all'esterno, con un relativo guadagno di credibilità da parte della mozione. Ognuno può avere i suoi giudizi di merito su ciò che è successo e su chi ha realmente contribuito ad atteggiamenti pregiudiziali e di veto. Come avete potuto leggere noi abbiamo le nostre, ma crediamo che non sia ormai questo il punto . Semplicemente converrete con noi che, una volta ristabilita l'armonia, persistere nella rimozione della compagna Scalia potrebbe solo avere il sapore di una sconfessione e di una volontà punitiva: concetti che non dovrebbero nemmeno entrare nel nostro vocabolario.
Saluti fraterni
Rete 28 Aprile Firenzefonte:http://www.rete28aprile.it
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