In realtà nessuna Rsu del gruppo è stata convocata e si è riunita per discutere dell’accordo e il numero complessivo delle Rsu indicato da Fim e Uilm (129) non corrisponde al vero (125) (forse l’accordo separato non fa crescere i salari ma fa lievitare il numero delle Rsu), ma è significativo che Fim e Uilm - a tempo scaduto e a tre mesi dall’accordo - riconoscano che il pronunciamento delle Rsu era necessario.
Resta il fatto che al momento della firma dell’accordo separato del 1° aprile una grande maggioranza delle Rsu del gruppo non l’ha sottoscritto e che, una settimana dopo, la maggioranza assoluta delle Rsu ha firmato un documento che lo respingeva e chiedeva la riapertura delle trattative. Fim e Uilm hanno poi impedito che l’accordo separato fosse sottoposto a referendum, mentre solo il voto di tutti i lavoratori avrebbe potuto eventualmente modificare il giudizio delle Rsu. E’ fondamentale ricordare che dal 1996 tutti i precedenti accordi aziendali erano stati approvati prima con il voto delle Rsu, poi con il referendum. Questa procedura è stata praticata anche nel 2004, nonostante che all’inizio ci fossero piattaforme separate. Soltanto in questa occasione questa procedura democratica è stata resa impraticabile da Fim e Uilm.
Essendo privo di questi requisiti di legittimità e di validazione democratica l’accordo separato non è legale. Ciò nonostante, l’azienda ne ha imposto l’applicazione.
Per questa ragione la Fiom ha chiesto al Giudice del lavoro di Venezia di condannare Fincantieri per comportamento antisindacale.
Quando si sarebbe dovuto votare non si è votato i pentimenti tardivi non cambiano la sostanza:l’accordo non è stato approvato né dalle Rsu, né dai lavoratori
fonte:http://www.fiom.cgil.it/





















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