“Due milioni nello scenario peggiore, un milione e mezzo in quello più favorevole: sono questi i numeri dei lavoratori senza tutele”. È quanto sostengono dalle pagine del sito Lavoce.info gli studiosi Fabio Berton, Matteo Richiardi e Stefano Sacchi, secondo i quali “gli interventi del governo hanno sì ridotto la platea di coloro che in caso di perdita del posto resterebbero privi di qualsiasi forma di sussidio, ma sono ben lungi dall'averla annullata. Tanto più che le indennità di disoccupazione e in deroga si esauriscono in fretta, mentre la crisi occupazionale potrebbe essere lunga”.
Giorni fa il premier Silvio Berlusconi ha polemizzato col governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, che aveva lanciato l’allarme su un milione e 600 mila lavoratori precari e atipici senza tutele di fronte alla perdita del posto. Per La Voce “ha ragione il governatore”. Berton, Richiardi e Sacchi calcolano “in almeno 3,2 milioni i lavoratori esclusi dalle indennità di disoccupazione (ordinaria e a requisiti ridotti) nel quarto trimestre 2008”.
Gli studiosi, poi, sottraggono da questa platea tutti i lavoratori atipici beneficiati dagli interventi del governo: a) ulteriori forme di indennità di mobilità in deroga; b) tre mesi di indennità di disoccupazione ordinaria agli apprendisti con almeno tre mesi di anzianità aziendale che vengono licenziati; c) un’indennità una tantum per i lavoratori a progetto (un sottoinsieme dei parasubordinati) che rispettino determinati requisiti.
Fatta la sottrazione, emerge un numero di non tutelati molto simile a quello individuato da Draghi. Secondo gli studiosi il numero di lavoratori che in caso di perdita del posto resterebbe privo di tutela varia da 1 milione e 500mila a due milioni di persone. E “tutto il sistema è da riformare, in un mercato del lavoro caratterizzato da carriere sempre più frammentate”.
L’articolo della Voce
fonte:http://www.rassegna.it
Giorni fa il premier Silvio Berlusconi ha polemizzato col governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, che aveva lanciato l’allarme su un milione e 600 mila lavoratori precari e atipici senza tutele di fronte alla perdita del posto. Per La Voce “ha ragione il governatore”. Berton, Richiardi e Sacchi calcolano “in almeno 3,2 milioni i lavoratori esclusi dalle indennità di disoccupazione (ordinaria e a requisiti ridotti) nel quarto trimestre 2008”.
Gli studiosi, poi, sottraggono da questa platea tutti i lavoratori atipici beneficiati dagli interventi del governo: a) ulteriori forme di indennità di mobilità in deroga; b) tre mesi di indennità di disoccupazione ordinaria agli apprendisti con almeno tre mesi di anzianità aziendale che vengono licenziati; c) un’indennità una tantum per i lavoratori a progetto (un sottoinsieme dei parasubordinati) che rispettino determinati requisiti.
Fatta la sottrazione, emerge un numero di non tutelati molto simile a quello individuato da Draghi. Secondo gli studiosi il numero di lavoratori che in caso di perdita del posto resterebbe privo di tutela varia da 1 milione e 500mila a due milioni di persone. E “tutto il sistema è da riformare, in un mercato del lavoro caratterizzato da carriere sempre più frammentate”.
L’articolo della Voce
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