Siamo i 50 dipendenti di INNSE, purtroppo divenuti 49 in seguito alla scomparsa del caro compagno Giuseppe stroncato lunedì scorso da un infarto causato probabilmente dalla stressante situazione degli ultimi periodi.
Dopo aver ricevuto le raccomandate dalla nostra azienda in data 31/5 che sancivano l’ apertura della procedura di mobilità, ci siamo radunati davanti ai cancelli chiusi della fabbrica e dopo aver eluso la sorveglianza di polizia, vigilantes privati e tirapiedi del padrone abbiamo occupato lo stabilimento e proclamato assemblea permanente.
Proseguiamo le lavorazioni in corso, incontriamo i clienti auto-gestendo così da ormai due mesi, la produzione e i servizi, auto-finanziandoci persino la mensa, presidiandola giorno, notte e festivi… Quest’ officina è produttiva, lo è sempre stata, nonostante qualcuno ne dica il contrario, è l’ unica risorsa per noi e per le nostre famiglie, e siamo determinati a difenderla fino alle estreme conseguenze.
Il padrone Silvano Genta la acquistò due anni orsono dall’ amministrazione controllata ottenendo sgravi e prezzi stracciati dichiarando nelle sedi istituzionali della provincia di volerla rilanciare… Oggi scopriamo la realtà dei fatti… In collusione con AEDES, la proprietà del terreno, vuole sbatterci fuori, vogliono farsi beffa persino del piano regolatore che sancisce l’ area come “industriale” e non edificabile fintanto ci sia un insediamento produttivo.
Vogliono rottamare un importante monumento dell’ industria milanese, una fabbrica che ha lunga storia e valori da tramandare, che fu tra i simboli della resistenza pagandone alto prezzo in termini di vite umane.
Ancora una volta gli interessi dei padroni tentano di schiacciare gli operai, gli interessi dei palazzinari e delle banche vogliono farla da padroni in un paese dove vendere case e fare mutui si dimostra l’ ultima frontiera del nuovo schiavismo.
Non lo permetteremo!!
Un’ officina che chiude sono posti di lavoro persi per sempre.
Vi ringraziamo per la vostra solidarietà, siatene orgogliosi.
Licenziati con lettera del 22 Agosto spedita da Torino, gli operai continuano a stare in fabbrica, lavorare e lottare. Dobbiamo sostenere questa lotta, con sottoscrizioni straordinarie e derrate alimentari. Una mensa che dà da mangiare a cinquanta operai non è cosa da poco.
Ieri a Roma al tavolo del Ministero dello Sviluppo il padrone Genta ancora una volta si è rifiutato di ritirare i licenziamenti, anche davanti all’evidenza di un compratore disposto a rilevare l’azienda e continuare l’attività, l’unica novità è che è iniziata la trattativa per l’eventuale cessione. C’è già una convocazione per il 12 Settembre.
Ma non si arrendono gli operai della INNSE. Licenziati dopo 3 mesi di lotta, questi “titani” - come li definisce una fra le tante testimonianze di solidarietà concreta che ricevono, - stamani in assemblea hanno deciso di continuare la lotta e il lavoro, come hanno sempre fatto, ininterrottamente in questi 3 mesi; primo, secondo e giornata, si autogestiscono la mensa, poi di notte i sabati e le festività a presidiare la fabbrica. Licenziati e senza salario, perciò li dobbiamo sostenere con sottoscrizioni straordinarie e nell’autogestione della mensa anche con derrate alimentari.
Nei giorni scorsi un mastodontico pezzo di svariate tonnellate è stato ultimato, un camion per i trasporti speciali è venuto a prenderselo, mentre uno analogo veniva piazzato per le lavorazioni, sulla gigantesca alesatrice.
Col licenziamento in tasca, diventato immediatamente operativo per il padrone che ha deciso di pagare il preavviso, gli operai della INNSE vanno avanti per la loro strada, lottano e continuano a lavorare. Se c’è qualcuno fuori posto è Genta che con i suoi calcoli da rottamaio ingigantitosi, vuole svendere i macchinari e i carri ponte come ferrivecchi, vuole gettare alle ortiche il lavoro e gli operai che lo fanno, commesse già acquisite e altre che premono.
Resistono gli operai della INNSE Presse. Il padrone Genta è andato avanti per la sua strada, nessuna pressione istituzionale lo ha fermato ma i cancelli della fabbrica non riuscirà mai a superarli, gli operai non lo permetteranno. La condizione è che la lotta non sia solo la loro. Sosteniamoli con sottoscrizioni straordinarie, allarghiamo la solidarietà ad altre fabbriche, circoli e militanti.
Per inviare le sottoscrizioni raccolte :
bollettino postale c/c N.22264204
Intestato a Ass.Cult. ROBOTNIK ONLUS
Bonifico : IBAN IT 51O 0760101600000022264204
CAUSALE : Lotta Operai INNSE
Chi è di Milano o Hinterland può passare dalla portineria della Fabbrica, consegnare direttamente le sottoscrizioni raccolte e conoscere direttamente una delegazione degli operai INNSE. L’indirizzo è via Rubattino 81 ( dalla tangenziale est uscita via Rubattino a destra )
Saluti dai cancelli caldi della INNSE
Operai, impiegati, e famiglie dalla INNSE
fonte: rsu@innse-presse.it
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